TRUCIOLI SAVONESI 
Settimanale Anno XIII
Numero 595 del 19 novembre 2017
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Aldo Pastore INTENSIFICAZIONE DEL CICLO IDROLOGICO
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Scritto da ALDO PASTORE   
 

Savona:

una città senza tutela paesaggistica 

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Scritto da ROBERTO CUNEO   
 
Aldo Pastore LA TUTELA DELL’ARMONIA AMBIENTALE DEL TORRENTE LETIMBRO
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Aldo Pastore ALLUVIONI STORICHE
DEL TORRENTE LETIMBRO
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Aldo Pastore

RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
LA TUTELA DELL’ARMONIA AMBIENTALE DEL TORRENTE LETIMBRO CON LA CITTÀ DI SAVONA

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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Le spiagge del “Golfo dell’isola”
Evoluzione e storia fino al 1950
Il golfo che si apre tra Capo Noli e Punta Prodani, comprendente gli abitati di Noli, Spotorno e Bergeggi, è senza dubbio uno dei più suggestivi della Liguria
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Scritto da GIORGIO BERRIOLO   
 
Aldo Pastore

RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO

L’AGRICOLTURA DEL FUTURO
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Aldo Pastore
RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
CONSIDERAZIONI
SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Aldo Pastore
RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
CONSIDERAZIONI SUGLI OGM
Seconda puntata
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
8 Ottobre ore 11 Spiaggia della Madonnetta
"ARRIVEDERCI ESTATE"
Tuffo autunnale con polenta
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Scritto da Trucioli Savonesi   
 

La bellezza dei vigneti

Ho trascorso una giornata fra i vigneti del Piemonte, delle nostre vicine Langhe. Ogni tanto ci torno, e da un po’ di tempo non avevo più fatto una scampagnata. 
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Scritto da ALESSANDRO MARENCO   
 
Aldo Pastore
RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
CONSIDERAZIONI SUGLI OGM
Prima puntata
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Ho chiesto a "trucioli savonesi" di ospitare questo mio articolo che è stato pubblicato recentemente sulla rivista specializzata "Studi costieri" e che traccia una previsione sulla situazione erosiva della spiaggia di Savona
La spiaggia di Savona:
la situazione attuale, gli scenari futuri
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Scritto da GIORGIO BERRIOLO   
 
 
Convegno WWF Savona 
"Alberi in Città: un Patrimonio da difendere!"
Venerdì 6 Ottobre. Ore 10-13.
Sala Rossa, Palazzo del Comune
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Scritto da Trucioli Savonesi   
 
REMIAMO CONTRO 2017
Regata goliardica contro il porto della Margonara
DOMENICA 16 LUGLIO
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Scritto da Trucioli Savonesi   
 
Waterfront for dummies - 3
Il lungomare di levante
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Scritto da MILENA DEBENEDETTI   
 
Aldo Pastore
IL VOLTO DELLA MEMORIA (Cento- undicesima parte)
LE CONSEGUENZE DELLE
MODIFICAZIONI CLIMATICHE
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Madonnetta Forever Area costiera Margonara
21 Giugno  ore 20,00
CENA CONVIVIALE SULLA SPIAGGIA
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Scritto da Trucioli Savonesi   
 
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La paola all'esperto/
Ecco la guida più semplice antisismica. Cosa prevede il "Piano Berlusconi"
Consigli per sapere se la vostra casa può "reggere" al terremoto
Sermoni, disquisizioni, allarmismi, ricerca dei colpevoli, intanto si faccia subito prevenzione 

  Trattiamo gli Italiani alla stregua di bambini che vogliono sapere, ma a cui tutto non si può dire!

 Penso che per prima cosa gli Italiani vorrebbero sapere infatti, se la casa dove abitano è sicura........   Pur non essendo molto complicato nessuno si azzarda ad affrontare seriamente l'argomento. 

Ecco che cosa va fatto per saperlo: 

Caseggiati non in cemento armato. 

