Condizionati a credere Stampa
Scritto da Filippo Bonfiglietti   
Il fallimento delle politiche comuniste, i marxisti Augias e Odifreddi 
Il mio "Condizionati a credere" da agnostico razionale senza sponsor

Mi sto domandando se qualcuno abbia ragionato sulla differenza fra il mio modo di pensare, quello di Odifreddi e quello di Augias.

Odifreddi mi sembra decisamente e razionalmente ateo. Corrado Augias è un po’ più sfumato, ma qualche giorno fa l’ho sentito dire alla televisione che prima e dopo la vita non c’è nulla: lui lo sa, anche se non spiega chi glielo abbia detto né come faccia a saperlo. Come possano entrambi considerarsi razionali, partendo da posizioni così fideistiche, non si spiega. E, oltretutto, sono entrambi marxisti: manifestando, anche in questo, una posizione irrazionale in quanto fideistica.

Mi sto domandando quanto, del loro successo, dipenda dalla loro posizione politica, oltre che dal loro pensiero.

Io mi considero un agnostico razionale, incapace di scartare a priori nessun’ipotesi spiritualistica. Non sono marxista e – pur non essendo cieco alle innumerevoli storture del capitalismo – sostengo che il motivo principale del nostro benessere sta nell’iniziativa privata e nella scommessa imprenditiva che hanno caratterizzato il nostro mondo dal ‘700 in poi.

Come controprova, ho anche il fallimento palese delle politiche comuniste, dovunque siano state applicate. Se qualcuno ne vuole sapere di più, non gli resta che leggere “Condizionati a Credere”.

Mi sto domandando quanto della mia fatica per affermare “Condizionati a Credere” dipenda dal fatto che non sono schierato politicamente, ma purtroppo non conosco ancora una politica da cui farmi sponsorizzare. Forse, questa è una colpa grave, a cui però non so porre rimedio.

Mi sto domandando se questi temi meritino un approfondimento, una discussione, un dibattito, un confronto.

Tanti auguri al 2011.

Filippo Bonfiglietti 







Sul libro “ Condizionati a Credere” il commento che segue:

Guardate, ma non vedete !!!

Quando andate in Kenia o
in Brasile guardate i bambini
bellissimi ballare,
le vesti colorate delle giovani,
che si muovono sinuose con malizia.

Guardate, ma non vedete
cosa c'è dietro i grandi occhi
che vi sorridono.
C'è dolore, disperazione, povertà.

Così dovete leggere il bellissimo libro
di Filippo Bonfiglietti.
Non fermatevi ai vocaboli o
aggettivi, ma riflettete e
concentratevi sui contenuti
così veri, ma di difficile approfondimento.

Se così non fosse chiudete il libro
a pagina uno.

  E’ della stessa persona che un anno fa aveva scritto a Sergio Romano la lettera:

 “In Italia stiamo sviluppando la cultura della mediocrità, dell’aggressività e della polemica, esaltando la parte negativa del Paese. Sono preoccupata e adirata. Nascosti da qualche parte, ci saranno uomini e donne con delle idee, con la voglia di fare proposte positive e costruttive, senza polemiche e liti da stadio. Perché non escono allo scoperto per darci un po’ di speranza?

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