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Settimanale Anno XVI
Numero 718 del 26 LUGLIO 2020
Tel. 346 8046218
La relazione Trivelloni (parte quarta) Stampa E-mail
Scritto da R.T.   

Prima parte  Seconda parte  Terza parte

 - PARTE QUARTA -  

 

P2, poteri occulti ed eversione nera.  

 Restano fondamentali in materia le seguenti pubblicazioni: AA.VV., L’Italia della P2, Milani, Mondadori, 1981; Gianni Rossi e Francesco Lombrassa, in nome della Loggia, supplemento a Nuova Polizia, n. 8, settembre 1981, e gli Atti del Convegno di Arezzo 26-28 novembre 1982 sul tema La vicenda della P2: Poteri occulti e Stato democratico, convegno promosso dal Centro di studi e iniziative per la riforma dello Stato del P.C.I. e dalla segreteria regionale toscana di quel partito.

 

 

Sono da segnalare oltre all’interesse dimostrato dai maggiori organi della stampa quotidiana, gli accurati servizi dedicati alla questione in esame da Panorama, l’Espresso, l’Europeo, Rinascita, l’Astrolabio. Anche settimanali come Famiglia Cristiana hanno rivolto la loro preoccupata attenzione al fenomeno dei pericolosi intrecci tra P2, corruzione politica ed eversione mano a mano che essi apparivano più evidenti.

E’ opportuna inoltre una avvertenza. Sebbene ci sembri di per se evidente, desideriamo sottolineare che parlando di destra eversiva non intendiamo riferirci al M.S.I.-D.N., che è rappresentato nei due rami del Parlamento e che nella nostra provincia, per quanto ne sappiamo, svolge il suo ruolo di partito di destra nell’osservanza delle leggi dello Stato.

 


 

Non avendo neppure la pretesa di effettuare una ridotta sintesi del copioso materiale sopra citato, ci limiteremo a brevi citazioni di fatti accaduti in periodi di tempo vicini a quelli degli attentati terroristici di Savona e che potrebbero anche fornire risposte ai molti interrogativi che gli inquirenti, allora, si posero. "Il 17/12/1974, il direttore dell’ispettorato antiterrorismo, Emilio Santillo, inviò un rapporto su Gelli e la P2 al magistrato Giovanni Tamburino che stava indagando a Padova sulla Rosa dei Venti.

"Il 27 dicembre del ’75 Santillo fece avere un altro rapporto su Gelli, la P2 e gli ambienti neofascisti al giudice di Bologna Vito Zincani, che indagava sulla strage del treno Italicus e su Ordine Nuovo. Il 9 ottobre ’76 ancora Santillo inviò al giudice di Firenze Pier Luigi Vigna, che indagava sull’uccisione del giudice romano Vittorio Occorsio, un altro dettagliato rapporto su Gelli e la P2 (Il Mondo, 07/08/81).

"Ma l’attività oscura della P2 ha inizio molto tempo prima con l’ingresso in loggia di personaggi dei servizi segreti, della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza, schiera che è andata man mano infoltendosi.Il Col. Rocca, capo di un importante ufficio del SIFAR e poi trovato suicida con molti dubbi degli inquirenti, era stato investito dal problema  del “reclutamento” ai fini del “Piano Solo” e tale reclutamento avveniva tra   ex paracadutisti, ex aderenti alla X Mas, ex repubblichini (l’Astrolabio, 06/06/82).

Molti delitti, molti oscuri suicidi, molte stragi, molte strane morti accidentali, da piazza Fontana all’Italicus a Bologna, vanno rivisti sotto una nuova luce.

 


 

"Scrive Panorama del 22/06/81: “L’esempio più drammatico d’inquinamento di un’inchiesta l’ha vissuto a Roma Domenico Sica sostituto procuratore della Repubblica.

Doveva scoprire da dove fossero usciti alcuni documenti riservatissimi, in particolare il rapporto M-FO-Biali sulla guardia di finanza pubblicato da OP e trovato tra le carte di Pecorelli…. Chiamò Giuseppe Santovito, capo del SISMI (spionaggio militare), “Non so nulla” si sentì rispondere. Si rivolse a Giulio Grassini, capo del SISDE (sicurezza interna): stessa risposta. E a Orazio Giannini, comandante generale della Guardia di Finanza: tempo perso. Infine a Walter Pelosi, il Prefetto coordinatore dei servizi segreti. Un muro di silenzio. Arrivata la lista P2, Sica vi ha scoperto i nomi di Santovito, Grassini, Giannini e Pelosi.

E anche quello dell’uomo che negli ultimi mesi gli era stato più vicino nelle indagini, il vicequestore Elio Coppa. Nella lista ha trovato lo stesso Pecorelli, oltre ad altri ufficiali dei servizi segreti. Riferisce Paese Sera del 19/11/81: “Il processo bolognese per la strage dell’Italicus (4 agosto 1974) ha subito fatto perno sulla loggia P2 di Licio Gelli…. Centinaia di carte raccolte sulla cosca massonica dall’istruttoria, ma sempre da essa trascurate, si stanno confermando appunto uno dei perni del processo. Ma ancora più clamorosa è apparsa la relazione degli imputati, Luciano Franci e Mario Tuti, alle contestazioni del P.M. Luigi Persico che mirano ad accertare se tra loro e gli uomini della P2 fossero intercorse intese: una reazione irritata quasi rabbiosa. Franci è giunto a minacciare di sottrarsi all’interrogatorio ove le domande su Gelli e soci fossero continuate. E Tuti gli ha dato immediatamente manforte. E’ lecito chiedersi perché mai gli imputati si esentano dalla minacci di un loro coinvolgimento nella P2 con la stessa foga con cui si difendono dall’accusa, ben più tragica, di strage”.

  

...CONTINUA

  Da NOVEMBRE NERO

 R.T.

 

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