TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 681 del 20 ottobre  2019
Tel. 346 8046218
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Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’ IMMAGINE 54
 Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria
Di Antonio Canova 
Materiale: marmo  Data: 1798 – 1805 Augustinerkirche – Vienna

Quest’ opera fu commissionata allo scultore quarantunenne (Canova era nato a Possagno, Treviso, nel 1757 e morirà a Venezia nel 1822) dal principe Alberto di Sassonia nell’agosto del 1798 per commemorare la moglie Maria Cristina, figlia dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, morta il 24 giugno di quell’anno. Il complesso monumentale è stato realizzato seguendo le precise indicazioni del principe, che intendeva ricordare l’impegno caritativo e assistenziale della defunta nei confronti degli orfani e degli anziani poveri consiste in una piramide bianca alta circa sei metri collocata nella chiesa di corte all’interno del palazzo imperiale di Vienna, la Augustinerkirche. La scelta della piramide rispecchia il gusto dell’epoca per l’arte dell’antico Egitto divenuto di moda in seguito alla campagna egiziana di Napoleone Bonaparte. E’ probabile che il Canova si sia ispirato anche alla piramide Cestia, presente a Roma dal primo secolo a, C. Il monumento funebre è composto da sette figure a tutto tondo, di tre in rilievo sulla parte alta della piramide dove vediamo il medaglione con il ritratto di Maria Cristina circondato dall’uroboro, il serpente che si morde la coda, simbolo dell’eternità. Il medaglione è sostenuto dal suo lato sinistro dalla figura allegorica della Felicità Celeste, e, dal suo lato destro, da un putto che tiene nella sua manina destra un rametto di palma, simbolo di gloria.

  
Il medaglione di Maria Cristina, il genio alato e il leone disteso, la fanciulla che dirige il corteo

Al basamento della piramide vediamo una piccola processione guidata dalla Virtù, che reca l’urna cineraria con due giovinette al suo fianco, collegate alle altre figure del corteo funebre da una ghirlanda floreale, una raffigurata di profilo e una di spalle che sta entrando nell’ apertura trapezoidale e oscura del sepolcro - punto focale del monumento - chiusa in alto da un pesante architrave sul quale sono incise le parole latine uxori optimae Albertus. Dietro alla Virtù la Beneficenza accompagna a capo chino verso il sepolcro una fanciulla seminascosta e un vecchio cieco. Sul lato opposto vediamo un genio funerario alato che si appoggia dolcemente a un malinconico leone sdraiato. Tutti i personaggi di questa triste processione procedono verso la porta del sepolcro camminando su un velo sottilissimo steso sulla gradinata che fa da basamento alla piramide, è un velo che non si ferma sulla soglia della tomba ma entra in quel buio dove stanno per entrare le figure del corteo funebre che accompagna l’urna cineraria in cui sono custodite le ceneri di Maria Cristina d’Austria e dove, presto o tardi - sembra essere il messaggio del principe Alberto condiviso dallo scultore neoclassico amico di Ugo Foscolo, poeta Dei sepolcri - entreremo noi tutti. 

    FULVIO SGUERSO

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