TRUCIOLI SAVONESI 
Settimanale Anno XIII
Numero 598 del 10 dicembre 2017
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
La consunzione del Pd di Savona... Stampa E-mail
Scritto da BRUNO SPAGNOLETTI   
LA CONSUNZIONE DEL PD DI SAVONA,

SPUNTI TRA IL SERIO E IL FACETO!

 "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, m’impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza", cosi recita la formula di rito davanti ai giudici di un tribunale; e cosi mi impegno a fare io, con questo mio scritto, davanti ai lettori del Blog.

Si avvicina a passi veloci il Congresso del PD di Savona; un appuntamento che dovrebbe svolgersi entro il mese di ottobre, ma che rischia di essere vissuto nel più completo disinteresse dell’opinione pubblica savonese e di non centrare l’obiettivo di avviare la cosiddetta “rifondazione” di un Pd logorato, vinto, rissoso, piegato su se stesso e autoreferenziale.

Un Congresso silenziato sulle proposte di merito e sulle scelte programmatiche (non esiste uno straccio d’idea se non la consumata frase “idee per la Città”), chiassoso sulle divisioni e sulle miserie delle polemiche di piccolo cabotaggio, incomprensibile per la vocazione a dividere l’atomo (persino nell’area di maggioranza senza più collante e rispetto) e, addirittura a rischio “tesseropoli”, come succede nelle Regioni – alla ribalta della cronaca - della commistione tra affari, malavita e politica.

Un Feuilleton a puntate quasi giornaliere che speriamo non declini in cronaca rosa, di cui non si intravede la fine e che non esclude altri colpi di scena e altre sorprese fino al termine della presentazione delle candidature fissato per il 13 ottobre!

Un Congresso, che avrebbe dovuto avviare il cambio di passo del PD dopo la batosta elettorale che l’ha relegato all’opposizione nel Governo della Città, rischia di trasformarsi in una guerra guerreggiata e, nell’ennesimo irritante teatrino di rivalse interne, regolamento di conti, alleanze spurie di mero potere; di sanzionare il ruolo marginale del Partito (quasi inesistente) rispetto alle scelte strategiche per la Città Capoluogo e di approfondire – ancora di più – il solco di non comunicabilità con l’idem sentire della società civile e dei savonesi.

Un Partito ridotto all’elemosina, cannibalizzato all’interno, reso asfittico nel dibattito democratico, incapace di fare scelte condivise, trasformato in un corpo liquido, senza più identità, anima, linea programmatica e struttura organizzativa, declinante come una qualsiasi associazione free-time, di volontariato, di svago e di intrattenimento a tema: un tapullo deforme insomma, in cui si rischia pure il sospetto dello scandalo delle tessere e della compra – vendita di voti congressuali! (Fosse vero, ci sarebbe da chiudere la baracca e buttare la chiave nel Letimbro)!

Oggi, il gioco al massacro parrebbe finalizzato al “Crucifige” della Segretaria Cittadina Barbara Pasquali, messa sulla graticola da un’inedita alleanza tra il Segretario Provinciale del PD Giacomo Vigliercio e una parte di “renziani” egemonizzati dalla vecchia guardia; un’anomala convergenza che vede – come il fumo negli occhi – qualche conato di autonomia del duo Pasquali – Battaglia rispetto alla linea di acritica difesa dell’Amministrazione Comunale precedente e delle misure da essa adottate; politiche e comportamenti che pur rappresentano la prima causa della disfatta del PD alle ultime elezioni comunali.

La cerimonia del “Crucifigge” ha più padri e registi: il novello Ponzio Pilato (Giacomo Viglierchio) assunto all’incarico di Segretario Provinciale più che per particolari meriti personali, per  inclinazione alla mera ubbidienza ai Papi (Franco Vazio e Anna Giacobbe, i due Parlamentari nemici per la pelle ma uniti oggi nella spasmodica ricerca della riconferma dello scanno parlamentare), al Quadrunvirato dei Reggenti e al cerchio flessibile di un po’ di risorse mixate tra vecchia e nuova militanza.

Più che l’obiettivo della rifondazione del PD, mi pare si abbia a cuore il mantenimento delle poche briciole sino a consunzione dell’eredità del “Sistema di Potere” che è stato, almeno sino a quando non si sveglieranno dal lungo preoccupante “sonno dormiente” gli attuali attori della nuova Giunta di Centro Destra (Sindaco e Assessori) incapaci di fare scelte di cesura e d’innovazione per quieto vivere o scellerato armistizio su ATA, TPL, Fondazione De Mari, Opere Sociali, pozzo senza fondo dell’IPS e altri poltronifici ancora targati ancora PD).

