TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 640 del 11 novembre 2018
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Cinema: Fico d'India Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
 
Fico d'India

 Fico d'India è un film comico del 1980 diretto da Steno, ed interpretato da Renato Pozzetto, Gloria Guida e Aldo Maccione. 

Lorenzo (Renato Pozzetto) è il sindaco di un piccolo paese della provincia italiana, una località abitata da persone dalle apparenze più comuni ma delle quali il film ama mettere in evidenza  retro pensieri particolari, che indicano la presenza di sintomi legati alla sesso fobia e alla bisbeticità  patologica, aspetti che nel film sembrano riguardare anche persone di alta responsabilità morale. 

Una sera, rientrando a casa come da abitudine, il sindaco vi trova il noto playboy Ghigo Buccilli (Aldo Maccione), noto per sedurre le donne offrendo del pesce fresco di pregio: che lui dice, mentendo, di aver catturato in mare dopo  combattute immersioni con la fiocina. Ghigo si trova nell'appartamento abusivamente, lo ha fatto per cercare di sedurre la bellissima moglie del Sindaco (Gloria Guida), dopo che  i primi approcci con lei sono stati fallimentari. Ghigo conta sul fatto che una volta scoperto nell'appartamento dalla donna, la sua audace e folle presenza le avrebbe suscitato un forte desiderio erotico. 

Il Sindaco li trova entrambi nel letto matrimoniale, ma c'è un equivoco, in quanto la donna si è trovata Ghigo nel letto suo malgrado senza provare per lui alcun desiderio erotico bensì una ripulsa netta. Il Sindaco non lo sa, e minaccia i due con una pistola, al che a Ghigo viene un infarto; l'uomo risulta curabile ma non può andare all'ospedale perché creerebbe uno scandalo a danno del Sindaco. Ghigo viene perciò assistito in casa del sindaco ma in un primo momento solo con grande imbarazzo dei coniugi. 

Si creeranno situazioni molto imbarazzanti e comiche, soprattutto per come il sindaco Lorenzo si ingegnerà a far sì che tutto quel che succede di compromettente per gli sguardi esterni, rimanga coperto da una coltre di discrezione, cosa assai difficile in un paese dalle apparenze civili ma malato di sesso fobia e bisbeticità patologica.

Film nel suo genere ben riuscito, che, grazie alle formule di una comicità costruita conoscendo a fondo pregiudizi e pudore del costume dell'italiano medio, il suo racconto risulta assai comunicativo e scorrevole, in grado cioè di creare un'atmosfera dove il pudore gioca col suo complemento più istintivo e rimosso, suscitando (facendo riferimento ad alcuni teoremi  teorici freudiani) il riso. 

Il film mette bene in luce quindi nevrosi, manie, vizi, invidie, in una pur sostanzialmente civile e laboriosa città del nord Italia, e lo fa giocando genialmente con i retro pensieri delle persone più socialmente responsabili, cosa che potenzia nello spettatore le sue pulsioni di riso

    Biagio Giordano 

 

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