GLI AFORISMI DI MAURO COSMAI
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 651 del 17 febbraio 2019
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA 
Cinema: The departed Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
The departed

  The departed, il bene e il male, di Martin Scorsese, con Leonardo di Caprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Vera Farmiga, Alec Baldwin, Martin Sheen, Usa, 2006, drammatico, 154 minuti.

 Il dipartimento di polizia di Boston, per urgenti motivi dettati dalla politica, ha deciso di sgominare in breve tempo il boss  mafioso Frank Costello (Jack Nicholson) e la sua gang, a questo scopo predispone che la giovane recluta Billy Costigan (Leonardo di Caprio) venga mandata in incognito tra le fila della gang dando informazioni sulle loro mosse compreso gli obiettivi a medio termine che vogliono raggiungere. 

Il suo lavoro però, nonostante l'arguzia e il coraggio messi in campo, sarà difficilissimo, perché ad alto rischio di mortalità, in quanto Frank Costello nel frattempo non è stato fermo, è riuscito a far entrare nella polizia un suo uomo che lo tiene bene informato su ciò che vi accade  riguardandolo da vicino. 

Film senza speranza, si cala nel mondo più profondo e ambiguo della polizia statunitense, quello dove quasi non esistono più regole rispettose della costituzione se non di debole facciata, e in cui dominano logiche politiche elettorali che agiscono nell'ombra, indifferenti al bene o al male che procurano alle istituzioni vigenti. Un mondo segnato da ciò che in un dato momento e spazio si impone come necessità essenziale in funzione della genesi di un potere nuovo che preme avvallato da consensi elettorali di cittadini immaturi e che si pone inevitabilmente contro quello vigente cercando di esautorarlo con ogni mezzo senza porre finalità  etiche.

Film sconvolgente, sopratutto per come riesce a immergere le azioni in dense atmosfere di vero del tutto credibili, di grande potenza espressiva,  violente a tal punto da perforare il reale simbolico zittendo ogni spirito critico per lunghi istanti, a vantaggio di un eccitamento diretto dell'inconscio primario che sembra così mostrarci, per qualche istante, il bene e il male  sperimentati nel civile, come fusi  nell'indistinto senza legge: ossia passaggio da pulsione civile a istinto animale, forza di estrema potenza immaginifica, lontana da ogni forma simbolica, priva di significanti, alingua (lingua materna sensuale che comunica col neonato, presimbolica perché ancora molto rozza).

  Biagio Giordano  

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