TRUCIOLI SAVONESI 
Settimanale Anno XIII
Numero 586 del 17 settembre 2017
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Gianni Celano Giannici Stampa E-mail
Scritto da BRUNO SPAGNOLETTI   

GIANNI CELANO GIANNICI: HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ESSERE UN ARTISTA
A TUTTO TONDO, ANZI LO E’!

 Ho conosciuto personalmente il Maestro Gianni Celano Giannici poco più di un anno e mezzo fa, dopo una qualche frequentazione virtuale in un noto Social e una qualche sinergia di valutazione e apprezzamento delle vicende del Mondo, del Paese, della Liguria e di Savona.

Ricordo ancora con nettezza la fatal circostanza! Eravamo nel mese di maggio 2016, nel pieno dello svolgimento della competizione elettorale savonese ed io – in tandem con Alessandra Gemelli – ero impegnato nella distribuzione dei volantini a sostegno del Candidato Sindaco del Pd Cristina Battaglia in Corso Italia – Piazza Sisto (si ho fatto anche questo per Cristina!).

Appoggiati alle mura del Palazzo della Città e riparati dalla sua ombra, parlavano fitto due diversamente anziani Signori quasi “irridendo” la nostra passione o i risultati attesi della nostra propaganda politica: erano Gianni Celano Giannici, accompagnato casualmente da Mauro Baracco!

In una pausa, Alessandra si avvicinò ai due, abbraccio affettuosamente il Maestro e mi chiamò per presentarmi Gianni.

In seguito ho saputo che la loro frequentazione durava da sempre; Gianni era molto amico e “solidale” con il Papà di Alessandra, l’aveva tenuta spesso sulle sue ginocchia da bambinetta e ama spesso ricordare un “incidente di percorso”, quando si sentì bagnati i suoi pantaloni per un innocente caldo dispetto della nota avvocato Alessandra dell’oggi.

Guardai negli occhi il Maestro e ne rimasi come attratto da una calamita; vidi in Lui un mix tra Charlie Chaplin e l’avatar di Chopin della poco nota ma intensa canzone di Gino Paoli. Gianni emanava un’empatia immediata e quasi di pancia, correlata a una malia di fascinazione, d’intelligenza vivacissima e di una dolcezza senza limiti.

L’incontro durò poco e lo rincontrai – dopo qualche mese – quando decisi di andarlo a trovare in Ospedale al San Paolo, dove era stato ricoverato, a sua insaputa, per un blitz subitaneo messo in atto dal cerchio magico dei suoi migliori amici (che non sto qui a raccontare); da allora non ci siamo più lasciati, anche complici alcune donne amiche di comune frequentazione quali Nicoletta Negro, Antonella Fabri, Alice Beltrame, Simona Saccone e Monica Nigro.

(con l’amica ing. Antonella Fabri e con l’amica pediatra dott.ssa Monica Nigro)

Lo “strano” miracolo della nostra relazione amicale, condita anche di particolari complicità, consapevoli correità e volute connivenze, è che sembra non datata, quasi metastorica e cosi duratura nel tempo da perdersi nei meandri delle nostre vite vissute.

In buona sintesi ci conosciamo da un anno e mezzo, ma sembra che ci frequentiamo da sempre; dialogando di vite, passioni, amori, religiosità, fede, scelte, libero arbitrio, donne, motori, politica, criticità del Mondo, cultura, poesia, canzoni e arte.

E, poi ci sono le serate tête-à-tête trascorse da Tatiana alla Faraccia farinata e focaccia di Quiliano, da Giacomo Lusso Trattoria la Pignatta Rossa di Albissola, gli Aperitivi da Ramballion, Grandes et Jeunes alla Calata Sbarbaro della Darsena a ridere di Noi diversamente giovani, con la pretesa di rimanere eternamente bambini, tra verità sussurrate, bugie innocenti, promesse da marinaio, sguardi ammiccanti alle forme delle belle donne e baciamano che lasciano il segno (facendomi sbellicare dalle risate).

Insomma Chopin, canzone di Gino Paoli da un Testo di Joan Manuel Serrat… “metà Santoni e metà faccia da schiaffi che hanno l’innocenza dei Bambini e la dolcezza dei Cretini”; Ed è cosi che spesso giochiamo la carta che ci dà il momento, perche “Domani”, domani è, appunto, solo un avverbio di tempo o, come direbbe Piero Ciampi, un Giornale di ieri!

