TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 674 del 28 luglio  2019
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L'8 SETTEMBRE
BUONE VACANZE
Il 25 APRILE: una festa della Libertà … di tutti Stampa E-mail
Scritto da SILVIO ROSSI   

Il 25 APRILE: una festa della Libertà … di tutti.

La mia famiglia non ha scheletri fascisti nell’armadio e nel suo “piccolissimo” ha anche contribuito affinché oggi si possa vivere in un Paese libero.

Mio nonno, Giovanni Battista Rossi, è stato uno dei dieci fondatori della Società di Mutuo Soccorso “Doveri e Diritti” delle Fornaci; erano tempi in cui non esistevano nè l’INAIL nè il Servizio Sanitario Nazionale e le Società di Mutuo Soccorso avevano un valore veramente sociale, oltre ad un preciso colore politico che non era molto gradito ai governi di allora.

Mio padre, Valerio Rossi, partigiano a 19 anni con nome di battaglia Falco, assieme ai suoi compagni della Brigata Jim Bevilacqua era nel gruppo dei primi partigiani scesi dalle montagne per liberare Savona il 25 Aprile 1945, ovvero prima dell’arrivo degli alleati, ragione per la quale la nostra città ha ricevuto la Medaglia d’Oro. 

 


 

Da parte mia non posso dire di essere mai stato in prima linea, ero più sommessamente nelle file addietro; ciò nonostante ho partecipato spesso alle manifestazioni studentesche degli anni ‘60, quando i poliziotti, chiamati a quel tempo “scelbini” – dal nome dell’allora Ministro dell’Interno, Scelba –  manganellavano senza remore e anche spesso senza ragione chi non rispettava le direttive del Governo; come pure ero presente a protestare quando Giorgio Almirante voleva fare il comizio a Savona negli anni ’60. 

Ma mentre quando ero studente andavo a tutte le manifestazioni celebrative del 25 Aprile e del Primo Maggio, ormai sono tanti anni che non ci vado più.

E anche il mio caro papà – che da partigiano era stato catturato, torturato sia dai fascisti che dalle SS, scappato dal carcere di Cairo appena bombardato dagli inglesi per venire, come lui diceva, miracolato dai carcerieri che, mentre lui insieme agli altri prigionieri scappavano lungo il fiume, sparavano in aria anziché sui fuggitivi – soleva non partecipare alle manifestazioni del 25 Aprile e alla mia richiesta di una spiegazione, mi rispondeva che, pur essendo ex partigiano e iscritto di diritto all’ANPI, non partecipava perché troppi ex-fascisti e personaggi ambigui sfilavano a celebrare quella che era diventata una passerella di chi, di guerra partigiana, non ne aveva fatta per niente e non ne sapeva nulla.

Mi piacerebbe quindi sentire quello che mio padre direbbe oggi, a proposito di come questa manifestazione è stata snaturata da una sinistra ipocrita, alla quale, in mancanza di altri argomenti, non è rimasto altro che usare il sangue dei caduti per lanciare invettive contro ogni governo non targato PD.

 

Mio padre è indicato dalla freccia

E qui vengo a quello che, alla vista di questi attuali cortei d’ordinanza organizzati dal PD e dagli altri partiti della sinistra, probabilmente farebbe infuriare di più mio padre, che ha visto morire sui monti tanti compagni, spesso anche di stenti, giacché i partigiani, oltre ad essere bersagliati da un esercito regolare ben equipaggiato, erano quasi sempre mal vestiti e affamati a causa dei rastrellamenti, che li costringevano a restare nascosti per giorni, anche sotto le foglie. 


Mio padre, dicevo, certamente si infurierebbe non poco, dovendo scoprire alle manifestazioni del 25 Aprile la presenza di giovani baldi e palestrati, che ci dicono “scappino dalla guerra”, a celebrare quelli che le guerre le hanno fatte davvero per conquistare la giustizia e la libertà, oltre a vedere giovani italiani,  con la  kefiahpalestinese al collo, insultare i manifestanti della Comunità Ebraica, le cui famiglie hanno sofferto le aggressioni naziste e fasciste e hanno condiviso spesso con i partigiani la lotta di liberazione mentre i Palestinesi di allora stavano con i nazisti.  

 
Brigata ebraica  e palestinesi

Per non parlare di molti giornalisti ed intellettuali della sinistra radical-chic che, come i loro colleghi al tempo del fascismo marciavano vestiti da balilla mentre mio padre da studente disertava le adunate fasciste non senza subirne le conseguenze, oggi cantano Bella Ciao e attaccano noi della Lega e il nostro Segretario, che è pure Ministro degli Interni, come facevano con Bossi e Berlusconi e come facevo io quando ero un adolescente comunista e che, quando non sapevo cosa dire rispondevo “Sei un fascista” perché a quell’età bevevo tutto quello che mi veniva detto dai compagni di allora nelle sezioni del PCI.

Il 25 Aprile, al contrario, dovrebbe essere una manifestazione di tutti gli italiani, dai figli dei vincitori, peraltro vincitori grazie anche all’aiuto degli Americani e del mondo Occidentale, ai figli dei vinti, che non hanno certamente colpa di ciò che fecero i loro padri, che non si identificano con la sinistra, ma che condividono la nostra Costituzione e le idee democratiche del mondo Occidentale.

 

Il 25 Aprile dovrebbe essere una manifestazione aperta a tutti quelli che vogliono poter condividere quella libertà raggiunta con il sangue delle tante vittime della Resistenza, come pure di quelle trucidate nelle foibe, oppure durante l’invasione dell’Ungheria e poi della Cecoslovacchia, o anche dei morti nei Gulag del regime comunista, dal quale, per anni, il PCI ha ricevuto cospicui finanziamenti.

Il 25 Aprile dovrebbe essere una manifestazione senza i simboli dei Partiti, aperta a tutti i cittadini veramente democratici che sentono il bisogno di ricordare e celebrare tutte le vittime cadute per la causa della libertà, quella libertà che troppo spesso viene ancor oggi negata dai fascisti di sinistra, capaci solo di  fischiare e inveire contro chi non sventola la loro bandiera rossa e che, da opportunisti politicamente scorretti, usano il 25 Aprile per i loro scopi, che nulla hanno a che fare col vero spirito della manifestazione.

E’ per questi motivi che molti di noi, incluso credo, il nostro Segretario, non partecipiamo più, anche con un certo dispiacere, a quelle manifestazioni come il 25 Aprile che, a partire dai tempi della “meravigliosa macchina da guerra” di Occhetto è diventata purtroppo solo “cosa loro”.

 SILVIO ROSSI  Consigliere LEGA NORD

 

 

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