TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 640 del 11 novembre 2018
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Lettura di un'immagine: Cappella della Sacra Sindone Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’ IMMAGINE 18 
Cappella della  Sacra Sindone
(1667 – 1694) di Guarino Guarini – Torino

 

 

 L’esterno della Cappella della Sacra Sindone - ora restaurata e nuovamente visitabile dopo l’incendio divampato nella notte tra l’11 e il 12 aprile  1997 -  collocata tra l’abside del Duomo e il Palazzo, prima Ducale e poi Reale della dinastia sabauda, il cui progetto fu affidato dal duca Carlo Emanuele I al frate teatino, architetto e matematico Guarino Guarini (Modena, 17 gennaio 1624 – Milano, 6 marzo 1683I) che subentrò all’ architetto svizzero Bernardino Quadri nel 1667, è a pianta quadrata. Su questa base si eleva il tamburo in mattoni a pianta esagonale sul quale si aprono sei finestroni ad arco inquadrati da lesene con capitelli corinzi sui quali si adagia il tetto ondulato, in puro stile barocco. Sopra questo tetto si erge una copertura a cappella sorretta da costoloni sui quali sono installate urne in pietra. Tra i costoloni si profilano linee curve che disegnano aperture a semicerchio che salgono rimpicciolendosi fino all’ultimo tratto della cupola, composto da un secondo tamburo, questa volta a pianta circolare, che termina, invece che con una cuspide a spirale come  nel progetto del Guarini (deceduto nel 1683), con una struttura a cannocchiale. La fabbrica della Cappella si chiuse definitivamente nel 1694, quando la reliquia fu traslata e depositata in una teca d’argento e vetro nell’altare centrale della Cappella, disegnato  dall’ architetto e ingegnere Antonio Bertola.


L’interno della Cappella è la spettacolare e, per certi aspetti, mistica espressione del profondissimo talento barocco e geometrico del frate teatino:  il pavimento è in marmo nero e bianco e presenta un disegno che mette in rilievo l’altare mentre grosse stelle di bronzo incastonate nel marmo bianco brillano colpite dalla luce che piove dall’alto. Rivestita di marmi neri, la Cappella culmina nella vertiginosa cupola in cui si sovrappongono sei ordini di archi, in misura decrescente, più alti in basso, minori  verso l’alto, che terminano in trafori luminosi a forma di stella, creando un effetto ottico di slancio verso la lanterna della cupola. Il frate architetto e matematico Guarino Guarini  disegnò e costruì la Cappella  della Sindone basandosi sul numero tre (simbolo della Trinità) e i suoi multipli. Guardiamo prima la cupola dall’esterno: nel tamburo esagonale si aprono sei finestroni, dodici sono gli archi divisori esterni,  tre i gradini alla base della lanterna, a sua volta divisa in tre piccoli cilindri sovrapposti. Se guardiamo l’interno, ritroviamo il numero tre fin nella planimetria, che richiama la rappresentazione dell’eclissi di sole (allusione alla Passione di Cristo) come era stata disegnata nell’opera Caelestis Mathematicae, nei tre ambienti in cui è suddivisa tutta la costruzione, nell’iterazione delle colonne in gruppi di tre, nelle tre nicchie per parte nelle pareti corrispondenti, negli esagoni che decorano i sottarchi, nei sei giri di archi sovrapposti, e così via. La Cappella della Sacra Sindone è veramente un’opera che non si finisce mai di com-prendere, forse perché è lei che sempre ci com-prende, come il contenente che non potrà mai  essere com-preso dal suo contenuto.

   FULVIO SGUERSO 

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