TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 633 del 23 settembre 2018
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Una piccola (grande) storia di umana .... Stampa E-mail
Scritto da MARIO BOSIO   
UNA PICCOLA (GRANDE) STORIA 
DI UMANA MISERIA (E NOBILTA') ITALIANA.

C'era una volta una bicicletta piccola piccola, tutta colorata di giallo e azzurro, che rendeva tanto felice il suo giovanissimo proprietario. All'inizio la nostra amica bicicletta, che si chiamava Tina visto che in realtà era una biciclettina, era tutta lucida e splendente e viveva la sua vita felice perché era la gioia di un piccolo umano. Poi... passato qualche anno, un triste giorno Tina venne messa in un angolo in un ripostiglio e tutti si dimenticarono di lei. Il bimbo che con Tina aveva tanto giocato era cresciuto, aveva una nuova bici grande, non pensava più alla sua vecchia compagna di giochi.


Nessuno aveva spiegato a questo bimbo che gli oggetti possono essere regalati a chi non può comprarli, donando gioia a chi li riceve e riempiendo il cuore di chi li offre, e Tina rimase tanto tempo dimenticata. Poi... un bel giorno, chissà poi perché, Tina venne presa e scaraventata in un corso d’acqua artificiale. Forse da un ladro a cui non interessava, forse dal bimbo cresciuto senza aver maturato il rispetto per le cose sue e per l'ambiente di tutti, chissà. Nemmeno Tina lo poteva dire, tanto era grande la sua tristezza per non poter più rendere felice nessuno. La povera biciclettina rimase non si sa quanto nell'acqua fangosa, afflitta da una grande nostalgia delle risate del bimbo che giocava con lei ogni volta che sentiva le voci dei piccoli che camminavano vicino al fosso. Tina aveva anche tanta paura che qualcuno tra quei bimbi cadesse in acqua e finisse nel fango come lei. Era una biciclettina dal grande cuore, la nostra Tina. Un giorno un umano adulto la notò. Subito pensò a chi potesse essere stato tanto sciocco da buttare in acqua una biciclettina tanto carina, ma poi la stessa paura di Tina lo invase: un bambino poteva facilmente scivolare e farsi molto ma molto male. Il nostro umano fece quello che poté, e poco tempo dopo parte del fosso venne recintato.


Non bastava certo a eliminare il pericolo, quindi l'umano decise senza ulteriori indugi di entrare in acqua e recuperare Tina. Detto fatto. Certo, l'acqua era fredda e fangosa, si sprofondava, insomma non era piacevole. Tuttavia il pensiero che un bambino avrebbe potuto anche annegare se avesse voluto recuperare la biciclettina, era un buon motivo per agire. Nessuno può facilmente immaginare la gioia di Tina quando uscì dal fango, e soprattutto il sollievo che la invase sapendo di non costituire più l'involontario pericolo per i suoi amati bambini. Ecco una piccola storia di miseria umana, perché la povera Tina poteva essere gettata in acqua solo da un ben misero umano, ma è anche una grande storia di nobiltà di un altro genere di umano. Un umano che appartiene al gruppo, limitato purtroppo, di persone che si preoccupano per gli altri e non esitano a sporcarsi le mani per sistemare i danni causati dai miseri. I più sensibili avranno ben capito che Tina esiste davvero, come esiste chi la ha gettata in acqua e chi la ha recuperata. Ovviamente esiste il luogo dove questa favola vera è accaduta, si chiama Tromello, è un paese molto bello che ha la fortuna di ospitare gente dal cuore grande e… ovviamente Tina.

Mauro Bosio, Organizzatore del Meetup Tromello in Movimento

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