E’ con siffate premesse che si tenta il blitz quando – nella prima serata giovedì 28 settembre – il Segretario Provinciale si permette di convocare una surrettizia riunione con inviti “ad personam” della componente maggioritaria renziana, in spregio a democrazia, statuto e iscritti per confezionare il pacco del nuovo Segretario Cittadino; una azione lampo, peraltro non riuscita e andata a buca per la manifesta incapacità e la impossibilità a trovare una candidatura unitaria dell’area di maggioranza renziana!

Una caduta di autorevolezza, di stile e di mediazione che certamente non depone a favore della cosiddetta Segreteria Provinciale unitaria e di Giacomo Viglierchio che, presentatosi come innovatore e attento alle istanze di partecipazione dei Circoli e degli Iscritti, ha finito di restare prigioniero della nassa presentata dai suoi dante causa, in spregio alla predicata partecipazione democratica e al  coinvolgimento dal basso del corpo (già asfittico e malaticcio) degli iscritti e degli elettori.

Il Segretario provinciale - a consuntivo della prima fase della sua direzione (?) – si conferma come dirigista, in mano dei Poteri forti; e chiuso a riccio rispetto alle istanze di partecipazione del popolo piddino savonese.

Di qui il liberi tutti e il pullulare di diverse candidature e ipotesi circolanti nella cosiddetta maggioranza che ha stravinto il Congresso provinciale e nazionale. annunciate a cadenza giornaliera (Roberto Arboscello e Alessandra Gemelli); candidature che rischiano da un lato di cadere uno dopo l’altra per veti e contrapposizioni e dall’altro – se non ricomposte – di offrire su un piatto d’argento alla minoranza orlandiana, la possibilità di scegliere e condizionare il nuovo Segretario Cittadino!

Nella gestione della partita “segreteria comunale” si potrebbe ben dire che la leadership del Partito provinciale e i Guru organici, abbiano dimostrato una straordinaria intelligenza divisiva. Chapeau!

Va detto – per onestà intellettuale – che per la surreale situazione e per il punto di non ritorno a cui è giunto il Pd savonese - Barbara Pasquali non è del tutto esente da colpe e responsabilità.

Barbara è troppo intelligente per non aver capito per tempo “il Sistema” occulto di potere che governava la Città e il Partito “nascosto” dietro la sua bella faccia; ha aspettato troppo per buttare all’aria scrivania e formale incarico di Segreteria e ha troppo a lungo veleggiato a vista nella ricerca di continue, ossessive ed estenuanti mediazioni paralizzanti ogni innovazione programmatica e rappresentativa, subendo veti di ogni sorta (allucinante quello che riguardava la mia Persona nella iniziativa sul Referendum Costituzionale a Villa Cambiaso).

Se invece di traccheggiare e galleggiare nel pantano, ricercando continue avvilenti mediazioni, avesse scelto di fare politica con iniziative mirate esterne e avesse chiamato a cooperare competenze che pur ci sono, forse oggi la situazione sarebbe meno dolorosa, critica e, persino meno allarmante. Ma Tant’è e con i “se e i ma, la storia non si fa”.

Tutto ciò premesso, diciamola la verità nascosta ai più.

Cantava la Caselli nei tempi che furono “la verità sembra non conti più, c'è chi si nasconde e alimenta ombre”, ma la realtà è che:

·        Negli ultimi diciannove anni il Partito (nelle sue varie metamorfosi PCI, PdS, DS, PD) è stato storicamente subordinato, sottomesso e asservito alle diverse Amministrazioni Comunali di Centro Sinistra che si sono succedute nel Governo della Città e negli ultimi lustri (prima con Claudio Strinati e poi con Barbara Pasquali) reso paralitico, dipendente e funzionale ai soli decisori politici e istituzionali riconosciuti composti dal Trio Berruti – Di Tullio – Martino; con la partecipazione “straordinaria” da guest star a volte di Claudio Strinati e, quasi sempre di Fulvio Briano;

·         La sconfitta del PD nelle ultime elezioni comunali che hanno consegnato (contro ogni credibile previsione) l’Amministrazione della Città all’alleanza raffazzonata in zona cesarini dal Centro Destra sulla Candidatura di Ilaria Caprioglio, è interamente imputabile da un lato alla pessima gestione del Capoluogo da parte dell’ultima Sindacatura del Centro Sinistra (ne verranno fuori ancora delle belle se solo il Centro Destra fosse meno divisivo, meno accomodante e più sveglio), dall’altro alla rottura del rapporto democratico e partecipativo della Città (che aborre e rifiuta il PD come la malaria) e, dall’altro ancora alle scelte assurde, sbagliate, calate dall’alto su un’incolpevole Cristina Battaglia da parte del Cerchio magico perdente per antonomasia Berruti, Briano, Paita e Pinotti, with a special appearance by Martino, Strinati, Vazio, Larosa, Rambaudi & Company e con la Regia degli “antichi” Ruggeri e Zunino;

