TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 644 del 9 dicembre 2018
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA 
Chi ha vinto, chi ha perso e chi è.... Stampa E-mail
Scritto da BRUNO SPAGNOLETTI   
CHI HA VINTO, CHI HA PERSO E CHI E' STATO MANDATO AL PAESE DI SORDI!

 E adesso che può ancora succedere? Poteva andare peggio la notte tra il 4 e il 5 marzo scorso? No, dico io, ma anche Si (come direbbe Veltroni).

Forse c’è Chi preso dalla disperazione, abituato a santificare i Totem, a non usare troppo il cervello critico e ad avere comportamenti passivi e accomodanti da yes men/woman, non ha ancora ben metabolizzato l’apocalisse avvenuta una settimana fa e lo tsunami che ha avviato il Paese verso il futuro e il cambiamento politico, sociale e istituzionale; un’innovazione tutta da definire e decifrare, a partire dal 23 marzo, giorno di insediamento del nuovo Parlamento e di avvio della elezione dei nuovi Presidenti della Camera e del Senato.

Con la nuova Caporetto non più combattuta nel piccolo Comune sloveno, ma nella moderna Italia che guarda all’Europa, narrata dal Generalissimo Conductor Matteo Renzi, si esauriscono gli alibi, si bruciano le certezze sulla fuoruscita dalla crisi, cessano le narrazioni e i racconti sull’Italia che va, si segna il termine dell’ossessionante bombardamento sugli effetti eucaristici degli 80 euro, si rendono, persino non utili - in termini di ritorno elettorale - i rinnovi contrattuali del pubblico impiego in piena zona cesarini o il congelamento dei licenziamenti testardamente voluto e ottenuto dal bravo Carlo Calenda alla Embraco di Riva di Chieri.

Con il disastro elettorale del PD e della Sinistra, crollano le scuse, tipo le fake news di Putin o il ritorno attualizzato del fascismo, spacciate come emergenze da giornali compiacenti per mobilitare un elettorato stremato, che a furia di tapparsi il naso ha perso definitivamente il senso dell’olfatto e si è ribellato. votando in massa M5S e Lega per voltare pagina e provare – almeno l’ebbrezza – del possibile cambiamento! “Tanto peggio di cosi”.ti dicevano al Bar o dal Barbiere e aggiungevano “stavolta piuttosto che rivotare il Pd di Renzi…voto Lega”. Ma Nessuno voleva crederci nel Pd! Il solito Spagnoletti Cassandra e poi… #èsemprecolpadibruno!

Il bello è che i Sondaggi hanno sballato clamorosamente, anche sull’astensionismo (non ci sono né attenuanti, né appigli) e ben il 73% è andato a votare! Quando c’è da decidere..la gente c’è!

    (la mia notte del 4-5 marzo 2018)

E cosa è successo nella notte delle elezioni e nelle ore successive di cosi drammatico, angoscioso e terribile da mettere in discussione il senso dell’esistere di molte coscienze purissime, come nella filosofia dell’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre? E’ noto che una delle teorie più in voga, prima del voto, era che l’unico partito in grado di esprimere una classe dirigente “da Paese normale” fosse il Partito Democratico (ricordate gli sfottò sulla congiuntivite acuta e sulle non competenze di Gigino Di Maio; nonché sulla rozzezza e sulla traboccante grossolanità di Matteo Salvini?

Bene, in quegli stessi giorni, mentre il Mezzogiorno del Paese si è ribellato, smentendo abitudini storiche consolidate di decenni di sottomissione al potere di Chi stava nel Governo, votando – con maggioranze quasi bulgare - per la novità dei 5 Stelle, il Centro Nord cambiava pelle, identità e orientamento politico in una sorta di salvinizzazione….. il Partito Democratico e, ancora peggio Liberi e Uguali,  quasi sparivano dalla cartina della politica italiana che conta! All’improvviso ome San Paolo ci siamo finalmente accorti che Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Liguria non erano più rosse o arancioni come prima: meraviglia, sconcerto e attonimento; eppure che “il vento  fosse cambiato” si capiva da un po’….a partire dalla Liguria!

Ma non basta, Berlusconi e Forza Italia subiscono una debacle durissima, non tanto in termini di voti e di percentuali, ma di “egemonia” politica, con l’avvenuto sorpasso della Lega!

