TRUCIOLI SAVONESI 
Settimanale Anno XIII
Numero 586 del 17 settembre 2017
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
Il presidente Toti e l'assessore Viale incontrano ... Stampa E-mail
Scritto da SELENA BORGNA   
Il presidente Toti e l’assessore regionale Viale incontrano i sindaci
del comprensorio albenganese per discutere del futuro dell’ospedale ingauno

 “Le cose sono chiare e recentemente vi è stata la chiusura della manifestazione d’interesse per gli ospedali di Albenga, Cairo Montenotte e Bordighera”, ha dichiarato il presidente della regione Liguria Giovanni Toti durante l’incontro con i sindaci del comprensorio ingauno per il futuro del nosocomio ingauno, “e ciò dimostra la sostenibilità del sistema sanitario regionale.


Alcuni provvedimenti sono soddisfacenti mentre altri meno e alla Camera vi sarà a breve una discussione per il piano vaccini. La Liguria ha circa 1.700.000 abitanti e abbiamo deciso di non accorpare o ridurre le asl (nella regione Liguria vi sono cinque asl: Asl 1 Imperiese, Asl 2 Savonese, Asl 3 Genovese, Asl 4 Chiavarese e Asl 5 Spezzino) perchè ciascuna di loro ha specificità particolari. L’età media dei cittadini è alta e la spesa sanitaria non è mai stata ridotta e la provincia di Savona gode di due ospedali di un certo livello come, ad esempio, il San Paolo di Savona e il Santa Corona di Pietra Ligure, quindi la struttura sanitaria ligure può competere con l’ingresso dei privati affinchè vi sia un miglioramento delle cure ed un abbattimento dei costi. La sanità pubblica e privata possono andare di pari passo e abbiamo deciso di provare a creare nella nostra regione un modello di sanità nuovo, un modello di sanità privata convenzionata simile a quello dell’Emilia Romagna che è diverso da quello lombardo, e credo che si possa avviare un percorso virtuoso. La sanità privata convenzionata non cambierà le cose per i cittadini che riceveranno le prestazioni gratis o dietro il pagamento di un ticket, ma saranno forniti servizi in più alla popolazione e questi servizi attualmente non vengono più pagati dalla sanità pubblica. Chiediamo anche la riapertura del pronto soccorso dove vi sono i punti di primo intervento e l’ospedale di Albenga ha già avuto un esperimento di un reparto privato, l’ex GSL, nell’ospedale pubblico, che è stato chiuso per cause indipendenti dalla nostra volontà. Spero che alla fine del 2020 la sanità privata convenzionata possa essere per la nostra regione ad una percentuale più alta rispetto allo standard attuale, che è del 2%. Mi auguro che ciò possa portare a tenere aperti gli ospedali e spero vivamente che l’ospedale di Genova possa essere un punto di riferimento per il levante. Sono ben sette i soggetti interessati ai nosocomi coinvolti e voglio ribadire che è meglio un interesse del genere piuttosto che una manifestazione deserta. Abbiamo il dovere di garantire la sanità a costi sostenibili e questa è l’unica strada affinchè ci sia una continuità nelle cure”.


Dubbi da parte del primo cittadino ingauno Giorgio Cangiano :”Voglio chiarimenri per ciò che concerne la sanità perchè è un tema importante e non bisogna fare battaglie ideologiche su questo tema. In campagna elettorale non si è mai parlato di privatizzazione e vorrei capire come avverrà l’integrazione con l’ospedale Santa Corona in caso di privatizzazione dell’ospedale di Albenga e se questo porterà ad una riduzione dei costi”.

La risposta dell’assessore regionale alla sanità Sonia Viale non si è fatta attendere :”La qualità determinata dalle prestazioni è importante e la risposta data ai bisogni dev’essere di qualità. Occorre un’alleanza con il territorio manifestabile con la conferenza dei sindaci e vi è il bisogno che tutti difendano la propria comunità. Il consiglio regionale ha chiesto il mantenimento del DEA di secondo livello per l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure con l’interazione con l’ospedale di Albenga e la politica deve ascoltare le esigenze dei vari presidi coinvolti. Il DEA di secondo livello a Pietra Ligure resta e l’impegno di tutti è stato forte e certi presidi come quello di Albenga, Cairo Montenotte e Bordighera hanno perso reparti a causa del declassamento del pronto soccorso. Il percorso che intediamo fare per questi ospedali è già stato fatto in Emilia Romagna, Veneto, Lomardia e Toscana, ma ho notato perplessità nei consigli comunali della nostra regione coinvolti da questo progetto, ma questa strada fa raggiungere un importante obiettivo, che è quello del mantenimento degi ospedali. Prima del bando abbiamo fatto un’indagine di mercato e abbiamo messo due paletti per coloro che hanno partecipato : la riapertura del pronto soccorso e il mantenimento delle prerogative dei lavoratori. Gli obiettivi politici sono fondamentali e non vi è un aumento dei costi, ma un aumento dei servizi, e siamo favorevoli all’ingresso dei privati se offrono di più ai cittadini di ciò che offrirebbe una sanità pubblica”.


