Settimanale Anno XVI
Numero 725 del 18 ottobre 2020
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I Politici non ci hanno ascoltato Stampa E-mail
Scritto da DEBORA GEIDO da Il Letimbro   

La perizia del Cnr sembra confermare l’allarme sulla centrale a carbone

lanciato nel 2010 dall’Ordine dei Medici

I politici non ci hanno ascoltato”

Il dottor Ugo Trucco: “Mi scandalizza il loro comportamento,

otto anni fa abbiamo segnalato il pericolo con dati certi”

 

“La centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano nel suo assetto attuale esercita un impatto molto pesante sul territorio … il funzionamento degli obsoleti e eccessivamente inquinanti gruppi a carbone 3 e 4 costituisce una minaccia reale e consistente per la salute e la vita dei cittadini della provincia di Savona”. Queste le parole usate dall’Ordine dei Medici in un documento pubblicato il 3 dicembre 2010. Un’affermazione che ora troverebbe conferme nella perizia del Cnr resa nota nelle scorse settimane. Secondo lo studio epidemiologico, si parlerebbe di “eccessi di mortalità fra il 30 e il 60% per tutte le cause e tutti i tumori” nel periodo 2000-2013. Le perizie chieste dai pm che hanno indagato sulla centrale, avevano parlato di circa 440 morti. Nel corso degli anni la difesa ha sempre negato un legame tra malattie e centrale e anche in questi giorni, con diverse note, l’azienda ha duramente contestato lo studio e le sue conclusioni.

Intanto, però, sul fronte giudiziario l’inchiesta va avanti e proprio lo scorso 12 aprile il Gup di Savona ha accolto le richieste di rinvio a giudizio per i 26 imputati: dirigenti e membri del CdA di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Questo il quadro attuale, ma ritorniamo al 2010.


Ugo Trucco

Otto anni fa l’Ordine dei Medici della provincia di Savona aveva pubblicato un documento che metteva in risalto gli impatti della combustione

del carbone ed evidenziava che “Nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di

mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari.”

L’Ordine riteneva che “per motivi di salute pubblica” si dovesse “provvedere alla dismissione in tempi rapidi e certi dei gruppi a carbone”.

L’effettivo sequestro avverrà solamente quattro anni dopo.

“Noi l’avevamo detto” potrebbero quindi sostenere i medici dopo l’analisi del Cnr, ma l’allora presidente dell’Ordine, il dottor Ugo Trucco (nella foto), raggiunto da Il Letimbro, non canta certo vittoria, piuttosto si dichiara “sconcertato”: “Noi ben otto anni fa avevamo segnalato il pericolo che sussisteva per la salute delle persone – afferma – lo abbiamo fatto con dati certi, auspicando l’abbandono del carbone e l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili”.

Duro l’attacco alle amministrazioni locali: “Mi scandalizza il comportamento di quei politici che ci hanno preso in giro, ostacolandoci – riprende

– non riconoscendo il ruolo dell’Ordine nel sensibilizzare il diritto alla salute e non siamo stati ascoltati. Questo ci fa rabbia. L’unico ad averci preso in considerazione è stato il procuratore Granero che ci ha dato fiducia”

“Noi siamo intervenuti per dovere deontologico e per amore nei confronti dei cittadini, ma la nostra funzione sociale è stata sottovalutata – conclude – sono scandalizzato per l’indifferenza e la negligenza della politica in questa vicenda”.

Debora Geido

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