TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 667 del 9 giugno  2019
Tel. 346 8046218
Proposte folli per il savonese Stampa E-mail
Scritto da LUCA MURGIA   
Proposte folli per il savonese.

 Parlando del savonese e della sua torpida economia, in attesa che la rivitalizzino con gioielli come un biodigestore, un termovalorizzatore, un deposito di idrocarburi o un’altra discarica privata, mi piace sparare qualche proposta folle, in controtendenza, perché non inquinante e non puzzolente.

Ci avete fatto caso che il nostro ridente comprensorio è privo di una banca propria?

 


 

E zeppo di filiali e sedi bancarie, ma un suo istituto di credito, concentrato sulla economia locale, ormai non esiste da anni.

Ora, se date un’occhiata in giro, noterete come due ridenti paesini del cuneese possiedano una loro cassa di credito ed abbiano una sede proprio a Savona. Un’altra cittadina, sempre del cuneese, ha una sua propria banca con ben quattro succursali aperte tra Albenga ed Alassio.

Allora io mi domando, forse un po’ ingenuamente: “Ma se ci riescono loro ad avere un istituto bancario, cioè una fonte di finanziamenti da loro controllata, perché non possiamo fare lo stesso a Savona?”

Voi mi risponderete: “Ma cosa potremmo farcene? Ne abbiamo già troppe...non ne avremmo alcun vantaggio.”

No, non è così, perché il gruppo dirigente di una banca locale sarebbe condizionato ed indirizzato dalle forze economiche del luogo, anche se modeste. Il suo scopo sarebbe di lavorare con lo spedizioniere, l’albergatore, il gestore di uno stabilimento balneare, con tutte quelle figure che compongono il nostro tessuto economico.

Cosa che il gruppo dirigente di una banca nazionale non è interessato a fare, lavorando dietro un’ottica ben più grande.

Inoltre, come probabilmente saprete già, la Banca Centrale Europea ancora oggi presta denaro a tasso zero, ma lo fa solo agli istituti di credito e non agli stati o alle strutture come comuni e regioni. Se un gruppo di comuni del territorio, assieme alle forze economiche e sociali che volessero partecipare, privati compresi, riuscissero a dotarsi di un istituto di credito del savonese, potrebbero trovare una via d’accesso ad una fonte di finanziamento a costo bassissimo, potendo in tal modo rinegoziare i debiti che si trascinano dietro da anni. Sempre ammesso che riuscissero a non mangiarsi il tutto sotto forma di torte e clientele.

Vi sembra una cosa impossibile? Ma se ci sono riusciti due paesini con meno di 3000 abitanti ciascuno, noi che viviamo in una zona ancora ricca di risparmi privati, perché non dovremmo poterlo fare?

Cosa ci ferma?

LUCA MURGIA

 

Share/Save/Bookmark
 
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.
 




Banner

Ricevi le News da Truciolisavonesi

Login

Registrati per poter commentare gli articoli





dal 22 Novembre 2004

Il sito non è una testata giornalistica, si basa su attività di volontariato.

Gli autori dei testi sono responsabili dei dati, delle analisi delle opinioni in essi contenuti

Copyright © 2010 truciolisavonesi. All rights reserved.

Designed by Massa

 

Per rendere il nostro sito più facile ed intuitivo impieghiamo i cookie. Chiudendo questa notifica o navigando sul sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie
We use cookies to improve your experience on this website. By continuing to browse our site you agree to our use of cookies. privacy policy.

EU Cookie Directive Module Information