TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 640 del 11 novembre 2018
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Il bluff delle caste contro la manovra Stampa E-mail
Scritto da Tommaso Merlo da Infosannio   

 

Il bluff delle caste contro la manovra

 Il putiferio scatenato contro la manovra del popolo non è dovuto a ragioni economiche ma solo politiche. Si tratta di un grande bluff che i gialloverdi faranno saltare se tireranno dritto. La manovra del popolo fa imbestialire le caste perché ristabilisce la supremazia della volontà popolare sulla loro. Perché nasce dal basso, nasce dalle istanze raccolte da Movimento e Lega per strada in giro per l’Italia negli ultimi anni. E dalla strada quelle istanze si son trasformate in programmi politici e una volta vinte le elezioni in contratto di governo e infine in manovra economica. Il tutto senza chiedere il permesso a nessuno, senza chiedere l’approvazione a nessuno.

 Questo è il peccato mortale della manovra del popolo. Essere del popolo. Entrato nei palazzi, il governo gialloverde non si è inginocchiato davanti alle caste che comandano in Italia come in Europa. Ma ha portato la volontà popolare fino al cuore dello stato. Ha ridato potere ai cittadini. Una vera rivoluzione. Soprattutto per paesi come il nostro che da anni tirano avanti sotto tutela a causa del debito. Per le sue grane finanziarie, gli italiani hanno subito governi non eletti da nessuno ed altri che una volta eletti hanno tradito i cittadini. Governi figli dell’idea che la democrazia sia tutta una questione tra caste illuminate e interessi superiori da far calare dall’alto sulla massa dei poveri cristi. 

Quei contribuenti, utenti, consumatori, telespettatori ed elettori da far votare il meno possibile. Tutto tranne che persone. Un modello alla rovescia che in Italia ha clamorosamente fallito alla prova dei fatti. Ha cioè impoverito e spogliato di diritti i cittadini senza sanare i debiti e senza generare crescita. 

 


 

Un disastro che unito a quello morale, ha scatenato la rivoluzione gialloverde. La durissima reazione anche internazionale contro la manovra del popolo, deriva da questo punto politico, dal fatto che la manovra è frutto di una diversa idea di democrazia, di un diverso modello che ovviamente a questa Europa non piace affatto così come a paesi come la Francia dove ancora spadroneggiano personaggi alla Macron e cioè dei renzi qualunque che basano il proprio potere sulle elite che li pompano alle spalle. 

Macron è detestato dai cittadini francesi e il vento di movimenti che si ribellano alla democrazia delle caste soffia ovunque nel continente. Altro che numerini e percentuali. Politica. Le caste europee vogliono prevenire il contagio gialloverde, vogliono evitare che altri stati membri osino alzare la testa anche in vista delle elezioni di maggio. Altro che numerini e percentuali. Un’operazione politica svenduta come economica. Un bluff. Caste contro cittadini. Ma c’è un’incognita che potrebbe rivoltarsi paradossalmente contro chi la sbandiera e far saltare questo bluff, i mercati. Se una volta zittita l’ipocrita cagnara degli sfascisti, i mercati reagiranno bene alla manovra, decreteranno una clamorosa vittoria gialloverde. Ed è possibile che succeda visto che la manovra non è altro che un ragionevole e legittimo cambio di rotta frutto del fallimento dell’austerità e che potrebbe funzionare. Ma anche se i mercati punissero la manovra e scoppiasse il panico. Il bluff delle caste salterebbe comunque. 

 

 

La bancarotta fa paura ai ricchi, non ai poveri cristi. E più sono ricchi, più se la fanno sotto. Una bancarotta italiana sarebbe un evento devastante per le caste nostrane ed europee che oggi predicano contro i gialloverdi con la puzza sotto il naso. Sarebbe uno scenario apocalittico per loro e non è affatto credibile che le caste permettano che accada per qualche zero virgola in più di deficit o per misure sacrosante come il reddito di cittadinanza che esiste in tutta Europa o per dare da mangiare a esodati e pensionati al minimo. Non è pensabile. Non è credibile. Le caste non permetterebbero mai la bancarotta dell’Italia e non perché la amano o perché è un paese fondatore dell’Unione o quant’altro. Ma perché sarebbe una catastrofe in primis per loro. Per questo, al di là dei vili attacchi di questi giorni contro la manovra, se il governo gialloverde tirerà dritto, il bluff delle caste salterà comunque vada sui mercati. E il futuro sarà più gialloverde che mai.

 

Tommaso Merlo da Infosannio

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