·         La risorsa politica e intellettuale (aldilà dei vizi caratteriali che, detto da me che sono da guinness, la collocano in Paradiso e la fanno diventare persino simpatica) di Cristina Battaglia prima politicamente “sedotta”, portata alla Waterloo e poi “abbandonata” al suo destino perché restia e intellettualmente onesta a non coprire gli errori e le sciagurate politiche della Giunta precedente, è la prova provata dei vecchi metodi di gestione.

Se questo è il quadro della triste e devastata situazione in essere del Pd di Savona (e lo è!) a cosa servono gli appelli unitari ex ante del buon avv. Marco Russo e, soprattutto, a cosa e a chi serve il sacrificio chiesto a Barbara Pasquali?

La Segretaria cittadina in essere non è mai stata messa in grado di svolgere il suo ruolo di direzione ed è sempre stata ostacolata nella selezione delle decisioni politiche e operative.

Magari le criticità del punto di non ritorno del Pd savonese, fossero legate al passo indietro della Pasquali e la congiuntura negativa si risolvesse (come per miracolo) con la sua non riconferma!

Sarei io stesso a consigliarle di farsi da parte, pur cosi aggravando uno dei punti di maggiore delicatezza che riguardano il rapporto tra Gruppo Consiliare e Partito.

A me pare che il problema del PD di Savona non sia né di nomi, né di candidature alternative, ma di linea politica.

La verità è che il PD è senza progetto, senza programma, in piena crisi d’identità e di raccordo con gli elettori, rifiutato come referente dalla Città e, persino non più credibile nel rapporto con gli interlocutori istituzionali e sociali, sia imprenditoriali e sia sindacali.

In questo quadro e con un siffatto consuntivo (il festival provinciale dell’Unità al prolungamento è stato lo specchio del rapporto comatoso con la Città, altro che “Botto”), la nuova Segreteria di Giacomo Viglierchio ha bucato tutte le attese e non ha risolto alcuno dei nodi su cui si è avvitato da anni il Partito, limitandosi a realizzare una debole unità formale, un maquillage di innovazione e rinnovamento, un balbettio programmatico che resta sospeso e incapace di risalire la difficile china e qualche iniziativa di apparente lustro.

Servirebbe ben altro che le tre parole che Viglierchio conosce “unità, gente e tavoli programmatici”; parole – peraltro – che restano tali mentre la paralisi di elaborazione, di progetto e di azione politica è tutta in progress e il Partito sta morendo assistito da cure terapeutiche del dolore che allungano il coma, ma non sono risolutive di nulla.

Per le considerazioni politiche soprasvolte, vedo le due Candidature già formalizzate (Roberto Arboscello e Alessandra Gemelli) non tanto deboli e inadeguate in sé, quanto oggettivamente impossibilitate a traguardare la “rifondazione” perché sostenute da Chi ha lucidamente perseguito il disegno di rendere “liquido” il Pd e spostare “altrove” decisioni e scelte politiche senza alcuna attenzione alla democrazia e alla partecipazione del corpo degli iscritti, dei militanti e degli elettori.

In questo contesto, fa sorridere che debba essere la perdente per antonomasia Lella Paita a svolgere il ruolo di supplenza all’opposizione della Giunta Caprioglio, denunciare il decadimento della identità di Savona come Capoluogo “senza visione, anima e progetto”, proporre la risibile ipotesi dei Seminari per rilanciare la qualità della opposizione e starnazzare sulla “mancata funzione di raccordo del Capoluogo sull’area di crisi complessa”! Belin che riconversione sulla via di Damasco! Peccato che la Capogruppo Pd al Consiglio Regionale faccia finta di dimenticare che Savona è stata tenuta scientemente fuori dall’area di crisi complessa (per giusti vincoli demografici, giuridici e legislativi che avrebbero impedito la copertura di altre aree), ma soprattutto che è stato scelto dal PD di mantenere fuori il Comune di Savona da qualunque ruolo o coordinamento dell’area larga, affidando esclusivamente a Provincia e Comuni dell’area la regia del Comitato di pilotaggio per mera “convenienza” politica; una convenienza sciolta, come la neve al sole, dopo il capolavoro della sconfitta storica di Cairo Montenotte! Ma di che blatera la Paita?

 

  BRUNO SPAGNOLETTI

 

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