1)  noi tecnici esaminiamo le pareti esterne ed interne del caseggiato verificando le eventuali cavillature da assestamento o da dilatazioni della massa costruttiva, fotografandone il contesto; 

2)  constatato che non vi siano cedimenti in atto procediamo al collaudo dei solai; 

3)  Collaudo dei solai: si sgombera una camera “supponiamo avente mq. 16,00 di superficie”, si applica saldamente, nel centro sottostante del solaio, un cavetto di acciaio armonico teso a gravità da un piombo del peso di un Kg. che sopporta una barretta in acciaio a punta orizzontale; si fissa un'altra uguale, barretta orizzontale su di un conveniente supporto fissato al pavimento con cemento di pronta presa, cotrollando accuratamente la coassialità delle due punte.

Si distribuiscono sul solaio in esame 20 fusti da 200 litri cadauno, e si riempono d'acqua. 

Dopo 24 ore misurando la differenza tra le due punte in acciaio ci

si rende conto dell'assestamento subito dal solaio sotto carico ed in esame.

Si procede quindi a svuotare i fusti di acqua liberando così il solaio dal carico previsto di 250 Kg. ogni metro quadrato, e si procede ad una nuova misurazione dello spazio tra le punte in acciaio.

Se le punte sono tornate a riavvicinarsi compatibilmente, il solaio ha evidentemente avuto una deformazione “elastica”; per cui si presuppone un  discreto  coefficiente di stabilità della struttura in generale. 

Se le punte permangono invece, distanziate come si presentavano sotto carico, la deformazione si definisce “plastica” e, come prevede la tecnologia nel merito, si dovrebbe riprocedere al collaudo nelle

identiche modalità descritte prima. Naturalmente il buon senso dell'operatore, che dovrebbe, “per legge”, procedere sino ad arrivare a riconoscere una deformazione “elastica”, deve indurlo a fermarsi là, ove il rischio potrebbe assumere tragiche dimensioni.

 Caseggiati in cemento armato.

La verifica immediata va fatta riesumando il progetto dei cementi armati obbligatoriamente depositato in “Provincia” insieme al “collaudo delle stesse opere in c.a.” eseguito all'epoca e prima della “FINE LAVORI” 

Verificato che i calcoli corrispondano alle normative prestabilite, si procede alla verifica dello stato attuale dei pilastri d'angolo del fabbricato.

Scrostata una conveniente superficie di intonaco, con uno strumento denominato “sclerometro”  si verifica  dal suono  e dalla penetrazione sul primo strato,  la compattezza  e lo stato di resistenza attuale dei manufatti in c.a..

A seconda della prova si procede all'esame dei travi in c.a. e dei solai 

verifcando attentamente che non vi siano passaggi di correnti galvaniche o addirittura collegamenti con impianti di “messa a terra” generali della struttura.

Infatti una delle principali concause di collasso delle moderne strutture in c.a. È proprio il continuo, a volte ormai inevitabile passaggio di correnti elettriche che negli anni, in occasione di manutenzioni, ristrutturazioni, modifiche per inserimenti di nuovi impianti tecnologici, producono campi magnetici che si vanno a scaricare nel primo più facile campo di attrazione, costituito dalla gabbia in ferro del cemento armato!

 In Francia nel 1967, demolendo un capannone industriale, ove queste correnti avevano trovato sede in modo definitivo, mi sono trovato con tanti buchi neri al posto dei ferri stentando a capire come la struttura avesse resistito fino a quel momento! 

       Questa, credo sia la prima cosa che gli Italiani vogliono sapere, prima di partecipare a qualunque disquisizione nel merito di terremoti! Questo va fatto per le scuole dove mandiamo i nostri figli, e credetemi questi “COLLAUDI” si fanno in tre giorni!

 E veniamo alle “new- town”.


