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Settimanale Anno XVI
Numero 718 del 26 LUGLIO 2020
Tel. 346 8046218
Il lupo perde il pelo ma non il vitalizio Stampa E-mail
Scritto da MAURO COSMAI   

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VITALIZIO

Mauro Cosmai *

 

 Gli italioti amano il potere, in qualunque forma e non necessariamente legato a immediati riscontri. Spesso è sufficiente sentirsi qualcuno,  questi ultimi non tarderanno.

I pretesti per esibire un qualche potere, in uno Stato per tanti aspetti terzomondista, fra burocrazia, occhi chiusi e menefreghismi vari, non sono conteggiabili. Parenti e amici sono però pronti a ovviare a ogni obbrobrio, basta ungere bene ruote e ingranaggi. Altro che “dalli all’untore” di manzoniana memoria, come untori non si è per nulla odiati e linciati, al contrario si fa a gara per le presunte abilità.

Le prove più concrete di tutto questo caravanserraglio le ha sempre offerte la politica nostrana, di qualunque colore, fondendo in un grigiore indistinto. I nostri europarlamentari da sempre prendevano il doppio dei loro colleghi “secondi in classifica”; da noi un assessore può intascare più del presidente degli Stati Uniti e i lavoranti del “Palazzo” hanno sempre incassato cifre astronomiche rispetto agli equivalenti colleghi fuori dell’Eden. Ogni tanto qualche politicante (compreso un pseudoamato presidente della Repubblica) fingeva di indignarsi quando qualche giornale rompeva le scatole ma tutto finiva lì. Come al solito.

Potere e pecunia sono comunque apparentati, dall’usciere al deputato. Chi non sta al gioco fuori dalle giostre e chi vorrebbe fare anche solo un po’ di ordine è destinato a varie persecuzioni, più o meno grossolane o raffinate.

Ogni nuovo leader partitico starnazza inevitabilmente sul “cambiamento”, sul “nuovo corso”, senza che nessuno si renda mai conto (ma sarebbe chiedere troppo alla materia grigia media del nostro elettorato) che così dicendo ammette che si è pasticciato (e rubato) sino ad allora. Se si deve cambiare tutto vuol dire che prima era una suburra, semplice no?

Quando poi un movimento politico mostra di voler porre fine a uno scempio senza fine, se appena si profila all’orizzonte qualche mela marcia al suo interno ecco tutti gli avversari gettarsi come iene affamate sulla preda, alla faccia delle migliaia di scheletri nei loro armadi.

Nel frattempo sfoltire l’esorbitante numero dei parlamentari risulta sempre un’impresa titanica, ma non si può certo pretendere l’immediata compattezza di quando si trattava di aumentare stipendi, rimborsi e prebende. Qualcuno ricorda che i vari addetti ai nostri presidenti della Repubblica sono il triplo se non il quadruplo di quelli degli omologhi tedeschi?

I vitalizi sono la ciliegina sulla torta del latrocinio istituzionalizzato ma li si difende senza alcun pudore. E’ una questione (solo) di vita, i politici arrivati sono di regola estremamente longevi.

    * psicoanalista - sessuologo  

  Gli aforismi di Mauro Cosmai

 

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