TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XIV
Numero 602 del 21 Gennaio 2018
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Cinema: Red Dragon Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO

 Red Dragon

Red Dragon è un film thriller-psichiatrico del 2002 diretto da Brett Ratner.

Il film è un prequel del famoso Il silenzio degli innocenti (1991) di Jonathan Demme, ed è un remake di Manhunter - Frammenti di un omicidio (1986) di Michael Mann.

Il messaggio più profondo che alla fine rilascia questo film riguarda una domanda. Qualcosa a cui non si riesce ancora a dare una risposta esauriente.

I serial killer rituali, affetti periodicamente da raffigurazioni mistiche deliranti sfocianti in un irrefrenabile desiderio omicida, sono infermi di mente o persone normali dal punto di vista scientifico: ossia dotati di un regolare funzionamento delle principali facoltà mentali?

Per dare un contributo alla risposta occorre dire che, almeno nei film, il passato dei serial killer appare il più delle volte segnato da condizioni sociali e familiari estremamente difficili, aggravate sovente da ulteriori traumi di pura casualità, aspetti questi che fanno pensare però con la loro frequenza nei film, a una forma ideologica, a una causalità deterministica su certi fatti presente da lungo tempo nel cinema stesso, negli autori, ma ciò come vedremo è solo apparente.


 Verrebbe da dire che distinguere tra un male congenito e uno acquisito, per la scienza criminologica e psichiatrica non ha molta importanza in quanto esse si occupano di come si svolge il comportamento criminogeno-malato più che delle loro cause, è la cinematografia e la psicanalisi che sembrano poter suggerire parziali risposte alla domanda, e lo fanno rendendola in qualche modo obsoleta, ad esempio quando, con l'arte l'una di rappresentare la follia, e l'altra l'ascolto del sintomo (che anche la follia produce), accennano involontariamente alle infinite sfumature relazionali del tessuto immaginifico psichico che si forma tra ciò che è congenito e ciò che acquisito, cosa che sembra mettere in risalto (in questo tipo di campo del disagio) la probabile vacuità codificante dell'ossessione scientifica nello studio della psiche umana

 Biagio Giordano

 

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