TRUCIOLI SAVONESI 
Settimanale Anno XIII
Numero 595 del 19 novembre 2017
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Cinema. Brevi recensioni: Open Water Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
Brevi recensioni

Open Water

Open Water è un film thriller statunitense del 2003 scritto e diretto dal regista Chris Kentis sulla base di fatti realmente accaduti.

Girato in modo dilettantistico, con pochi mezzi tecnici e macchine digitali dalle prestazioni basse, e ciò è evidente dalle angolazioni visive modeste e prive di effetti-stupore e dalle inquadrature caratterizzate da composizioni instabili e sfilacciate, il regista, per una sorta di fortuna che premia chi va eroicamente contro corrente, riesce a fare di ciò un linguaggio vincente: in quanto quello stile rafforza il senso di realtà e quindi di drammaticità delle scene, facendogli ottenere un grande successo di pubblico se non di critica.

Forse uno dei film più sconvolgenti e macabri riguardo al rapporto uomo animali, infatti, due subacquei superstiti restano senza speranza per quasi 24 ore in balia degli squali che aspetteranno senza fretta il momento opportuno per colpire, il tutto sempre ben ripreso dal regista in tanti particolari. Una vicenda risaputa che nulla concede agli spettatori riguardo i giochi della sorte sui due protagonisti...
Un film liturgico, un omaggio funereo e spirituale, con sullo sfondo un'invocazione a Dio, a una coppia sfortunata di subacquei vittima dei propri errori sulle regole da rispettare in quello sport e di quegli errori molto più gravi commessi dagli organizzatori della gita...

Biagio Giordano

 

La chiave di Sara (Elle s'appelait Sarah)

La chiave di Sara (Elle s'appelait Sarah) è un film del 2010 diretto da Gilles Paquet-Brenner. Tratto dall'omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay.

Film di grande intelligenza narrativa, l'idea delle due storie che intrecciano passato e presente consentendo di dare, senza preoccupazioni di eccesso, del passato nazista un'immagine di ferocia inaudita che viene stemperata dalle immagini più rassicuranti del presente legato alla seconda storia, fa si che il film possa essere visto senza particolare repulsioni sfocianti nell'abbandono del film da parte dello spettatore.
Straordinaria l'interpretazione della bambina (Sara) che vale mezzo film.
Una regia sapiente con una fotografia sempre molto attenta a valorizzare il primo piano nelle situazioni sceniche dalle sorgenti emozionali più incerte: un primo piano lungo e ben angolato che garantisce sempre attenzione, suggestione, richiamo a un'emozione narrativa che sta per arrivare nell'immediato...
Film che meritava di più sul piano del riconoscimento critico e di pubblico, ma come tristemente si sa più ci allontaniamo nel tempo dal mostruoso periodo nazista più la memoria si disperde contribuendo a creare nuovi gravi pericoli per le nostre istituzioni democratiche...

Biagio Giordano

 

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