Settimanale Anno XVI
Numero 703 del 5 aprile 2020
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Io non sono razzista Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   

IO NON SONO RAZZISTA

Io non sono razzista, ma penso che l’uguaglianza ontologica degli esseri umani sia una favola, magari edificante, ma pur sempre una favola; e penso anche che, nelle società umane, ci sono e ci saranno sempre delle élite e degli individui superiori che emergono per intelligenza, coraggio e virtù sulla massa dei mediocri, e sono convinto che c’è chi è nato per dominare e chi invece è nato per essere dominato. Non tutti possono comandare, tanto è vero che le stesse democrazie moderne, a ben vedere, altro non sono che oligarchie plutocratiche mascherate e padrone, tra l’altro, dei mezzi di comunicazione di massa asserviti ai poteri forti, il cui compito non è informare ma ingannare il popolo (vedi il gruppo Repubblica- L’Espresso).


Io non sono razzista, ma penso che sette miliardi di esseri umani oggi, più quelli che verranno domani e dopodomani, siano decisamente troppi per le risorse del pianeta e che bisogna porre un limite alle nascite là dove la popolazione aumenta in misura esponenziale, se vogliamo disinnescare la cosiddetta “bomba demografica”.

Io non sono razzista, ma penso che non tutti gli esseri umani che vengono al mondo siano adatti a vivere, e quindi bisognerebbe tornare alla legge della giungla (se non si vuole ricorrere allo sterminio di massa) per riequilibrare l’ecosistema. Altrimenti saranno inevitabili conflitti permanenti per la difesa dello spazio vitale di ciascuno.


Io non sono razzista, ma  penso che ci siano popoli migliori di altri, e che i matrimoni dovrebbero celebrarsi solo tra appartenenti alla stessa comunità nazionale, altrimenti si rischia di perdere la propria identità, le proprie tradizioni e i propri valori. Mogli e buoi dei paesi tuoi.

Io non sono razzista, ma penso che sia bene, nelle scuole dell’infanzia e poi negli altri gradi dell’istruzione, separare i bambini di colore dai bambini bianchi. Prima vengono i bianchi, poi gli altri. Prima gli italiani, poi gli immigrati in regola. E naturalmente non voglio nemmeno sentir parlare di “ius soli” per i bambini  nati in Italia da genitori stranieri.

Io non sono razzista, ma penso che gli ebrei siano stati i primi a non volersi integrare con i gentili e che, con i loro atteggiamenti isolazionisti e il loro complesso di superiorità, si siano in qualche modo cercati le persecuzioni che hanno subito nel corso della storia e non solo sotto il nazismo.

Io non sono razzista, ma penso che Hitler (e, a maggio ragione, Mussolini) abbia fatto anche cose buone e che bisognerebbe abrogare una volta per tutte l’anacronistico, stucchevole, incongruo  reato di apologia di nazifascismo. Le idee non si processano. Sarebbe invece finalmente ora di mettere fuori legge, o in manicomio, gli antifascisti in assenza di fascismo. 


 Io non sono razzista, ma ritengo che Donald Trump in America e i Paesi del gruppo Visegrad nel’Est dell’Europa facciano bene a erigere muri e fili spinati per proteggere i loro concittadini dai migranti che metterebbero a rischio la tenuta delle loro economie, e che Salvini ha ragione nel voler impedire altri sbarchi di naufraghi nei porti italiani. Abbiamo già fin troppo dato. Non vogliamo essere la pattumiera d’ Europa, noi, che abitiamo in quello che padre Dante chiamava “il giardin de lo imperio” , con la nostra storia, il nostro splendido Rinascimento, il nostro glorioso Risorgimento e il nostro sogno imperiale purtroppo finito male, non per colpa del Duce ma di chi non si è mostrato all’altezza della situazione (come il re).

Io non sono razzista, ma non mi commuovo neanche un po’ per la morte in mare di qualche bambino; la colpa è dei genitori sciagurati che li hanno portati con sé nei barconi. Che c’entriamo noi con loro? 

Io non sono razzista, ma non vedo niente di male nel respingere i migranti economici  e nel riportarli là onde sono partiti, o meglio,  fuggiti, cioè  nelle galere libiche dove, come tutti ormai sanno, non vengono rispettati i più elementari diritti umani.


Io non sono razzista, ma, fosse per me, cancellerei dal vocabolario parole come accoglienza, solidarietà, compassione, pietà, fratellanza, carità, prossimo mio e tuo, samaritano, cuore, condivisione, umanitarismo, meticciato, multiculturalismo, onlus, Emergency…

Io non sono razzista, ma per stroncare alla radice il lucroso traffico di merce umana dall’Africa all’Europa (che poi significa anzitutto dall’Africa all’Italia) bisognerà impedire i salvataggi in mare dei naufraghi, in modo tale da dissuadere migranti e trafficanti e scafisti dall’intraprendere quei viaggi destinati a finire sotto le acque del Mediterraneo. 


Io non sono razzista, ma a estremi mali estremi rimedi: se nessuno potrà più essere salvato in mare, i flussi migratori dall’Africa cesseranno del tutto, e finalmente potremo tirare un sospiro di sollievo. 

Io non sono razzista, e nemmeno neofascista, tantomeno neonazista, ma mi piacerebbe tanto esserlo!

 FULVIO SGUERSO 

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