 Nelle mie su trucioli n° 192 del 15/03/09 disquisivo su quello che avviene nel resto del mondo: concedere il raddoppio della cubatura catastale esistente, a chi demolisce e ricostruisce con nuove concezioni di sicurezza, energetiche, e tecnologiche, la propria abitazione, più quindi, un'altra da porre in vendita, per recuperare la notevole spesa da sostenere avendo così a disposizione: due abitazioni “SICURE”.

 Mi pare che la situazione delle zone in oggi terremotate, (mi perdonino chi ha avuto nella sciagura lutti e tragedie) le demolizioni siano già state purtroppo effettuate, e, occorrerà a breve,....... ed a suo tempo, solamente ricostruire.

 Ritengo quindi che tutti i proprietari delle case crollate o lesionate dallo scisma potrebbero recuperare quantomeno un'abitazione certamente più “sicura” e confortevole di quella testè distrutta, senza gravare completamente sugli aiuti sociali che avranno comunque e sempre le loro gravi e necessarie incombenze.

Dopo il terremoto degli anni '60 a Caracas iniziarono la ricostruzione “condensando e raddoppiando i volumi esistenti” ricostruendo così la città, dotandola di ampi spazi verdi e di servizi.

La tecnica di allora si basò sull'accertamento dei rilevanti costi da sostenere per rendere le nuove costruzioni, antisismiche, infatti essendo il primo presupposto costruttivo, costituito da una considerevole piastra in cemento armato strutturata insieme al caseggiato soprastante, tale che insieme possano oscillare ( come una nave sulle onde, per farmi intendere ), è emerso dall'esame dei costi, che questa piastra diventa antieconomica se attuata per tante piccole costruzioni come purtroppo ci troviamo a dover affrontare  nell'odierno nostro caso.

 Secondo me, e le mie deduzioni si basano sempre su quello che ho fatto o che è stato fatto da altri, l'economicità rapportata al massimo del risultato antisismico, si ottiene con costruzioni di altezza compresa tra i sei – dieci piani di cui uno o due interrati per parcheggi e servizi.

Il tutto costruito sempre sulla predetta robusta piastra in c.a..        

 Appare evidente che le promesse di ricostruire quello che esisteva mantenendo gli stessi volumi di allora, può solamente essere riferita alle nostre opere d'arte che inserite in un nuovo contesto urbanistico oggettivamente più verde, non potranno che guadagnare in ammirazione e godimento,(vedi la Torre di Pisa).

Nell'esprimere un forte sentimento di solidarietà ai nostri cugini Abruzzesi......... 

 

Guido Luccini

SAVONA 09/10/2009

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Scritto da GUIDO LUCCINI   
 
Aldo Pastore
IL VOLTO DELLA MEMORIA 
 (Cento-decima parte)
Quattro serie di domande sulla Margonara
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Aldo Pastore
IL VOLTO DELLA MEMORIA 
 (Cento-nona parte)
IL PORTO DELLA MARGONARA
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
NOLI: “Assemblea pubblica sul tema:
 Il tunnel di Capo Noli” 
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Scritto da MARCO GENTA   
 
Aldo Pastore
IL VOLTO DELLA MEMORIA
 (Centoseiesima parte)
RIFLESSIONI SULL'ENERGIA NUCLEARE
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
Aldo Pastore
IL VOLTO DELLA MEMORIA
 (Centocinquesima parte)
LA CARENZA IDRICA ESTIVA NELLA NOSTRA PROVINCIA 
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Scritto da ALDO PASTORE   
 
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Depuratori, impariamo da Marsiglia?
No, meglio sprecare i soldi pubblici
Nella città francese hanno rimediato gli errori.
 Tre condotte fognarie distinte
 Molti anni or sono Londra si dotò di un depuratore, su questo esempio e dello stesso tipo, nella nostra Liguria, ne costruimmo che sappia io, uno a Genova, uno a Bergeggi, un altro a Savona assorbendo quello di Bergeggi. Oggi è un unico depuratore comprensoriale da Varazze a Finale.

