di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 685 del 17 novembre  2019
Tel. 346 8046218
"RAFFAELE ‘Raffelin’ ARECCO Stampa E-mail
Scritto da PIERINO RATTO A' Civetta   

 

"RAFFAELE ‘Raffelin’ ARECCO

1916-1998

“...ti mè gh’ou faè quarche pesciu ‘n ciù...?” (‘mi ci fai qualche pesce in più’)

Così l’amico destinatario di un suo bel quadro, vistolo perplesso davanti alla tela, classica scena dei pescatori che gli aveva dipinto... 

”U nu tè piaxe...?” “Scì, ma...” (Non ti piace?’ ‘Sì, ma…)

 

Un amico, sennò l’avrebbe mandato al diavolo, e quanti ne abbia aggiunti dei pesci che si vedono nel dipinto, non si sa...

 


Pescatori: pesci e rete a terra

 

Pezzo notevole (proprietà privata del fortunato cellese, originario committente - destinatario), arioso, in una luce diffusa, di primo mattino, azzurrina, con i pesci che sembrano guizzare impigliati nella rete...effetto che si perde senza il colore.

Questo, un curioso spaccato, uno dei tanti, del ‘vivace’, di modi e di pittura, a dir poco, artista Raffaele ’Raffelin’ Arecco, del quale, a distanza dei vent’anni giusti,  che ci  ha  lasciati (28  settembre 1998), nulla si sa. E nulla s’è più sentito, dopo la mostra di otto anni fa (inaugurazione 28 agosto 2010) dedicatagli dal Comune nella Sala Consigliare, più la frontista area ‘Spazio 22’ di Leony Mordeglia.

Locali entrambi di compressione alle grandiose tele del Maestro, inadatte per inadeguatezza di spazi, pure apprezzando l’iniziativa. 

 Solo che, si pensava, che a quel primo passo ne sarebbero seguiti altri di altro e più ampio respiro, almeno provinciale... Invece nulla a tutt’oggi.

Disinteresse colpevole anche delle Autorità, nel non valorizzare un ineguale patrimonio non solo nostro locale.

Chi scrive si era reso disponibile in via riservata con Isa, la moglie, con la possibilità di ottenere un accesso espositivo di alto livello provinciale, ma non vi fu seguito.

 

Raffaele Arecco e la moglie Isabella davandi a “I pescatori” (Fondazione Spotorno)

 

All’occasione, e anche recentemente, aveva espresso preoccupazione per questo silenzio ed altresì offrendo collaborazione, magari costituendo un gruppo di ‘Amici di Raffelin’, per "valorizzare l’artista e costituirgli la dimensione che si merita: per lui, artista e amico a cui abbiamo voluto e vogliamo bene, per la sua attività entrata a pieno titolo nel mondo dell’Arte – ma apparentemente tenuta ‘solitaria’, come in effetti era sempre stato lui – e per la comunità, nella duplice reciproca appartenenza.

Cercando di capire, all’occasionale incontro, se vi è o è stata impostata una catalogazione di tutte e opere, loro raffigurazione o titolo, e dove localizzate o/e reperibili – specie alcuni pezzi eccezionali, taluni, appreso con sorpresa e disappunto essere  ‘andati  via’... – per un domani formare una struttura organica delle opere e dei vari periodi del percorso artistico del Maestro ‘solitario’.

Da non lasciarlo però troppo solitario... Al che ci si è sentiti rispondere che ‘è tutto predisposto’..."

Pierino Ratto  A' Civetta

 

 


 

 

 

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