TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 629 del 29 luglio 2018
Tel. 346 8046218
 
TORNIAMO A SETTEMBRE
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Memorandum Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
MEMORANDUM

 Roma, 22 febbraio 1985


“Sandro Saccucci, l’ex deputato missino coinvolto nell’omicidio di un giovane militante comunista a Sezze Romano e ricercato dal 1976, è stato arrestato ieri in Argentina. Secondo le prime notizie giunte in Italia, è stato rintracciato dalla polizia a Cordoba. Aveva addosso documenti falsi. L’esponente neofascista era latitante dal 28 maggio del 1976 dopo il raid sanguinoso compiuto a Sezze da un gruppo di missini nel piccolo centro in provincia di Latina. A Sezze doveva svolgersi un comizio elettorale del MSI, interrotto però dalle proteste popolari. Saccucci e i suoi spararono contro la folla, un proiettile uccise un giovanissimo militante del PCI, Luigi De Rosa, e ferì un altro ragazzo, Antonio Spirito. ‘Fu legittima difesa’ disse l’allora deputato missino, che intanto si era rifugiato a Londra inseguito da un mandato di cattura. Saccucci fu arrestato dalla polizia inglese su segnalazione dell’Interpol. Poi però, essendo stato rieletto alla Camera dei Deputati fu rimesso in libertà…” (Da la Rep. It)

Milano, 18 marzo 1978


“Fausto Tinelli e Lorenzo ‘Iaio’ Iannucci, entrambi diciottenni, frequentavano il Centro Sociale Leoncavallo a Milano. Dopo un pomeriggio con gli amici  i due ragazzi si recano alla Crota Piemunteisa di via Leoncavallo. Nella sala biliardo ci sono quella sera tre giovani che nessuno aveva mai visto prima. Fausto e Iaio si avviano per andare a cenare a casa Tinelli, come ogni sabato sera. Sarebbero ritornati al Centro alle 21 per assistere a un concerto blues. Fra le 19.30 e le 19.45 si incamminano e all’altezza di via Mancinelli, alle 19.55 circa, di fronte al cancello di ferro della Sir James Henderson School, sono ferme alcune persone. I due ragazzi raggiungono il gruppetto in attesa. C’è uno scambio di battute tra Fausto, Iaio e il gruppetto, poi i tre aprono il fuoco: otto colpi calibro 32 e scappano lungo via Mancinelli. Iaio muore subito mentre Fausto, agonizzante all’arrivo dell’ambulanza, morirà durante il trasporto in ospedale. La rivendicazione considerata più attendibile dagli inquirenti appartiene ai terroristi neri dei NAR – brigata combattente franco Anselmi, un neofascista romano morto dodici giorni prima mentre tentava di rapinare un’armeria della capitale. Probabile movente: i due ragazzi stavano conducendo indagini (con interviste sul campo registrate, poi trafugate misteriosamente dopo la loro morte) sul traffico di eroina e cocaina nel loro quartiere di Casoretto e nelle zone di Lambrate e Città Studi, traffico gestito da potenti ambienti della malavita organizzata e dell’estrema destra milanese” (Da Wikipedia).

Roma, 11 aprile 2011


“E’ libero da sabato scorso Pierluigi Concutelli, il leader di Ordine Nuovo che, il 10 luglio del 1976, uccise a Roma il sostituto procuratore Vittorio Occorsio, responsabile, secondo lui,  di aver portato allo scioglimento il gruppo neofascista. Nei giorni scorsi  a Concutelli, che fu tra i protagonisti della stagione del terrorismo nero, è stata infatti riconosciuta la sospensione della pena per le gravi condizioni di salute. L’ex terrorista era agli  arresti domiciliari dal marzo 2009” (Da Rep. it).

Oslo, 23 luglio 2011


“E’ cresciuto drammaticamente il numero delle vittime della doppia azione terroristica che ieri ha colpito Oslo, dove un’autobomba ha devastato la sede di un tabloid nei cui pressi sono anche l’ufficio del premier e alcuni ministeri, e l’isola di Utoya, a circa 40 chilometri dalla capitale, dove un uomo, travestito da poliziotto, ha radunato i giovani del campo estivo del partito laburista per poi aprire il fuoco su di loro. Si tratta di un norvegese estremista di destra che si definisce come un ‘cristiano fondamentalista’: Anders Behering Breivik, 32 anni, arrestato e reo confesso” (Da Rep.it). “Breivik affermò di aver pianificato l’attacco da oltre nove anni, da quando nel 2002 partecipò a un incontro segreto a Londra per la costituzione di un movimento di resistenza armata alla cosiddetta invasione islamica e per la difesa del retaggio culturale europeo. Inoltre affermò che il motivo che lo aveva spinto a compiere l’attentato era stato quello di mandare un messaggio forte al popolo per fermare i danni del Partito Laburista Norvegese e per fermare la decostruzione della cultura norvegese a causa dell’immigrazione in massa dei musulmani” (Da Wikipedia).