A questo punto bisognerà pur chiedersi quale Paese abbiano raccontato il PD e la Sinistra? Bisognerà pur domandarsi quale sia questo fantomatico “Paese normale”, cui si continua a fare riferimento per descrivere le miserie del nostro martoriato Belpaese!

Qui è il punto! Comprendere le straordinarie novità dell’Italia 2018, rispetto a quello del ‘900 raccontato dal Pd e dalla rappresentanza della nobiltà fallita della burocrazia e della nomenclatura declinante, che si è ritrovata abbracciata sulla barchetta affondata di Liberi e Uguali; una nomenclatura (Grasso, Laura Boldrini, D’Alema, Bersani, Cofferati, Epifani, Rossi, con i giovani fenomeni Speranza, Fassina, Stumpo,Civati) che ha un comune denominatore: aver realizzato il socialismo in terra, ma…per loro stessi e la loro ristretta cerchia di aficionados!

La verità è che il “Paese normale” del Ventunesimo secolo non è il “Paese normale” del secolo scorso, che ormai sopravvive solo nella testa di miracolati dalla Politica e di Gruppi Dirigenti in carrozza; ma non in quella dei cittadini, degli elettori e dei giovani.

E allora, lungi dal rappresentare un’anomalia, il voto di ieri sancisce il definitivo ingresso dell’Italia nel gruppo dei “Paesi normali” del nuovo secolo; e può stupire solo chi ha fatto di tutto, ma veramente di tutto, per non vedere facendo come lo struzzo.

Ma c’è di più! C’è il Paese “normale” di cui non abbiamo saputo cogliere le innovazioni e il Paese “reale” che non abbiamo saputo capire, interpretare e rappresentare!

Mentre noi eravamo cosi intenti a valorizzare i dati macro dell’Istat su PIL, occupazione, industria e redditi da lavoro e da pensione e mentre enfatizzavamo le sorti progressive degli investimenti a Pompei (che pur abbiamo fatto) o il piano straordinario per le Periferie (che pur è cosa buona e giusta), l’intuizione di industria 4.0 che pur rappresenta il futuro dell’innovazione competitiva o la valenza territoriale di Savona area di crisi complessi,  i nostri elettori maturavano laicamente la convinzione dello “strappo”; e ci hanno dato una scoppola storica mai vista per il nostro perbenismo, la nostra boria di sapere e conoscere tutto a prescindere, di fare sempre le cose migliori, perché siamo i più bravi, i più competenti e poi non sbagliamo congiuntivi, solo analisi!

Peccato che avevamo perso ogni contatto con la realtà, abbiamo vissuto su Marte, ci guardavamo allo specchio e ci facevamo i complimenti da soli; mentre i piccoli imprenditori e artigiani (figli nostri) si suicidavano un giorno si e l’altro pure, perché non ce la facevano più a stare dietro a crisi, oneri, burocrazie e fisco imbarazzante; i commercianti al dettaglio chiudevano battenti e negozi senza fare più notizia; mentre si affermavano nuove ed inedite criticità sociali e diseguaglianze sconosciute;  diventavano poveri anche i lavoratori dipendenti con famiglie monoreddito,  i Pensionati che per arrivare a fine mese, devono rinunciare alle medicine e alle cure mediche.

Non sono eccezioni, è la regola della nuova competizione sociale: basta una niente, una separazione, un incidente, una malattia, il bisogno di una badante e ti ritrovi a scivolare lentamente ma certamente verso le soglie della povertà relativa e assoluta e, poi verso la Caritas! Provate a riflettere su di Voi che leggete (sul vostro status oggi e domani). A volte basta una valutazione sbagliata o l’accensione di un mutuo e la tua condizione materiale ti cambia senza più speranza!


Ma che Paese è mai diventato questo, dove le grandi Imprese Pubbliche di Servizio o Private perché regalate dal Centro Sinistra di Prodi e di D’Alema (Telecom) fanno e disfanno, scaricando oneri impropri sugli utenti senza che nessuno proferisca una parola? Un Paese dove le bollette elettriche, del gas e dei telefoni sono fuori controllo con voci di oneri assurdi; dove i giovani liberi professionisti (avvocati, medici, srchitetti, commercialisti, tutor, formatori etc) sono cosi tanti, lavoricchiano in dumping e non traguardano la fine del mese; un Paese senza ascensori e mobilità sociale dove un giovane laureato in giurisprudenza con 110 e lode, encomio, tesi pubblicata.....non può nemmeno lontanamente sperare di rimanere in Facoltà e avere un percorso di insegnamento o entrare in Magistratura, perché tutto è già stabilito e programmato per i figli dei figli di baroni universitari e magistrati in carriera. Ecco perché abbiamo perso! Non abbiamo più il sentore - da anni – dei cambiamenti del “Paese Normale” e del “Paese Reale” sia nell’anima, sia nella pancia!

