TRUCIOLI SAVONESI 
Settimanale Anno XIII
Numero 586 del 17 settembre 2017
Tel. 346 8046218
LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA
PD e 5 Stelle: prove di dialogo o amore molesto? ... Stampa E-mail
Scritto da BRUNO SPAGNOLETTI   
PD E 5 STELLE: PROVE DI DIALOGO O AMORE MOLESTO?
DIMMI CONTRO CHI VAI E TI DIRO’ CHI SEI

 Chi l’avrebbe mai detto? E’ proprio vero che la Politica italiana rischia di assomigliare alla spy-story del bellissimo film di Irvin Kershner “Mai dire Mai”.

L’ultima ammuina si concentra sulla nuova Legge Elettorale. La settimana appena trascorsa, infatti, potrebbe essere etichettata in più modi: Babilonia, Tela di Penelope, Sedotta e Abbandonata, le Verità Nascoste, Sussurri e grida…fate Voi! Io so solo di non sapere, anche se sono alla quarta stesura di questo scritto per Trucioli Savonesi, perché ogni ora ha la sua Pena e la sua Verità.

A seguirne le contorte vicende, sembrerebbe che Matteo Renzi disfi di notte quello che tesse durante il giorno; e il Movimento 5 stelle fingerebbe di voler fare una riforma che non ha alcun interesse a portare a compimento.

Sembrerebbe! Appunto! In realtà il dialogo è a tutto campo e la Partita è lungi dall’essere conclusa: ne vedremo ancora delle Belle, prima che l’arbitro (Sergio Mattarella) emetta il triplice fischio e mandi Tutti a fare una bella doccia calda e prendere un bel the caldo.

Tutti sembrano concordare sulla necessità di una Riforma da innovare, compatibilizzare e armonizzare tra Camera e Senato, senza la quale le prossime elezioni non avranno vincitori, rischieranno di affossare il Paese nell’ingovernabilità, discreditare ulteriormente “questa” Politica e mettere – ancor più in sofferenza – gli italiani “brava gente”.

E’ inutile menare il can per l’aia! L’ossatura politica italiana è strutturalmente cambiata da Bipolare a Tripolare, con due Forze Politiche (PD e M5S) che “da sole” si equivalgono e una Terza forza (Centro Destra) che può competere, pareggiare e persino vincere solo in coalizione (FI – Lega – Fratelli D’Italia).

Ma il Centro Destra, con la produzione e la regia unica di Silvio Berlusconi, potrebbe anche correre alleata e coalizzata alle elezioni e poi….scindersi e riposizionarsi per fare ognuno il proprio gioco: qui stanno le criticità reali della polemica politica e dello spettacolo (un po’ indecente di questi giorni).


Al netto delle forzature, delle tattiche e delle doppiezze, l’unica inconvertibile verità è che – con la Legge Elettorale attuale scaturita dalla Consulta, il Consultellum o il Legalicum alla Camera e il Porcellum depurato al Senato - non sarà nessuno a vincere, neppure con un miracolo targato Lourdes, mentre a perdere sarà la governabilità del Paese! O meglio ad affermarsi sarà la via spagnola (elezioni, poi nuove elezioni e poi di nuovo elezioni), mentre il Paese reale imploderà portandosi via l’intiera classe politica e forse anche la democrazia.

Se è cosi, a Chi giova l’inguardabile sceneggiata che è andata in onda da domenica scorsa, ha avuto il picco giovedì in sede di Commissione in Senato, dovrebbe trovare qualche chiarimento in settimana in sede di presentazione degli emendamenti e poi approdare in aula il 29 maggio prossimo?

A me proprio non convince la piega che sta prendendo la vicenda: più approfondisco e più continuo a non capire! E, trovo sintonie con i pochi Commentatori che hanno parlato di trasformismo, accordi surrettizi contro natura, dibattito schizofrenico, caricatura della Politica dopo le strane-strambe alleanze avvenute in sede di Commissione Affari costituzionali del Senato; e aggiungono – a ragione - che capire questo nostro Paese, con questo tipo di politica fatta a strappi e contrapposizioni diventa sempre più una operazione logica assai difficile.

Si ha la netta sensazione che stiano tutti bleffando, persino quando stabiliscono incontri decisivi; viene quasi il dubbio che non abbiano, in verità, nessuna voglia di risolvere i problemi.


 

Che è successo? Qualche giorno fa, dopo mesi di tattiche e di bluff, è stato presentato un testo base per la nuova legge elettorale. Nulla di rivoluzionario, per la verità. Si tratta dell'Italicum, il sistema voluto da Matteo Renzi per la Camera dei deputati, così com'è stato corretto a gennaio dalla Corte costituzionale: niente ballottaggio, soglia di sbarramento al 3%, premio di maggioranza alla lista che supera il 40%, Capilista bloccati e preferenze.

A questo punto il PD (non saprei dire se per tattica parlamentare o convinzione) cala l’asso del sistema tedesco corretto (Traduzione: 50% di seggi assegnati con il proporzionale e l'altro 50% con il voto nei collegi con il meccanismo maggioritario; Cautela, per non spingere i centristi sulle barricate, sulla soglia di sbarramento, una media tra il 3% e 8% ..forse il 5 per cento).

Apriti cielo, psicodramma, fibrillazione e caos: mentre il Ballo delle coppie cambia i Protagonisti e il Segretario PD motiva “Continuano le grandi manovre di chi chiede a parole una nuova legge elettorale, ma in pratica non la vuole e perde tempo”.

