di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 684 del 10 novembre  2019
Tel. 346 8046218
La matrice impazzita Stampa E-mail
Scritto da ALBERTO MICALIZZI   
LA MATRICE CHE CI IMPRIGIONA
di Alberto Micalizzi
Articolo suggerito da Marco G. Pellifroni
 
Questo lucido articolo di Alberto Micalizzi vuole dare una risposta indiretta a quanto pubblicato sul numero scorso da Bruno Spagnoletti. Come a dire: con un boa constrictor delle dimensioni del conglomerato finanziario globale non c'era da aspettarsi niente di diverso. E più la morsa si stringe, più ne saremo stritolati. Micalizzi indica nomi precisi delle entità che ci derubano di tutto, mentre i politici parlano ancora di democrazia, di diritti, di equità sociale. Fuori del tempo.
Marco G. Pellifroni
 
LA MATRICE CHE CI IMPRIGIONA
Siamo imprigionati all’interno di un quasi-mercato manipolato ed etero-diretto da conglomerate ed istituzioni finanziarie il cui obiettivo di fondo è di appropriarsi di risorse dell’economia reale, attualmente di proprietà degli Stati, delle famiglie e delle imprese.

Ma chi tira le fila di questo sistema? Chi sono i burattinai?

L’architrave del sistema poggia su poche grandi conglomerate definibili come “super-entità” per la forza d’urto, per la trasversalità settoriale e la transnazionalità della sfera d’azione. Tra queste, vale la pena citarne almeno quattro.

BlackRock, posseduta principalmente da Merrill Lynch (al 49,8%), a sua volta posseduta da Barclays, State Street Corporation, Axa, Vanguard Group e altri. BlackRock gestisce direttamente oltre $5.000 miliardi di capitali, pari a quasi la metà del PIL di tutta l’Eurozona (!).

The Vanguard Group Inc., posseduta per l’86% da hedge funds tra cui Price Associates, BlackRock e Credit Suisse, con $3.000 miliardi di capitali in gestione (il doppio del PIL italiano).

State Street Corporation, posseduta tra gli altri da Barclays, Citigroup, General Electric e Vanguard, con $2.500 miliardi di capitali in gestione.

Capital World Investors, posseduta da numerosi hedge funds con sfera di azione globale, e con circa $1.500 miliardi in gestione.


Le spire della finanza soffocano l'economia, come il boa fa con la sua vittima

Queste conglomerate posseggono quote rilevanti delle principali società quotate nelle principali borse valori mondiali, sono proprietarie di banche “troppo grandi per fallire” (“TBTF”, come Bank of America, Bank of New York, JP Morgan, Barclays etc.), banche centrali (FED, BCE, BOE, per il tramite delle banche commerciali), società di rating (Moody’s, Standard&Poor’s, Fitch), cartelli interbancari per la determinazione dei tassi di mercato (Libor e Euribor).

Inoltre, hanno propri rappresentanti diretti nei consigli d’amministrazione delle principali borse valori (quali Nyse Euronext, Nasdaq, London Stock Exchange, Borsa di Francoforte e di Hong Kong..), controllano il London Bullion Market per il fixing dell’oro, possiedono migliaia di sub-holding industriali in oltre 60 Paesi nel mondo, sono i proprietari di Mastercard e Visa, controllano tramite le banche commerciali di loro proprietà i circuiti elettronici di regolamento delle transazioni finanziarie come Clearstream ed Euroclear, e possiedono o sono creditrici di giornali e TV main-stream, ispirandone la linea editoriale.

Il nucleo di questo sistema comprende circa 1.300 aziende con proprietà incrociate che rappresenta un blocco affaristico-finanziario compatto ed operante su scala globale. Tanto per citare una delle migliaia di diramazioni di questa matassa, si pensi che Standard&Poor’s è in larga parte posseduta da McGraw Hill, che a sua volta ha come primo azionista Capital World Investor, che è lo stesso azionista di Goldman Sachs, Jp Morgan, Citigroup, Facebook, Apple e Microsoft. Moody’s a sua volta ha come primo azionista Capital World Investors (al 10%) ma anche ciascuna delle altre tre conglomerate con percentuali tra il 3% ed il 5% cadauno. E’ un incastro dove tutti possiedono tutti. 

 
Il sogno e la realtà

Questo nucleo di 1.300 aziende genera direttamente il 20% dei ricavi operativi mondiali (!) ed indirettamente, attraverso partecipazioni in sub-holding, un ulteriore 60% di fatturato proveniente da aziende manifatturiere. Quindi, circa l’80% del fatturato mondiale è riconducibile a questo blocco incrociato di 1.300 aziende.