Ed è su questi terreni che hanno stravinto Di Maio e il nuovo Movimento 5Stelle da un lato, Matteo Salvini e la nuova Lega dall’altro!

Hanno pesantemente perso il Pd di Matteo Renzi (5 milioni di voti, di cui oltre un milione e mezzo verso i M5S, un altro milione e mezzo che costituisce la galassia dei cespugli a sinistra del PD compreso LeU, quasi un milione proiettato verso la Lega e il resto che costituisce lo zoccolo dell’astensione consapevole).

E’ stato il collasso del PD, il maggior fornitore di sangue e plasma ai vincitori delle elezioni!

Le cosiddette forze antisistema hanno raccolto circa il 50 per cento dei voti, anche se immaginare una coalizione M5s e Lega (con o senza Fratelli d’Italia) resta comunque molto difficile, soprattutto osservando le virate europeiste e pragmatiche del Movimento 5 Stelle negli ultimi giorni di campagna elettorale. Di fatto, però, il 50 per cento degli elettori rifiuta non solo i protagonisti, ma anche i metodi di una fase politica che potrebbe essersi conclusa con queste elezioni.

Inutile pensare che il risultato sia frutto dell’ignoranza degli elettori (siamo sinceri, buona parte dell’altro 50 per cento lo pensa eccome): le ragioni di Lega e 5 Stelle sono i torti dei partiti tradizionali e di governo. La vittoria dei 5Stelle e della Lega non è la causa della crisi del Pd, ma l’effetto del suo sbriciolamento e del crollo della sua rappresentatività.

Certo, in un contesto economico tutto sommato positivo e in miglioramento, appare molto difficile individuare i “perché” di cosi tanto astio versi il Pd.

Le motivazioni devono quindi essere ricercate, non nei dati economici, ma nei comportamenti, nei riti e nella rappresentanza dei Gruppi Dirigenti da Renzi sino all’ultimo degli iscritti, passando per gli apparati regionali, provinciali e di circolo; compresi i nostri eletti nelle Istituzioni e…aggiungo nelle Partecipate (Deputati, Senatori, Consiglieri Regionali, Provinciali, Comunali e Manager(?) collocati dal Pd.

Tuttavia, se la Lega sembra continuare a raccogliere voti come forza di protesta, ma attenzione che non è più proprio cosi: la Lega con le sue strutture e le sue metodologie di rapporto nel territorio, è quasi rimasto l’unico Partito che si avvicina ai vecchi Partiti storici: non è un Partito virtuale, non è un Partito di plastica, non è un Partito proprietà privata, non è un Partito Liquido; anzi per le forme del suo radicamento con il Territorio, è quello che più si avvicina oggi al vecchio modello dello storico PCI.

Il risultato delle 5 stelle deve necessariamente trovare una motivazione diversa: forse nella volontà degli elettori di chiudere non solo con una certa classe politica, ma anche con il proprio passato; gli elettori M5s, infatti,  sono stati elettori di qualcun altro prima e ora hanno deciso di provare l’ennesima novità salvifica, dopo le delusioni e i fallimenti di Silvio Berlusconi e, anche, dell’ultimo ciclo di Matteo Renzi.

Ma, c’è un Ma! Le elezioni politiche generali non sono il Festival di Sanremo che si conclude puntualmente con un vincitore, un secondo classificato e un terzo sul podio dell'Ariston; ma una competizione più complessa, volta ad eleggere un Parlamento, chiamato a sua volta ad eleggere un Presidente del Senato e un Presidente della Camera; a questo punto toccherà al  Presidente della Repubblica verificare se esistono maggioranze possibili, convergenti e coese per sostenere un Governo e un Presidente del Consiglio su un Programma condiviso e scadenzato!

In questo quadro la Partita, da qui al 24/ 25 marzo, è tutta da giocare, compresa la complessa vicenda dell’elezione dei Presidenti di Camera e Senato; si aprono adesso giorni utili per intese (su Chi e con Quale maggioranza); Capiremo cosi le tendenze della legislatura che andrà a iniziare.

