TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 676 del 15 settembre  2019
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Alla Festa de l’Unità di Albenga... Stampa E-mail
Scritto da SELENA BORGNA   

Alla Festa de l’Unità di Albenga

un incontro per discutere sulla sanità

Si è tenuto alla Festa de l’Unità di Albenga, alla presenza di amministratori locali e regionali, un incontro avente come tema la situazione sanitaria della provincia di Savona.

“Siamo in una situazione d’urgenza ed il comune rispetta la scelta della regione di effettuare una privatizzazione convenzionata degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte ma crediamo che le scelte devono essere condivise con il territorio”, ha dichiarato il consigliere ed ex sindaco di Albenga Giorgio Cangiano, “e l’amministrazione regionale non si è dimostrata disponibile al confronto poichè ho scritto all’assessore regionale Sonia Viale per chiederle di fare un incontro aperto alla cittadinanza e questo incontro non è mai avvenuto. Il Tar Liguria (Tribunale Amministrativo Regionale), a fronte del ricorso, ha detto che certi criteri della gara di aggiudicazione non sono stati rispettati ed il ribasso del Gruppo Galeazzi dev’essere in qualche modo giustificato. L’ospedale di Albenga è nuovo, deve funzionare bene ma soprattutto restare pubblico”.

 


 

Parole simili da parte della consigliera comunale di minoranza di Cairo Montenotte Giorgia Ferrari: ”Il problema dell’ospedale di Cairo è uguale a quello di Albenga ed il nostro nosocomio si sta svuotando di reparti. La regione dovrebbe condividere con la cittadinanza le scelte su questi temi ma ad ora non sappiamo nemmeno quando riaprirà il Pronto Soccorso”.

“L’ospedale di Albenga è importante per il territorio ed occorre il rispetto della collettività”, afferma il presidente del consiglio comunale di Alassio Massimo Parodi, “anche perché l’ospedale di Albenga è stato realizzato con risorse di privati e bisogna tenere conto delle volontà di chi ha finanziato il progetto”.

“Sono contrario alla privatizzazione dell’ospedale di Albenga”, evidenzia il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, medico di professione, “perché è sbagliata visto che il territorio invecchia e servono reparti dedicati agli anziani. L’offerta bassa è dettata dall’inserimento di reparti non previsti dal bando e non necessari per questo ospedale; all’interno del nostro ospedale è presente il reparto di chirurgia ortopedica gestito dal Policlinico di Monza e la convezione con la regione cessa in questi giorni ma se l’ospedale non verrà assegnato a breve tutti i dipendenti resteranno senza lavoro. Riguardo ai centri salute voglio dire che sono un modello sperimentale importante poiché danno risposte a coloro che non possono andare al Pronto Soccorso e noi non possiamo accettare la loro fine”.

“Quello della sanità è stato un tema di scontro in regione e sono convinto che la privatizzazione non sia una scelta ma una via”, sottolinea Luigi De Vincenzi, sindaco di Pietra Ligure ed ex consigliere regionale, “e ricordo che il nostro ospedale è un DEA  di secondo livello come il San Martino di Genova. Credo molto nella vocazione diversa dei due plessi, Albenga e Pietra Ligure, e sono convinto che il MIOS sia stato riportato a Pietra Ligure perché non era oggetto di interesse da parte dei privati nell’ospedale di Albenga. I centri salute sono stati un’importante esperienza per dare risposte ai cittadini e queste risposte sono interpretate in modo diverso dalla regione”.

“La regione afferma che i centri salute sono un modello di gestione dal quale si può prescindere”, riprende l’assessore Fabio Macheda del comune di Alassio, “ed il comune deve metterci risorse per farli gestire ma le risorse comunali non possono competere con quelle regionali. La mia speranza è quella che si possa tornare ad avere una buona contribuzione con l’aiuto da parte di tutti”.

“I quattro ospedali delle nostra provincia hanno precise funzioni e la sanità dev’essere mantenuta pubblica”, dichiara il consigliere regionale di minoranza Mauro Righello, “ed in regione abbiamo avuto un confronto con i capigruppo per ascoltare i rappresentanti delle diverse categorie ospedaliere; è emerso che sono state perse circa 1700 unità di personale ed un carenza dello stesso per la quale non è stato fatto alcun bando. Di fatto è ALISA a governare gli ospedali e sono convinto che i centri salute siano presidi molto importanti che vanno mantenuti”.

“La situazione di difficoltà riguarda tutte le province liguri e voglio dire che non abbiamo paura dei privati ma vorremmo far crescere i privati della nostra regione mentre qui si vorrebbe importare il metodo lombardo che è stato un fallimento in quelle zone. La rete ospedaliera è rimasta inalterata aumentando i costi del sistema, tagliando gli accreditamenti con le strutture residenziali e riducendo la spesa del personale; tutto questo porta con sè un aumento dei tempi di attesa ed una maggiore spesa per la mobilità passiva.  La programmazione sanitaria dev’essere fatta dalla regione e voglio ricordare la volontà e la determinazione politica presenti al momento di realizzare l’ospedale di Albenga”, conclude il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale Giovanni Lunardon.

SELENA BORGNA  

 

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