Milano, 22 dicembre 2014


“Arresti a tappeto in tutta Italia. Le mani dei Ros su un gruppo clandestino che richiamandosi agli ideali del disciolto movimento politico neofascista ‘Ordine Nuovo’, progettava azioni violente contro politici senza scorta e attacchi alle sedi di Equitalia con dentro persone. Attraverso i social network facevano propaganda eversiva per destabilizzare il Paese e colpirlo nel cuore delle istituzioni. L’associazione clandestina denominata ‘Avanguardia Ordinovista’, guidata dall’ex carabiniere Stefano Manni, aveva elaborato un piano volto a minare la stabilità sociale attraverso il compimento di atti violenti nei confronti di obiettivi istituzionali quali Prefetture, Questure e Uffici di Equitalia e previsto, in un secondo tempo, di partecipare alla elezioni politiche con un proprio partito” (Da il Giornale.it).

Roma, 30 luglio 2017


“Sono rimasti quasi tutti impuniti. E oggi non si sentono vinti, ma vincitori. Sono i precursori e gli ispiratori dei movimenti neonazisti e neorazzisti di oggi. Se le brigate rosse erano contro lo Stato, che le ha sgominate con centinaia di arresti e condanne, il terrorismo di destra era dentro lo Stato. Gli stragisti hanno trovato complicità e protezioni nei servizi e negli apparati di polizia e di giustizia. Così troppe bombe nere sono rimaste senza colpevoli. E i teorici della violenza hanno potuto riproporsi come  cattivi maestri. Il più famoso dei terroristi neri, Franco Giorgio Freda, è libero da anni. Vive ad Avellino con una giovane scrittrice e fa ancora l’editore di ultradestra, con un sito che lo celebra come un ‘pensatore’ da riscoprire: il padre ‘preveggente’ di un ‘razzismo morfologico’ da opporre ‘alla mostruosità del disegno di una società multietnica’. Freda è stato condannato in tutti i gradi di giudizio per sedici attentati con decine di feriti che nel 1969 aprirono la strategia della tensione: bombe contemporanee sui treni delle vacanze, all’università di Padova, in fiera e in tribunale a Milano. La sua casa editrice però parla solo dell’assoluzione in appello per piazza Fontana (17 morti, 88 feriti), per insufficienza di prove (e abbondanza di depistaggi). Liberato nel 1986, Freda si è rimesso a indottrinare neonazisti fondando un movimento chiamato Fronte Nazionale: riarrestato, è stato difeso dall’avvocato Carlo Taormina e nel 2000 la Cassazione gli ha ridotto la condanna a tre anni per istigazione all’odio razziale. Dopo di che è tornato libero. Per la catena di bombe nere che hanno insanguinato l’Italia fino agli anni Ottanta, oggi in carcere si contano solo due condannati. A Opera è detenuto Vincenzo Vinciguerra, esecutore della strage di Peteano, un irriducibile che rifiuta la scarcerazione e oggi accusa i servizi segreti. Il secondo è Maurizio Tramonte, condannato solo ora per la strage di Brescia, commessa nel 1974 mentre collaborava con il Sid del generale Maletti (che è libero in Sudafrica)” (Da “Una scia di impunità”, di Paolo Biondani, su L’Espresso).  Per ulteriori approfondimenti si consiglia di leggere (o rileggere) l’articolo di Pier Paolo Pasolini intitolato “Che cos’è questo golpe? Io so”, uscito sul Corriere della Sera del 14 novembre 1974, e poi pubblicato con il titolo “Il romanzo delle stragi” in Scritti corsari  Garzanti, 1975.

Milano, 5 febbraio 2018


“Quanto accaduto a Macerata è di una gravità estrema: è la punta dell’iceberg, ed è indice del fallimento in Italia di compiti fondamentali della politica come informare ed educare. Se si va avanti così, si rischia una situazione simile a quella degli anni Venti in Germania” (Massimo Cacciari su il Corriere della Sera). Ma non ci siamo già? Che cosa deve ancora succedere? No, davvero, non è più il tempo dei dilettanti in politica.

  FULVIO SGUERSO

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