I numeri hanno la testa dura! A voglia a cantare vittoria: al Centro Destra guidato da Matteo Savini mancano circa 50 parlamentari per formare una qualche maggioranza appiccicaticcia e senza grande collante programmatico e politico; dubito assai che stavolta il Cavaliere – pur cosi esperto di calcio mercato – riesca a fare una cinquantina di acquisti o di scouting!

Gigino Di Maio è messo ancora peggio, nonostante l’ottimismo di facciata e il sorriso a 32 denti: per la maggioranza ai 5 Stelli mancano oltre 90 parlamentari: un esercito!


In un’Italia tripolare - pur con rapporti di forza modificati a favore del Centro Destra e del Movimento 5Stelle – inevitabilmente è necessaria l’alleanza programmatica “spuria” per formare una maggioranza, costituire un Governo e iniziare a lavorare; non esistono soluzioni subordinate, scorciatoie o vie di fuga, se non nelle teste “bacate” di Chi le propone o, meglio, le sogna.

Eccola la vera novità del Sistema 2/3 proporzionale e 1/3 uninominale maggioritario: pur nella sconfitta, qualunque alleanza di governo dovrà in qualche modo fare i conti col Pd e con le scelte che farà! Il Pd resta strategico e decisivo per formare qualsiasi maggioranza e costituire qualsivoglia Governo!

Aveva ragioni da vendere il lucidissimo Presidente Sergio Mattarella nel suo  profetico discorso di fine anno, quando ha lanciato l’alert “Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese”. E aggiungeva “Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante; e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere”. E cosi concludeva il passaggio sulle elezioni “L'autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre.
La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro, è la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita.
L'orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell'imminente confronto elettorale”.

Parliamoci chiaro: nei fatti, può accadere davvero di tutto, finanche ciò che oggi sembra al di là di ogni umana immaginazione; ad es. che i democratici “de-renzizzati” decidano di appoggiare un governo a Cinque Stelle o che facciano un’alleanza anti-populista con Forza Italia e Lega, con un premier più moderato di Matteo Salvini; che decidano - a oggi lo scenario più probabile - di star fuori da tutti i giochi, col rischio - l’opportunità - di uccidere in culla la diciottesima legislatura, o di arrivare ai cosiddetti Governi istituzionali, di scopo,  di transito e persino al congelamento del Governo Gentiloni per svelenire il clima politico.

Nei fatti, se il Pd decide di stare alla finestra (se la sbrighino) potrebbe anche succedere di spingere Lega e Cinque Stelle a dialogare, anche solo per evitare di tornare al voto e perdere una rappresentanza parlamentare incredibile anche solo da immaginare, qualche mese fa.

So bene cosa pensano leggendomi i lettori del Blog, ma anche molte mie compagne e tanti miei compagni del Pd; eccolo l’inciucio, eccole le solite manovre di Palazzo! Vero, tutto vero! Questo è il rischio! Ma, da quelle manovre si capirà che piega prenderà la legislatura, se la sua stella polare sarà la lotta dura all’immigrazione, alle tasse, alla povertà, all’Europa, etc, se durerà lo spazio di un vagito o se durerà cinque anni.

Se il Partito Democratico sopravvivrà o finirà spolpato vivo dai due nuovi padroni dell’emiciclo. Se dalle spoglie della sinistra che fu, ne potrà nascere una nuova o se l’Italia è davvero diventata, in una gelida notte di quasi primavera, il nuovo membro del club di Visegrad, con Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, che – rappresentando circa 65 milioni di europei – insieme hanno un peso di popolazione pari a quello della Francia ...

In scienza e coscienza sarebbe un orizzonte che non mi convincerebbe e preferirei che il mio Paese continuasse a essere membro (magari più autorevole) del Club di Parigi con Francia, Germania, Austria, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Grecia, Croazia, Slovenia etc.!

Chissà perché mi viene da chiudere con frasi della canzone di Faber “Quello che non ho”…che cantava “Quello che non ho è un orologio avanti, per correre più in fretta e avervi più distanti, quello che non ho è un treno arrugginito, che mi riporti indietro da dove sono partito”.

Dio è morto, Marx pure, Renzi ha ripreso il trolley ed è partito in treno verso il Collegio senatoriale di Firenze 01 e anche io non mi sento molto bene. Devo decidere presto che fare?

   BRUNO SPAGNOLETTI

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