Queste super-entità sono gestite da un migliaio di top-manager che ne determinano le scelte, le alleanze, la filosofia di gestione. Questi individui escono dalle principali università e business schools del mondo, parlano la medesima lingua, sono infarciti della medesima cultura gestionale, caratterizzata da un laicismo apolide in grado di adattarsi a qualsiasi identità locale, ed il cui obiettivo di fondo è la massimizzazione del profitto e l’appropriazione di risorse dall’economia reale. Non vi sono visioni politiche, scienze sociali, credi religiosi o sistemi economici che essi preferiscono rispetto ad altri. […]

Per conseguire questi obiettivi hanno a propria disposizione strumenti estremamente efficaci, strumenti di “governo” e di appropriazione, che sono primariamente il controllo della moneta, la proprietà dei mezzi di informazione, l’attività di lobbying sulla legislazione del lavoro e sulla fiscalità. Questi sono gli “artigli” del sistema, quelli che occorre neutralizzare.


Si scannano per far quadrare la legge elettorale. Che serve solo a loro

Il controllo della moneta in circolazione è senza dubbio lo strumento più potente a disposizione. Le super-entità sono infatti i veri gestori della massa monetaria in circolazione, su più livelli: attraverso le banche centrali fanno emissioni primarie di moneta, attraverso le banche commerciali creano moneta mediante i depositi fittizi generati dai prestiti alla clientela, attraverso Mastercard/VISA creano denaro per il micro-credito al consumo, e così via utilizzando altri strumenti di proprietà.

L’obiettivo intermedio di questo meccanismo è indebitare l’economia reale a tutti i livelli: Stato, famiglie, e imprese, mediante una moneta svincolata da valore reali, e tenuta rigorosamente al di fuori del controllo della sfera politica.

Di fatto, le super-entità sono assimilabili a moderni “imperi” dove l’occupazione militare è stata sostituita dall’occupazione “finanziaria” costruita e perpetrata attraverso lo strumento fondamentale del debito.


Come i parlamenti, anche gli eserciti sono svuotati di senso,
sostituiti dal cappio del debito

Un sistema indebitato è controllabile dall’esterno, è influenzabile, ed è depauperabile tramite gli interessi passivi corrisposti su una moneta creata dal nulla da soggetti privati esterni alla sfera dell’economia reale e concessa a prestito ai veri utilizzatori della stessa.

I mezzi di informazione contribuiscono non poco a questa strategia. […] Evidentemente tutto ciò crea l’humus adatto per il formarsi di coalizioni politico-amministrative che completano il lavoro. Qualche esempio. Tramite le agenzie di rating dettano agende di governo per imporre l’austerità e creare lavoro precario attraverso riforme tipo Jobs Act; tramite i media sollecitano e gestiscono la deportazione in massa di clandestini per contribuire alle pressioni deflattive sui salari; tramite lobby parlamentari inducono riforme fiscali che consentono ad un’azienda che produce e vende automobili in Italia di avere la sede fiscale in Olanda… […]

E’ un meccanismo che si propaga senza più necessità di una regia. Siamo entrati in una “matrice”, dove gli Stati nazionali sono ridotti a poco più di condomini, dove una banca si auto-proclama “centrale” ed “europea” quando in realtà è un’azienda privata regolata dal diritto internazionale, dove lo smembramento della tutela del lavoro viene definita “job act”, dove l’appropriazione indebita di ricchezza privata si chiama “bail-in”, dove un meccanismo fittizio di pressione sui Governi si chiama “spread” e la grande menzogna della crisi sistemica si appella alla “austerity”.

Il cosiddetto “sistema” è una matrice multi-livello fondata sul debito che non ha più un cuore, né un punto nevralgico, e per questa ragione non è aggredibile né dall’esterno né dall’interno.

[L'articolo originale, "unabridged", è consultabile qui: https://albertomicalizzi.com/2016/11/21/la-matrice-che-ci-imprigiona/

Nei prossimi due articoli l'autore si focalizzerà sulla struttura del sistema e su possibili strategie d’azione].

Alberto Micalizzi           21 novembre 2016

 

Share/Save/Bookmark
 
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.
 




Ricevi le News da Truciolisavonesi

Login

Registrati per poter commentare gli articoli



Banner


dal 22 Novembre 2004

Il sito non è una testata giornalistica, si basa su attività di volontariato.

Gli autori dei testi sono responsabili dei dati, delle analisi delle opinioni in essi contenuti

Copyright © 2010 truciolisavonesi. All rights reserved.

Designed by Massa

 

Per rendere il nostro sito più facile ed intuitivo impieghiamo i cookie. Chiudendo questa notifica o navigando sul sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie
We use cookies to improve your experience on this website. By continuing to browse our site you agree to our use of cookies. privacy policy.

EU Cookie Directive Module Information