TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 676 del 15 settembre  2019
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Il mare e i poli terrestri Stampa E-mail
Scritto da ALDO PASTORE   
Aldo Pastore
L’AVVENIRE CHE CI ATTENDE
3ª parte

Il mare e i poli terrestri

 Sul Pianeta Terra, negli oceani ed all'interno dei continenti, si trova un quantitativo di acqua, pari a 1 .400 milioni di chilometri cubi. 

- La maggior parte (97 per cento) è situata negli oceani e nei mari, sotto forma di acqua salina

 

 - Il 3 per cento di tutta l'acqua del Pianeta è presente sotto forma di acqua dolce, priva o povera di sali. Occorre ricordare, in proposito, che l’intera umanità ha un fisiologico bisogno di acqua, dotata di questa fondamentale caratteristica, soprattutto per ragioni alimentari ma anche per ragioni produttive (in particolare agricole).

La maggior parte di acqua dolce si trova allo stato solido, nei nevai e nei ghiacciai polari e d'alta montagna. 

La rimanente frazione (circa 50 milioni di chilometri cubi) è riscontrabile sotto forma liquida, nel sottosuolo, nei laghi e nei fiumi. 

 

 - Di tutta l'acqua presente nel Pianeta, una parte (circa 0.5 milioni e metri cubi all'anno) è in continuo movimento. Il calore solare fa evaporare l’acqua dalla superficie degli oceani e dei continenti ed il vapore acqueo, così formato, si mescola con i gas dell'atmosfera.  Allorquando l'acqua, allo stato di vapore, incontra delle zone continentali fredde, ritorna nuovamente allo stato liquido e cade sugli oceani e sui continenti, sotto forma di neve, di grandine e, soprattutto, pioggia.

 

- L'acqua, in quanto risorsa rinnovabile, evapora e ricade, in media, sempre nella stessa quantità, anche se possono verificarsi anni di maggiore o minore piovosità in una particolare zona o regione. 

 

- In media, sui continenti cadono in un anno circa 0,6 metri cubi (seicento litri) di acqua per ogni metro quadrato di superficie, anche se con oscillazioni grandissime da luogo a luogo. 

 

Ho desiderato riproporre, all’attenzione dei nostri amici lettori, quanto già avevo scritto in passato (vedere in proposito il volume scienza e utopia pagina 46 e 47 casa editrice COEDIT) unicamente perché, per colpa della mano degli esseri umani questo meraviglioso rapporto un uomo-natura sta deteriorandosi.

 


 

Ed, allora, incominciamo ad esaminare le profonde modificazioni del RAPPORTO MARE – COSTA che sono intervenute nel MEDITERRANEO in questi ultimi decenni, a causa dell’insensata attività degli Esseri Umani; in sintesi possiamo dire che il nostro MARE, è profondamente diverso da quello conosciuto dai nostri antenati. 

infatti:

- La sua TEMPERATURA DI SUPERFICIE si è elevata, passando da 19,4 gradi di media annuale (rilevati nel 1995) ai 20,3 gradi.

 

- La sua componente più superficiale presenta un GRADO DI ACIDITA' superiore del 30 per cento rispetto a quello riscontrato nell'epoca pre-industriale.  

 

- Il suo LIVELLO ALTIMETRICO dimostra una modificazione in altezza di 3,3 millimetri all'anno, a causa dell'espansione degli oceani e del sempre più accentuato scioglimento dei ghiacciai.

I tre fattori, ora citati, contestualmente uniti, hanno condotto e conducono tuttora all’insorgere di altri due deleteri fenomeni:

 

IL CRESCENTE AUMENTO DELLA TEMPESTOSITA’ MARINA;

 

MODIFICAZIONI DELLA DIREZIONE E DELLA POTENZA DELLE CORRENTI MARINE e della CONSISTENZA DEL LORO TRASPORTO SABBIOSO, con secondari e progressivi EFFETTI EROSIVI nelle zone costiere e sulla spiaggia, in particolare.

 

Le conseguenze delle modificazioni fisiche del Mediterraneo (ed, in particolare, del SURRISCALDAMENTO MARINO) non si limitano, peraltro, ai due fenomeni sopra citati.

