Settimanale Anno XVII
Numero 731 del 29 novembre 2020
Tel. 346 8046218

Una poesia di Fulvio Sguerso: Impromptu Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
 

UNA POESIA DI FULVIO SGUERSO 

IMPROMPTU

 Nessuno mi chiede niente.

 Perché? Che cosa dovrebbero chiedermi?

Ho forse qualcosa da dire

che nessuno ha mai detto?

Qualunque cosa io dica

 o è già stata detta

 o non ha nessuna importanza.

Che cosa voglio dire con questo?

Che non ho niente da dire?

Perché, che cosa vorrei dire?

Vorrei dire qualcosa di nuovo

che giustifichi il mio passaggio

su questo pianeta sperduto

ai margini della Via Lattea e che,

come disse il Poeta, ci “fa tanto feroci”.

Qualcosa  di nuovo?

C’è forse qualcosa da aggiungere

alla Summa theologiae o

alla Wissenschaft der Logik o

al Labirinto filosofico ?

Che cosa c’è ancora da sapere

dopo che il sapere ha raggiunto

finalmente Sophia?

Rimane da sapere che cosa

ha detto Sophia al sapere assoluto.

Eh già, che cosa gli ha detto?

E chi lo sa? Al di là del sapere assoluto

non può esserci che l’assoluta ignoranza:

quando tutto è stato detto

non rimane che la chiacchiera o il silenzio.

 
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