La soluzione del Rebus o il nodo irrisolto è sempre lo stesso: da una parte ci sono gli schieramenti convinti che sia il maggioritario la strada maestra per garantire al Paese un Governo omogeneo, senza l’obbligo di alleanze ampia. Dall’altra i partiti che pensano che il proporzionale sia il modello più giusto per l’Italia.

Eppure, esattamente una domenica fa (11 maggio) – quando meno te lo aspettavi - all’improvviso sembrava essere sbocciato l’amore tra PD e 5 Stelle sui contenuti della nuova legge elettorale e una possibile ipotesi di intesa; una concordanza lasciata intendere sia dal PD, sia da Gigino Di Maio (e non solo) nella trasmissione in ½ ora di Lucia Annunziata.

Le prove di dialogo sono durate lo spazio di qualche notte e poi…complice l’esplosione dell’affaire Boschi, Banca Etruria, Raggi e Immondizia a Roma (una di quelle stucchevoli telenovele dell’Italietta “ruminante” avrebbe detto Montanelli), ecco il “Contro ordine compagni” e Tutto sembra cambiare verso.

Al tenero possibile abbraccio tra PD e 5Stelle, si sostituisce il girotondo che tiene per mano 5Stelle, Berlusconi e Bersani; mentre sembrano nascere effusioni tra PD, Lega e la Meloni! Mentre gli altri cespugli restano abbarbicati sull’esclusivo monte del proporzionale puro e del NO a un’efficace soglia d’ingresso (come in Germania) per continuare a coltivare il proprio orticello.


La realtà è che sulla legge elettorale nessuno dice ciò che veramente vuole, anche se tutti sanno ciò che ciascuno vuole, tenendo ognuno in serbo un secondo fine. Insieme, però, coltivano l’inconfessabile desiderio di mantenere i capilista bloccati, e non c’è leader che possa giurare il contrario senza commettere peccato. Staremo a vedere se la finale della Coppa ( su come e quando andremo a votare) sarà ancora un miraggio!

Più approfondisco e più mi convinco che non ci siano Beati da Santificare e che Ognuno – dietro un profumo di Santità – abbia in serbo troppe volpi sotto l’ascella per perseguire i propri obiettivi utilitaristici a Sinistra, nel Centro Sinistra, nel Centro, nel Centro Destra e nel M5S.

La verità è che il clima politico è ancora troppo avvelenato dagli effetti del referendum del 4 dicembre e dalle grandi manovre nella ricerca di nuovi equilibri per il Paese.

A parte i Sondaggi che confermerebbero che il PD sia ritornato a essere il primo Partito, in molti convengono che – anche a fronte dei risultati europei – la spinta propulsiva dei diversi populismi si vada esaurendo e che sarebbe venuto il momento di provare a stringere una intesa, perché il PD (dato in crescita) dovrà scegliere tra due Modelli identitari: Maggioritario o Misto, Lista o Coalizione.

Aldilà della vis polemica – spesso brutale – che sembra informare la polemica politica dell’oggi, Matteo Renzi sa, però, che prima o poi deve decidere; se punta a mantenere l’identità maggioritaria del PD non può che puntare sull’intesa con il M5S, supportata da una legge come l’attuale, che mantenga il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione; una Legge da armonizzare con quella del Senato e forse anche da cambiare sia nella soglia di entrata, sia nel target costituzionale del premio di maggioranza..

Il PD e Matteo Renzi devono scegliere con Chi interloquire da un lato e, dall’altro tenere conto che al Senato una maggioranza PD e 5S non esiste! Ecco il vero impasse!

L’eventuale barra dritta sull’impianto maggioritario avrebbe due conseguenze politiche dirette; da un lato la scelta consapevole di puntare su uno scontro diretto tra Lui e Grillo (riformisti contro populisti, come Macron contro Le Pen) alle prossime elezioni; e, dall’altro, indurre a più miti consigli non tanto i fuorusciti, ma soprattutto Pisapia, il quale potrebbe alla fine accettare l’offerta di entrare nel listone dei riformisti renziani.

Se invece il Pd sceglierà il premio alla coalizione, come propongono Berlusconi (ma anche Orlando ed Emiliano), favorirà la ricomposizione del centrodestra, sceglierà come antagonisti principali Berlusconi e Salvini e dovrà impegnarsi nella ricucitura del centrosinistra, non solo con Pisapia, ma anche con gli scissionisti di Bersani e D'Alema, per cercare di riconquistare l'elettorato in libera uscita della sinistra. Da questa scelta dei prossimi giorni dipenderà l'identità del futuro Pd: insomma, "Dimmi contro Chi vai e Ti dirò Chi sei".

La riflessione che più m’inquieta è, da ultimo, la seguente: ma se Questo Parlamento non riesce a varare uno straccio di Riforma Elettorale con regole di rappresentatività e governabilità “condivise”; come farà a fine anno a  costruire e approvare un Manovra che si preannuncia “lacrime e sangue” senza possibilità di scampo?

Stai a vedere – com’è connaturato nel Dna del Belpaese – che siccome risanare i Conti sembra faccia perdere consenso, la Manovra potrebbe essere fatta dopo le Elezioni …ma di Ottobre! Tanto Settembre sarà trascorso e la Pensioncina maturata: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”…diceva Quel Tale.

      BRUNO SPAGNOLETTI

 

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