TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 640 del 11 novembre 2018
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LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Cinema: History of violence Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
History of violence

History of violence, di David Cronenberg, con Viggo Mortensen, Maria Bello. Produzione USA, 2005, drammatico, durata 96 minuti, thriller

Tom vive in una apparente serenità, ha una bella casa, un Bar, una moglie innamorata di lui e due splendidi figli che lo stimano. 

In un giorno qualsiasi, che rimarrà indelebile nella sua memoria, Tom sventa, con molto coraggio e abilità, una rapina.  L'episodio lo rende famoso in tutto il circondario e, per via mediatica, anche nell'intero stato. Dopo qualche giorno la notorietà mostrerà all'improvviso l'altra sua faccia, negativa, come può essere la vulnerabilità alla minaccia della privacy da parte di gente ignota. Tom infatti attira pericolosamente verso di lui e la sua famiglia  individui di oscura provenienza. 

Dopo breve tempo dall'episodio eroico, nel suo Bar, mentre sta per fare la chiusura serale, si presentano alcune persone dall'aspetto straniero:  hanno modi  scortesi e arroganti forse perché in qualche modo cercano di fargli capire di   avercela con lui. 

Gli individui, avvicinatisi al banco con tono intimidatorio, gli ricordano, dopo un battibecco sull' orario di chiusura ritenuto troppo rigido, il suo vero nome. Al che Tom smentisce di aver a che fare con quel nome rimane però molto turbato. 

Il giorno dopo, alla guida di una grossa automobile scura le stesse persone vanno a fargli visita nella abitazione; dopo avergli rammentato minacciosamente un certo passato, cercano di rapirlo, lui si difende, sopravvive. Nel inevitabile scontro che diverrà a un certo punto anche armato,  mostra un tempismo e una abilità fuori dal comune, tanto da sembrare un ex professionista del crimine, o, se non addirittura un ex militare dei corpi speciali statunitensi.  

Tom però entrerà in un mare di guai. Quel nome altro, pronunciato nel Bar dai loschi individui risulterà essere vero. Tom aveva avuto a che fare un tempo con la criminalità organizzata; ora essa lo perseguita, vuole una resa dei conti, e per soddisfare il rituale vendicativo nel migliore dei modi essa avverrà  nella sede dei vertici di quella malavita. 

 Il funereo gioco con la violenza, quella più efferata, non poteva quindi  che ritornare, coinvolgendo spaventosamente anche tutta la sua bella famiglia.  

Via via, il film mostrerà le conseguenze del trascorso di Tom nella criminalità organizzata, raggiungendo il culmine dell'effetto thriller attraverso congegni letterari  che mettono in risalto le regole etiche più primarie: quelle ancora legate all'istinto, molto lontane dalla ragione  e che guidano ossessivamente in forma di culto noir il compiersi della vendetta sul traditore Tom. 

Nella villa del capo dell'organizzazione criminale, presente Tom e il suo ex boss, avverrà con la vendetta anche l'epilogo della storia.  Nella sua stanza il boss mostra per lunghi istanti un amore fraterno per Tom, un sentimento ben recitato che quasi riesce a sorprendere Tom. Quando lo scagnozzo del boss, ivi presente, riceve l'ordine di uccidere Tom sorprendendolo alle spalle, egli per fortuna appare ancora reattivo, e ingaggerà con l'intera banda una lotta di forza e astuzia che terrà col fiato sospeso, per lunghi minuti, lo spettatore. 

Film scorrevole e avvincente, che esalta, per intensità del coinvolgimento emotivo, il genere thriller, lo fa attraverso efficaci contrasti, a sorpresa, tra pulsioni di vita e pulsioni di morte, tra bene supportato da un'etica ineccepibile e male distruttivo rappresentato da famiglie onnipotenti affette da narcisismo patologico, scene che, magistralmente costruite da David Cronenberg, il quale manifesta tra le righe una forte immedesimazione con lo spettatore, riusciranno a mantenere per tutto il film una tensione thriller eccezionale, tra le più efficaci nella storia del cinema thriller. 

Da sottolineare come le numerose scene di suspense offerte allo spettatore godano anche di ottime strutture figurative: simboliche, allegoriche, metaforiche, metonimiche, riguardanti aspetti reali del presente sociale, che ne rafforzano l'interesse attraverso il senso che rispecchiano della realtà.

        Biagio Giordano 

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