di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 685 del 17 novembre  2019
Tel. 346 8046218
Al San Paolo la "stanza di Jacopo" Stampa E-mail
Scritto da SELENA BORGNA   

Inaugurata presso il reparto di pediatria dell’ospedale San Paolo di Savona la “Stanza di Jacopo” per tutelare i bambini vittime di abusi

 Si chiama “La stanza di Jacopo” la nuova sala per audizioni protette allestita presso il reparto di pediatria dell’ospedale San Paolo di Savona inaugurata alla presenza del vice presidente ed assessore regionale alla sanità Sonia Viale, del primario del reparto Amnon Cohen, del sostituto procuratore di Savona Chiara Venturi, del giudice Fiorenza Giorgi, del presidente della Fondazione De Mari Federico Delfino, di Fausta Tocchio (mamma di Jacopo) e della direzione Asl2. 

In questa stanza i bambini ritenuti vittime di violenze, abusi o maltrattamenti potranno raccontare le loro esperienze in un ambiente sicuro e protetto.

 


 

“Questa stanza, fino ad ora solamente utilizzata dai genitori e dai bimbi ricoverati, ora verrà usata anche per ascoltare i bambini ritenuti vittime di violenza”, ha dichiarato il primario del reparto di pediatria Amnon Cohen, “e questa idea è nata dopo la collaborazione con la Procura nell’ambito del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) per i bambini che hanno subito maltrattamenti o abusi. Questo luogo è un ambiente protetto e tranquillo che sarà usato per i colloqui protetti e questi colloqui saranno trasmessi con un sistema di circuito chiuso nella nostra sala riunioni dove saranno presenti i legali, il pubblico ministero ed il pm e saranno registrati. Oggi è presente la mamma di Jacopo e questa è la prima stanza di questo genere in Italia”.

 


 

Stessa soddisfazione da parte del sostituto procuratore di Savona Chiara Venturi: ”Ringrazio la Fondazione De Mari che ha finanziato il progetto e la dottoressa Fiorenza Giorgi per averlo reso possibile e mi sento di dire che questo è per me un sogno che si avvera. Per i bambini un ambiente protetto è un’esperienza necessaria e voglio ringraziare il procuratore che mi ha permesso di fare questa esperienza pilota che spero venga copiata altrove e ci tengo a ricordare che non sono io a svolgere l’udienza ma la dottoressa Giorgi”.

“Ascoltare i bambini in questa stanza non sarà per il bambino causa di stress”, sottolinea la giudice Fiorenza Giorgi, “e verranno raccolte le prove per confermare o smentire le accuse. Se il bambino è molto piccolo verrà ascoltato da un perito nominato dal giudice che solitamente è uno psicologo ed il giudice, il pm, i legali e l’indagato se lo desidera possono assistere al colloquio nella stanza vicina. Le domande saranno fatte dall’esperto che metterà il bambino a suo agio e le domande delle parti verranno fatte attraverso il giudice. Questo è un ambiente a misura di bambino e spero che questa soluzione, resa possibile grazie alla sinergia di diversi soggetti, porti ad un miglioramento dell’attività giudiziaria e ad una maggiore tutela delle vittime”.

 


 

“Abbiamo svolto questa opera per aiutare la collettività impiegando poche risorse, circa 7000 euro”, evidenzia il presidente della Fondazione De Mari Federico Delfino, “ed ho potuto notare che questo è un ottimo reparto e voglio ringraziare per questo il dottor Cohen. Il progetto è stato realizzato con una veloce esecuzione con l’importante collaborazione dell’Asl e anche se la fondazione ha avuto in questi anni un calo dei dividendi ha mantenuto le risorse per il sociale e sono convinto che cosa si spende per progetti di questo genere siano soldi ben spesi”.

“Ringrazio il dottor Cohen e voglio dire che questa stanza è un progetto pilota accolto subito”, ha affermato Fausta Tocchio, mamma di Jacopo, “e in questo reparto si respira un clima magico. Voglio porgere i miei complimenti a tutti gli operatori e ricordare che nel mese di settembre ci sarà una nuova stanza ad Ancona e ad oggi ve ne sono due a Venezia e una ad Imperia, la quale sta vivendo notevoli difficoltà e spero che il progetto possa andare avanti”.

“Ringrazio Fausta e voglio dirle che nonostante i momenti difficili che ha vissuto”, ha dichiarato, commossa, il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, “ne è uscita una cosa buona come questa che tornerà utile ad altri bambini”.

 


 

“A me tocca il taglio del nastro che penso sia fatto di tanti fili che possono arenarsi a causa del sistema ma in questo caso è stata trovata una situazione rapida. Con questo progetto abbiamo centrato in pieno l’obiettivo della Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo che chiede questo, ovvero mettere al centro l’interesse dei minori. Sono orgogliosa di questo luogo unico e anche se c’è ancora molto da fare mi prendo l’impegno con la mamma di Jacopo per capire il motivo della chiusura della Stanza di Jacopo presso l’ospedale di Imperia. Questa stanza è un sollievo per i familiari dei bambini ricoverati così come lo è per i bambini vittime di violenza che qui avranno un ascolto protetto per avere una giustizia sempre più corretta.

 


 

 Questa stanza è un’innovazione perchè è la prima in un ospedale e voglio ringraziare il dottor Porfido ed il dottor Cohen per aver reso possibile tutto ciò grazie ad un ottimo lavoro di sinergia. Riguardo al piano socio-sanitario voglio dire che questo ospedale resterà un’idea di primo livello che copre una vasta area e presto qui saranno presenti nuovi macchinari grazie all’azzeramento del disavanzo. Lavoriamo per valorizzare gli 11 ospedali liguri mantenendo le loro peculiarità e il San Paolo di Savona ha in sè alcune eccellenze come il Pronto Soccorso. Riguardo all’ospedale di Cairo Montenotte voglio dire che presto sarà attivata la gestione privata anche se l’ospedale resterà pubblico e verranno potenziate interamente le risorse ed il personale. Un esempio di ciò è il recente concorso per infermieri unico in Italia e potenziando le risorse occorre anche il personale che possa usare i macchinari che devono funzionare a pieno regime. E’ stato varato il “piano caldo” con l’arrivo dell’estate utilizzato in particolar modo nell’area di Genova per gli anziani. Tutti gli interventi non urgenti saranno rinviati e verrà attuato un potenziamento dei servizi territoriali”, conclude l’assessore regionale alla sanità Sonia Viale.

SELENA BORGNA  

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