Pochi sanno che tutte le vecchie Città hanno difficoltà a separare nettamente le acque bianche (piovane) dalle nere (tutte le altre), per cui quando piove i depuratori ricevono molte acque bianche, non previste, riempiendosi fino all’orlo.

Quando ciò accadeva a Londra, si dovevano aprire le condutture a valle del depuratore, e senza la necessaria filtrazione dei prodotti organici convenientemente impastati con detersivi e quant’altro, si verificava una moria di pesci nel Tamigi.

Ora non so cosa abbia fatto in seguito l’Inghilterra, posso assicurare che Marsiglia, nel 1972, ha abbandonato questo tipo di depurazione in quanto dopo un’esperienza decennale si ritrovò con il problema di Londra, stavano infatti morendo i pesci sul litorale marino.

Partendo dal presupposto del francese Lavosier “nulla si crea e nulla si distrugge”, immaginarono che se il risultato di una fossa settica (sostanze organiche più detersivi) non si può usare come concime pena la morte dell’utilizzatore, il risultato  di un depuratore come quello di Londra, Genova, Savona (sostanze organiche più detersivi ed altro) non si può impunemente distribuirlo ai pesci pena la loro distruzione.

 
Depuratore di Savona

L’ingegnere capo del Comune di Marsiglia mi condusse a vedere che cosa avevano deciso di fare.

1)    Provvisoriamente era stato individuato un sito marino abbastanza profondo ove convogliare la fogna nera senza alcun trattamento preventivo in modo che il prodotto organico, più leggero e non inquinante veniva digerito dal mare, mentre i detersivi più pesanti e non trattati si assestavano formando una lastra abbastanza compatta, sul fondale individuato a 2000 metri di profondità, provocando un inquinamento molto limitato.

2)    Nel frattempo la Città stava costruendo tre tipi di condotte fognarie. La bianca (acque piovane), la grigia (tutte le acque contenenti detersivo ed altro), la nera (il prodotto organico con precisa istruzione di lavare la “tazza” con sapone “logicamente di Marsiglia”.

3)    Ed il vecchio depuratore, opportunamente svuotato di tutti gli impianti di macinazione e filtraggio, stava diventando un semplice contenitore delle acque grigie, ove i detersivi formando una piastra tenera alla base dello stesso contenitore, lasciavano le acque cosi decantate inviabili direttamente al mare. Si evidenzia un problema non facile per lo smaltimento dei detersivi e l’ingegnere mi accennò a possibilità di compostaggi.

4)    La nera (solo prodotto organico) sarebbe stata finalmente trattata come nei secoli precedenti i nostri, trasformandola convenientemente in “letame”

Mi sono deciso a rendere pubbliche queste riflessioni in quanto nessun pubblico amministratore savonese o del nostro ponente, a mia conoscenza, recepiva le soluzioni adottate  dai Francesi, adducendo priorità di eminenti decani preposti da anni alla soluzione dei problemi dell’uomo.


Marsiglia

Sui giornali, purtroppo, si continua a leggere il solito cumulo di scempiaggini con dichiarazioni di pubblici amministratori che fanno uso di parole strane, con paragoni a mari tropicali ove tutti vanno, pagando,  e non trovando né alghe assassine, né acque che disturbino la loro vacanza.

Credo sia giunto il momento di dire le cose come stanno veramente. Magari non interessa a nessuno! Intanto paga pantalone e poi, meglio “mugugnare” che realizzare. Anche i savonesi, i liguri sono “italiani”? 

Guido Luccini

Nota di redazione - Questa lettera era stata inviata il 12 febbraio 2007 alla redazione savonese de La Stampa che non ha ritenuto di pubblicarlo

Guido  Luccini

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Scritto da GUIDO LUCCINI   
 
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Edifici ad energia zero o quasi zero
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RIVOLUZIONE ECONOMICA ED INDUSTRIALE, DI GREEN – ECONOMY E DI AUTO – MOBILITA’ ELETTRICA
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I BENEFICI DELL’ AUTO ELETTRICA
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