(alla Pignatta Rossa di Giacomo Lusso e al Ramballion della Darsena)

Gianni Celano Giannici è un artista a tutto tondo tra più autorevoli e apprezzati “viventi” della Scuola di Albissola e del suo periodo magico degli anni sessanta. Cresce e si afferma nella Cittadina ligure capitale della Ceramica al fianco dei più grandi Artisti del tempo, al punto che, nel 1964, il maestro Tullio di Albissola gli darà il suo studio a Pozzo Garitta.

Gianni è un poeta, un letterato, un Chansonnier, un mimo, un attore, un guitto ma, soprattutto, un pittore sublime, uno scultore delicato e un ceramista straordinario.

Gianni nasce con il Disegno connaturato già nella sua infanzia piacentina e il modo in cui impugna nella mano le decine di matite colorate nell’atto del creare, rappresenta un’emozione fortissima per Chi ha avuto la fortuna di vivere – con Lui – quel momento.

Quando penso a Giannici – non so il perché – mi vengono in mente la via d’acqua, le fontane e la scenografia del Vanvitelli nella spettacolare Reggia di Caserta; dalla sua Testa sgorgano cultura, pensieri e passioni senza sosta; dal suo cuore pietas e religiosità traboccante; e dalla sua vita e dai suoi racconti, relazioni, intrecci, conoscenze, amicizie che mai e poi mai avresti, non dico messo in conto, ma neppure lontanamente immaginato; fratellanze e familiarità che trascendono i confini della Pittura, della Scultura, del Mondo della Ceramica e di Albissola e impattano con la musica, il giornalismo, la politica e la grande cucina di qualità stellata dell’Italia e dell’Europa.

E cosi scopri l’antica amicizia con i Gufi di Nanni Svampa, Lino Patruno, Gianni Magni e Roberto Brivio interpreti sul palco della canzone popolare lombarda assieme alla comicità e alla satira politica e sociale sino alla fine degli anni ’60 (semantica della loro graffiante comicità l’adagio ci siamo sciolti nel ’69 perché era agosto e faceva caldo), e partner di artisti come Dario Fo e Enzino Jannacci; l’amicizia fraterna con Michele di “se mi vuoi lasciare”, con l’autore e cantautore di “mezzo” Oscar Prudente che ha scritto tante canzoni per Ivano Fossati e compositore di “Pensiero Stupendo” cantata da Patty Pravo; Paolo Conte ma, soprattutto, i contatti con l’intera Scuola Genovese e in particolare con Bruno Lauzi.

E allora non ti meraviglia più niente e comprendi il perché dell’amicizia con il giornalista Massimo Fini o con il grande Chef francese Brunò o con l’architetto Giacchè Filippo Panseca inventore – tra l’altro – del Garofano rosso e della Piramide Craxiana!

Se per il cantautore e poeta maledetto del porto di Livorno Piero Ciampi la “Donna è la cosa più meravigliosa che esista”, l’amore “il fidanzato della vita” e la vera relazione tra amanti “il precipitare dell’uno nell’anima dell’altro, sino ad affermare Io sono Te”, per Gianni la Donna è “il più bel miracolo della creazione” o come Lui sussurra “un’opera d’arte, una scultura che cammina”!

L’amore per le Donne e la Passione per l’amore costituiscono un leitmotiv e un fil rouge della sua esistenza! Ma se la vita è “una cosa che prende, porta e spedisce”, Gianni ben distingue tra incontri e amori di una vita: tanti i primi, pochissimi i secondi (forse due o tre).

Gianni negli anni sessanta nella vivacissima Cittadina della Ceramica di allora, incontra e sposa la più bella donna di Albissola, dalla pelle bianchissima e dai capelli rosso fuoco per dirla con una Donna che l’ha ben conosciuta (Gianfranca Tempestini); mentre a tutt’oggi si accompagna a una Donna “specialissima” di grande bellezza, eleganza e charme ed ha un amore “filiale” con una giovane artista emergente.