“Il soggetto privato è orientato all’efficienza e non vi è concorrenza ma competizione con il soggetto pubblico”, ha evidenziato Eugenio Porfido, direttore generale dell’Asl 2 Savonese, “e voglio dire che la sanità privata convenzionata sarà sempre sotto il controllo pubblico, ma porta con sè la certezza della spesa, che il pubblico può fare ma con molta fatica perchè vi sono i costi di trasparenza che i privati non hanno. I servizi non saranno spacchettati e nessun ospedale riesce a sopravvivere da solo. La sanità è molto cambiata negli ultimi anni ed i pazienti sono diventati risorse e non è pensabile che vi siano fughe fuori regione e voglio dire che con il progetto che s’intende attuare si spenderà uguale ma si produrrà di più ed i servizi aumenteranno”.

“D’estate la nostra realtà vive una situazione critica e l’ospedale di Albenga sta peggiorando”, ha evidenziato il vicesindaco di Albenga e medico di professione Riccardo Tomatis, “e sono contento se il nostro nosocomio possa funzionare al meglio. Spero vivamente che vi sia più dialogo tra la regione ed il territorio e voglio dire che il reparto di chirurgia protesica dev’essere ripristinato, ma c’è anche bisogno di reparti di base come, ad esempio, la medicina generale, l’ostetricia e l’ortopedia e mi sento in dovere di dire che mi spaventa la fragilità del privato vista l’esperienza del reparto GSL chiuso un anno fa”.


“Spero vivamente che l’ortopedia possa riaprire al più presto”, ha risposto il presidente Toti, “ed entro l’anno faremo il bando di gara per i tre ospedali coinvolti e sucessivamente vi sarà l’assegnazione. Spero che a fine 2018 o nei primi mesi del 2019 si possa partire, ma la verifica dei punteggi sarà difficile e per noi accorpare l’ospedale di Albenga con quello di Pietra Ligure non è una soluzione ottimale e abbiamo optato per la sanità privata convenzionata per dare ai cittadini il minimo disagio possibile”.

“Io non sono favorevole ad una sanità privata convenzionata”, ha dichiarato l’ex sindaco di Albenga ed attuale consigliera di minoranza Rosy Guarnieri, “e preferirei un presidio unico come DEA di secondo livello Albenga-Pietra Ligure anche alla luce del DEA  di primo livello su due plessi Sanremo-Imperia”.

“Il Pronto Soccorso dev’esserci”, ha ribadito il governatore della Liguria, “e l’integrazione tra ospedali è alla base della riforma sanitaria. Il nostro è un percorso coerente e attualmente vi è un’integrazione tra i due plessi”.

“Abbiamo sempre pensato ad un’integrazione tra i due ospedali”, ha messo in evidenza il consigliere regionale di minoranza Luigi De Vincenzi, “i quali devono avere discipline diverse tra loro e sono convinto che gli ospedali devono restare due. Il DEA di secondo livello a Pietra Ligure è importante e spero vivamente che il nosocomio ingauno resti pubblico”.

“L’integrazione con il territorio è alla base della nascita di ALISA, l’azienda sanitari della regione”, ha ricordato Giovanni Toti, “e la riforma è stata discussa. L’integrazione amministrativa può esserci e l’intregrazione tra i quattro plessi ospedalieri della nostra provincia ci sarà. Questa riforma migliorerà le prestazioni sanitarie ed il costo del ticket sarà uguale a quello attuale e voglio ricordare che il sistema sanitario ligure è un’eccellenza che è al terzo posto in Italia come qualità, ma aspiro a raggiungere la prima posizione. Siamo sulla strada giusta e l’attuazione del numero unico di emergenza e la creazione di un centro unico di prenotazioni ne sono delle prove tangibili”.

“Non sono pienamente soddisfatto di ciò che è emerso dall’incontro di oggi ma è stato fatto un primo passo ed ora aspettiamo un incontro in teatro che verrà fatto nei primi giorni di settembre per il quale il presidente Toti ci ha dato la sua parola. Per me la scelta di un sistema privato convenzionato non è corretta, ma le scelte in materia sanitaria spettano alle regione e le dobbiamo accettare. Spero che ad Albenga possa tornare il pronto soccorso che è fondamentale e se c’è questo ritorno devono tornare anche gli altri reparti. Siamo sempre vigili e la materia sanitaria è molto importante per tutto il comprensorio e l’ospedale dev’essere uan risorsa e non un problema. Combattiamo per il reparto di ortopedia anche perchè vi è stato un enorme danno sia per i pazienti che per i dipendenti e tuttora vi sono alcuni ricorsi pendenti. Spero che l’ospedale possa funzionare al meglio e come sindaco voglio essere a conoscenza di tutti gli eventi riguardanti il nostro ospedale”, conclude il sindaco Cangiano.

    SELENA BORGNA

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