TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 680 del 13 ottobre  2019
Tel. 346 8046218
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Scritto da FULVIO SGUERSO   

  LETTURA DI UN’IMMAGINE 44

Jeanne Hébuterne con la collana 

Olio su tavola (1917) di Amedeo Modigliani - Collezione privata

Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920) è un esempio di artista moderno e classico a un tempo, con alcuni tratti arcaicizzanti evidenti nelle sue Teste scolpite  tra il 1909, l’anno in cui si stabilì a Montparnasse, e il 1914 quando, con gli amici Constatin Brancusi e Pablo Picasso scoprì l’arte primitiva africana. Dopo quella data, Modigliani si dedicò esclusivamente alla pittura e, in particolare, ai ritratti e ai nudi. E’ in questo periodo che elabora il suo inconfondibile stile basato sul linearismo curvilineo dei contorni, sui colori tenui, sulla semplificazione delle forme, sul contrasto tra la figura e lo sfondo quasi sempre vago e scuro, gli occhi a mandorla, i nasi e i colli allungati. Queste note caratteristiche le ritroviamo tutte in uno dei primi ritratti del suo grande amore, Jeanne Hébuterne, che abbandonò gli agi di una famiglia borghese per vivere con l’artista bohémien fino alla morte, nel senso letterale della parola. In questo dipinto la nera  capigliatura  di cui alcune lunghe ciocche le scendono sull’ampia fronte chiara, gli occhi a mandorla riempiti  di azzurro, il naso che scende verso la bocca chiusa color rosso-rubino, il collo, le spalle e il petto che emerge dalla veste verde- cupo  su cui ricade la collana anch’ essa azzurra come gli occhi, formano un insieme così ben costruito che basterebbe togliere un particolare per rovinare tutto. Il pittore si concentra sulla figura di Jeanne, che spicca chiara su uno sfondo scuro e indefinito. Da notare come la composizione  risulti un’armonia di linee e di proporzioni: al volto inclinato verso destra corrispondono le linee del collo che s’incurvano verso sinistra, la leggera asimmetria degli occhi è controbilanciata dalle curve delle sopracciglia, la rotondità della capigliatura contiene la spinta verticale del volto e del collo. E soprattutto  anche in questo, come negli altri ritratti, quello che vediamo non è l’esterno della persona ma la sua anima, quella che lei stessa vede tramite la visione del suo amato e amante  Modì (non maudit). Solo la grande arte ispirata da un grande amore può compiere il miracolo di rendere visibile l’invisibile. 

 

 FULVIO SGUERSO  

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