Arrivano gli anni del terremoto del ’68 e gli sconvolgimenti sociali, culturali, artistici ed etici conseguenti ai Movimenti degli Studenti e della Scuola di Francoforte; Giannici sente e avverte che i confini di Albissola diventano stretti e nel 1967 inizia a “volare” verso Parigi, dove si stabilisce nel 1970 e costruisce amicizie, relazioni e connivenze con Artisti come Arman, Cesar, Peverelli, Tongiani e Rotella.

Il Maestro – ormai decollato e affermato – partecipa a importanti Mostre europee come FIAC (Parigi), ARCO (Madrid), INTERARTE (Milano), KUNSTART (Colonia) e Rassegne come AUTOR DU SURREALISME (Colonia), 3° Mostra di Arte Contemporanea (Palazzo Reale Milano), GRATE ET JEUNE (Parigi), Le Biennali di Parigi e di Venezia. Gianni, inoltre, è autore del Trofeo ATP Tour (Waterford Cristal) attribuito al Numero Uno del Tennis.

Le Opere di Gianni Celano Giannici sono presenti in collezioni private e musei in Italia e all’estero; mentre da circa un anno ha un Contratto in esclusiva per l’Italia con la Galleria Vico Spinola di Savona. 


Le pulsioni emotive che provocano in me le opere del Maestro Giannici (almeno quelle che ho avuto la fortuna di conoscere e godere) rimandano al tortuoso cammino e alla clessidra della vita verso la morte, anzi verso l’altra eterna vita.

In quest’ottica, la luce e i suoi effetti come i colori rappresentano i mezzi fattuali della realizzazione dell’artista a tutto tondo.

(La Madonnina di Albissola al Centro, opera del Maestro, a sinistra una delle ultime ceramiche e a destra il Viaggio)

Eppure le opere di Gianni non sono né monotematiche, né pretendono di dare un messaggio univoco ed esclusivo; l’interpretazione viene quasi lasciata sempre duttile, “open” a volere che sia l’utente (più che l’artista) a cogliere e razionalizzare l’annuncio comunicativo.

Rido ancora adesso quando vado al ricordo dell’ultima opera (piatto di ceramica) che ha voluto facesse parte della mia collezione;

Gli ho chiesto “Gianni ma cosa vuoi dire con questa nuova tecnica e questo messaggio?” “Dammi anche solo una chiave di lettura”.

E Lui sornione “dimmelo Tu, cosi se i nostri pensieri e sentimenti combaciano, bene!” “Altrimenti ne inventerò un altro partendo dalle tue emozioni, ho sempre fatto cosi nella mia vita di artista moltiplicando il mio lavoro e arricchendo la mia arte”!

Gianni ha una profonda religiosità e, pur con i suoi vizi e le sue virtù, è un convinto cattolico praticante con un amore smisurato per la Madonna, la Vergine Maria madre di Gesù; mentre il suo Papa riconosciuto è Joseph Ratzinger, il Papa Emerito Benedetto XVI.

Le cronache “politiche” tendono a collocare Giannici a destra; per me non è cosi: è il dubbio la certezza politica del Maestro e se la storia politica di Albissola e Savona avesse avuto meno burocrati e oscure Donne di potere a fare e disfare le Giunte di Albisola o a inventare improbabili Assessori alla Cultura, forse oggi Gianni Celano Giannici sarebbe ancora dentro la Sinistra diffusa e non avrebbe allora seguito gli strappi di Silone, Pasolini e tanti altri intellettuali organici.

Per me è Questo l’Artista, l’Uomo e il Maestro Gianni Celano Giannici.

         BRUNO SPAGNOLETTI

Share/Save/Bookmark
 
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.
 






chiamaci su Skype

Il mio stato

Ricevi le News da Truciolisavonesi

Login

Registrati per poter commentare gli articoli



Banner

dal 22 Novembre 2004

Il sito non è una testata giornalistica, si basa su attività di volontariato.

Gli autori dei testi sono responsabili dei dati, delle analisi delle opinioni in essi contenuti

Copyright © 2010 truciolisavonesi. All rights reserved.

Designed by Massa

 

Per rendere il nostro sito più facile ed intuitivo impieghiamo i cookie. Chiudendo questa notifica o navigando sul sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie
We use cookies to improve your experience on this website. By continuing to browse our site you agree to our use of cookies. privacy policy.

EU Cookie Directive Module Information