 

Abbiamo assistito, in questi ultimi vent’anni, al SOVVERTIMENTO DELLA BIOLOGIA MARINA infatti si sta verificando una DIMINUZIONE QUANTITATIVA DEI PESCI MARINI e, soprattutto un NOTEVOLE CAMBIAMENTO DELLA BIODIVERSITA' ITTICA; infatti, nell'intero Mediterraneo, negli ultimi trent’anni, sono comparse almeno centodieci nuove specie ittiche (ad esempio: il pesce Flauto, il pesce Pappagallo, le Ricciole, le Donzelle, il Siganus Luridus etc.) che stanno avendo il sopravvento sulle specie locali e tradizionali.

 In sintesi: si è verificato un cambiamento del 20 PER CENTO nella biodiversità ittica. 

Per quanto concerne la loro provenienza, possiamo dire che delle centodieci nuove specie, sessantacinque sono penetrate da Suez, quarantacinque da Gibilterra.

Dunque: tutte le nuove varietà ittiche che sono penetrate nel Mediterraneo e, quindi, nel Mar Ligure, sono di origine sub-tropicale o tropicale.

 


         

- Stiamo assistendo, inoltre, da alcuni anni, nei nostri litorali marini, all'INVASIONE DA PARTE DI ALGHE E MUCILLAGINI.

Le specie di alghe (cosiddette straniere) che popolano, ormai, le coste liguri sono di diverso tipo

 le più diffuse sono:

- LA CAULERPA TAXIFOLIA

- LA CAULERPA RACEMOSA 

- LA OSTREOPSIS OVATA

tutte queste alghe sono di origine tropicale ed hanno trovato, nell'attuale, nostro Mare, un ambiente a loro eccezionalmente favorevole, perchè per proliferare rapidamente, esse necessitano dei seguenti fattori climatici:

Alta temperatura marina - Alta pressione atmosferica - Luminosità prolungata  - Alta concentrazione di fertilizzanti in mare (Azoto e Fosforo, in particolare), indotta dagli scarichi fognari, non trattati dagli impianti di depurazione delle acque;

 

- In modo analogo, si sta verificando, nel nostro Mare, una INVASIONE DI MEDUSE (dalla PELAGIA NOCTILUCA all' AURELIA AURITA, alla COTYLORHIZA TUBERCULATA ed altre ancora) causata, in parte, dall'alta temperatura dell'acqua marina, ma soprattutto, dalla diminuzione dei pesci e degli altri predatori naturali, che si nutrono di meduse (vedi: il Pesce Spada ed il Tonno Rosso, ma anche il Pesce Palla e la Tartarughe Marine).

 

Le riflessioni sulle condizioni attuali del nostro Mare ci portano a concludere che il MEDITERRANEO È CAMBIATO PROFONDAMENTE IN QUESTI ULTIMI DECENNI.

A loro volta, le mutate condizioni del Mare sono venute ad incidere negativamente sulle condizioni delle Coste Marine e delle Spiagge, attraverso l'accentuazione delle mareggiate e della crescente erosione sabbiosa.

 

Ho voluto soffermarmi, in particolare, sul Mediterraneo perché la vita di questo mare viene ad incidere costantemente sulla nostra condizione esistenziale e sui vostri rapporti con intero ambiente che ci circonda.

Ma, dobbiamo anche, prendere atto del fatto che anche gli altri mari terrestri stanno modificando la loro condizione naturale (o congenita che dir si voglia) e, di conseguenza, stanno modificandosi le condizioni esistenziali di molte popolazioni che continuano a vivere ed operare sul nostro pianeta.

 

- L’esempio più significativo, in questo senso, è dato dai recenti tentativi di modificare la natura congenita dei nostri poli terrestri (Artico ed Antartico) per raggiungere, da un lato, la creazione di innovativi ed ottimali rotte di navigazione (attraverso l’utilizzo di particolari tragitti marini) e, dall’altro lato, la possibilità di pervenire all’utilizzo di notevoli quantità di gas e petrolio, tuttora inglobate all’interno dei ghiacciai.

Non a caso, in data 11 febbraio 2015, il quotidiano nazionale “LA STAMPA” è stato pubblicato il seguente inserto

 


 

Un cordiale saluto tutti gli amici lettori

 

ALDO PASTORE

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