Una cortina di ferro cor-ten rovinerà ... Stampa E-mail
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Scritto da Rinaldo Massucco   

Questa domenica sul Priamàr: ultime ore per vedere la magìa dell’abside dell’ antica cattedrale sulla falesia a picco sul mare. Da lunedì una cortina di ferro cor-ten rovinerà la vista e l’incantesimo.In via Tobagi il Comune di Savona non potrà invece realizzare la passerella invocata da tanti cittadini e turisti …

Rimangono poche ore, questa domenica, per vedere ancora intatta sul Priamàr la prospettiva dell' abside dell' antica cattedrale di Savona sulla falesia rocciosa a picco sul mare: da lunedì una pesante cortina di ferro cor-ten color ruggine ne occulterà e rovinerà la vista (per un percorso ciclo-pedonale davanti al Priamàr che si poteva realizzare in un modo ben diverso e valido).
Basta recarsi sul terrazzino sul lato-mare del Palazzo del Commissario, sul Priamàr.


L’ assurdo percorso pedonale e ciclabile non potrà essere seguito dai disabili, per i quali per legge la pendenza massima delle nuove strutture pubbliche deve essere dell' otto per cento, mentre il percorso in via di realizzazione contempla un tratto di 23 metri con ben l' 11,5 per cento di pendenza; vi  si sono spesi ben 700.000 euro, dei quali oltre mezzo milione di euro provenienti direttamente dalle tasche dei Savonesi, dal bilancio comunale.
Va rilevato che il tutto fu deciso dall' Amministrazione comunale precedente (sindaco Berruti e vicesindaco Di Tullio), che avallarono quanto alcuni Dirigenti e Funzionari avevano pensato: tutti quanti non vollero tenere minimo contro del parere negativo espresso più volte dall’ organo tecnico comunale che costituisce supporto per la Giunta comunale e per i tecnici incaricati delle progettazioni (la “Consulta Comunale per il Priamàr”). Nel 2012 gli stessi tecnici avevano elaborato un ben diverso e valido progetto  che dai giardini del Prolungamento si sarebbe sviluppato tutto a raso, alla stessa quota del piazzale ex-Italsider (metri 4,5 sul livello del mare) sbucando nello stesso piazzale sottostante l’ abside dell’ antica cattedrale: tale opera non avrebbe deturpato uno dei punti più suggestivi del Priamàr e sarebbe stato a sufficiente distanza dalle mura della Fortezza, per consentire di contemplarne la vista suggestiva e per evitare ai visitatori pericoli di caduta pietre dalle mura secolari. Il progetto fu poi accantonato: si sarebbe inserito a meraviglia nell’ utilizzo del piazzale ex-Italsider come “area per spettacoli, sport, turismo e tempo libero”, previsto dai vigenti piani regolatori portuale e comunale.


Come più volte osservato anche dalla “Consulta Culturale Savonese” e da “Italia Nostra”, la nuova pesante struttura della “passerella” non è solo deturpante, ma è pure inutile, perché ha lo scopo di collegare due punti (la passeggiata “Trento e Trieste” con corso Mazzini) che sono già oggi ampiamente collegati da ben due percorsi distinti (attraverso l’ accesso lato-mare della Fortezza e il Fossato della Cittadella, e attraverso il viale Alighieri).

A Savona rimane invece irrisolto il problema di un' opera utile e apprezzata, della quale i cittadini savonesi sentono da troppi mesi la mancanza: la passerella pedonale di via Tobagi, lungo la sponda sinistra del torrente Letimbro.
Va rilevato che in questo caso l' Ufficio Tecnico Comunale aveva predisposto un ottimo progetto, che poi l' architetto responsabile di zona della Soprintendenza Architettonica aveva voluto far modificare, prevedendo una bruttissima struttura in acciaio "rugginoso"  "cor-ten" (uguale alla “passerella” in costruzione sotto al lato-mare del Priamàr).

Il progetto della passerella di via Tobagi prevede una spesa di 250.000 euro; se il Comune l' avesse realizzata entro il 31 dicembre 2015 avrebbe potuto finanziarne metà (130.000 euro) con i fondi europei avanzati dalla ristrutturazione della passeggiata lungomare dal Letimbro al Piazzale Eroe dei due Mondi, ma l' Amministrazione precedente (sindaco Berruti e assessori Lirosi e Di Tullio) se ne disinteressò e così i 130.000 euro furono restituiti alla Regione che a sua volta li dovette restituire alla Comunità europea.

Ben difficilmente la Giunta Caprioglio potrà investire 250.000 euro per la passerella di via Tobagi, nella disastrata situazione in cui si trovano le finanze comunali, e il disagio dei cittadini rimarrà invariato per anni, con l’ assurda barriera di 400 metri tra corso Colombo e il mare (piscina Zanelli e palazzone Meraviglia), che non è affatto mitigata dal nuovo passaggio sistemato a ponente del palazzone Meraviglia-Pittarello. Chi dall' Oltreletimbro scenda lungo corso Ricci e corso Viglienzoni e voglia raggiungere il mare e gli stabilimenti balneari antistanti la chiesa del Sacro Cuore deve (e dovrà per chissà quanto tempo ancora) contornare la piscina o il palazzone Meraviglia, con un lungo percorso comunque di oltre 350 metri, mentre con la passerella si arrivava e si arriverebbe al mare con un percorso di soli cento  metri ...


Lo stesso dovrà fare chi posteggerà l’ auto nel parcheggio sotterraneo pubblico del Sacro Cuore, costato finora tre miliardi di lire (negli anni Novanta), che prima o poi (si spera) sarà ultimato e aperto al pubblico.

Ci sarebbe stata una soluzione che avrebbe dato soddisfazione alle aspettative dei Savonesi per via Tobagi e avrebbe consentito di evitare brutture ed inutilità sul fronte-mare del Priamàr: utilizzare la passerella del Priamàr per via Tobagi, dato che si tratta di "pezzi di ferro" uguali a progetto, facendo eseguire il lavoro di assemblaggio dalla stessa Ditta che li sta montando sotto al Priamàr.

Questa sarebbe stata un' ottima via di uscita per non pagare penali alla Ditta alla quale la Giunta Berruti-Di Tullio aveva appaltato i lavori e si sarebbe così  realizzato qualcosa di estremamente utile per i cittadini e sentito come esigenza non solo da chi abita in corso Colombo, via Boito, via Nizza, ecc., ma anche per chi abita nell' Oltreletimbro, corso Viglienzoni, corso Ricci, corso Tardy & Benech, ecc.

E' un vero peccato che si perda un' occasione di esaudire i desideri dei cittadini e si mandino invece avanti progetti inutili e sconvolgenti. 

Rinaldo Massucco

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