TRUCIOLI SAVONESI 
Settimanale Anno XIII
Numero 577 del 18 Giugno 2017
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LA RASSEGNA STAMPA DELLA SETTIMANA


Ata Savona: commedia degli equivoci o degli orrori? Stampa E-mail
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Scritto da BRUNO SPAGNOLETTI   
ATA SAVONA:
COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI O DEGLI ORRORI?

Basta leggere l’intervista di commiato del Segretario uscente della Lega Nord Paolo Ripamonti, rilasciata al Secolo XIX di qualche giorno fa, per comprendere la delusione, lo stallo e la dialettica politica ben “oltre” che caratterizzano i rapporti, le relazioni e il magro consuntivo di Governo della nuova Giunta di Centro Destra, ben aldilà dei sorrisi di circostanza e del buonismo di facciata.

Non credo di scoprire l’arcano se mi permetto di affermare che uno dei punti di attrito di più acuta sovratensione riguarda L’ATA S.p.A (Azienda Multiservizi Partecipata per l’85% dal Comune di Savona. La polarizzazione delle polemiche e delle giustapposizioni investe da un lato l’Assessore all’Ambiente Pietro Santi, dall’altro il Vice Sindaco Massimo Arecco e dall’altro ancora l’Assessore alle Partecipate Silvano Montaldo; con ricadute dirette sulle divisioni (più o meno palesi o nascoste) tra Forza Italia e Lega Nord e indirette nel complicato sistema di relazioni informali tra maggioranza e opposizione (M5S, PD, Noi per Savona, Rete a Sinistra).

La partita che si gioca attorno ad ATA è politicamente spessa, assai delicata e investe il passato recente, il presente difficile e il futuro incerto di una delle ultime Società Pubbliche della Provincia di Savona di particolare interesse strategico nel ciclo integrato di raccolta trattamento dei rifiuti e di altre attività di Servizio alla Città, sia in termini di assetti societari (pubblici, misti, privati), sia di mission, sia di destino della Società (alienazione o vendita) e dell’occupazione diretta e indiretta.

Si racconta che la particolare delicatezza delle vicende ATA abbia già generato spiacevoli incidenti di percorso sulla compattezza della nuova Giunta con la minaccia (e non solo) di “dimissioni” prima dell’uno, poi dell’altro Assessore interessato e seri grattacapi al Sindaco Ilaria Caprioglio

 


A dirla tutta – non vorrei che sorgessero equivoci di sorta – le responsabilità della decomposizione dell’ATA pesano più sulle passate Giunte di Centro Sinistra che sull’attuale Giunta Caprioglio; anche se, l’Amministrazione della Città in essere, sta facendo di tutto e di più per continuare negli errori del Passato; orrori che porteranno fatalmente al decadimento strutturale della Società Multiservizi.

Se è vero, infatti, che Presidente e Consiglio di Amministrazione sono stati rinnovati qualche mese fa (tempo troppo ridotto) per consumare giudizi definitivi, è pur vero che sono passati già cinque mesi e nulla di sostanziale si è mosso in termini di discontinuità e d’innovazione che possa presagire l’attivazione di un circuito virtuoso per l’Azienda, i suoi lavoratori e il miglioramento dei servizi per i Cittadini savonesi.

La si giri come si vuole, ma l’elemento di continuità nella gestione ATA, è rappresentato dal Direttore Generale Ing. Luca Pesce in carica dal 2010; un Dirigente nominato dalla Giunta Berruti e riconfermato dalla Giunta Caprioglio (i maligni dicono dopo riconversione sulla via di Damasco da PD e dintorni a Forza Italia e dintorni; riposizionamenti che, a volte, possono succedere, ma anche no). Oneri e Onori ricadono, quindi, su Chi ha avuto ed ha le maggiori responsabilità manageriali nella gestione dell’Azienda!

I cittadini si lamentano di una Città che appare sempre più sporca, mentre macchie di degrado – sempre più diffuse – si allargano non solo nelle periferie, ma anche nelle aree centrali della Città.

La raccolta differenziata non sembra fare passi in avanti e la soluzione virtuosa del “porta a porta” è lungi dall’essere non dico praticata, ma anche solo ipotizzata.

Ogni giorno vengono fuori nuove criticità, zone d’ombra e sospetti mai chiariti; zone grigie del passato e del presente, su cui le Cronache Locali spendono chilometri d’inchiostro, mentre i Cittadini restano attoniti, sbigottiti, increduli; una mancata “trasparenza” che alimenta sfiducia e disincanto.

Il pasticcio della mancata chiusura (pur già pagata dal Comune) del Centro di stoccaggio dei rifiuti di Cima Montà dimesso nel lontano 2007 e ancora da bonificare è un “giallo” ancora avvolto dal mistero! Oltre 1,5 milioni di euro già liquidati e si dice che servirebbero altri 600 mila euro per completare l’operazione; con il rischio di pesanti ricadute sulla Tari (Tassa sui rifiuti e i servizi di igiene) che andrebbe a colpire i savonesi, dopo i sacrifici già imposti con il Piano Decennale di Riequilibrio dei Conti del Comune.

Ma il pasticciaccio brutto di Cima Montà è anche un intrigo politicamente rilevante; un ginepraio che potrebbe richiamare diverse responsabilità di Comune e Provincia e potrebbe coinvolgere forze politiche sia del Centro Sinistra, sia del Centro Destra.

Ed è di qualche giorno fa la notizia di un possibile nuovo scandalo che – se confermato – darebbe il colpo di grazia ad un Gruppo Dirigente assai chiacchierato. Non spetta a me emettere sentenze, ma l’intrico (se comprovato) della Cooperativa N&D di Vado Ligure e gli strani intrecci che potrebbero essere provati, griderebbero vendetta  e confermerebbero una gestione quanto meno opaca dell’Azienda pubblica! 

 


 Sono sempre stato contro – da garantista convinto – al teorema di Mani Pulite e di Tangentopoli “non poteva non sapere”, cosi come mi fa sorridere l’adagio ponentino “a mia insaputa”! Epperò l’affaire della Cooperativa Sociale N&R (nonostante le smentite di un Comunicato) è quanto meno strano e discutibile, sia rispetto alle vigenti leggi, sia alla giurisprudenza giuslavorista, sia ai comportamenti etici di correttezza e trasparenza.

Il Comunicato di smentita più che giustificare, getta nuove ombre su una Cooperativa che avrebbe dovuto “offrire occasioni di lavoro a Persone svantaggiate” (Sic!)

I due Responsabili della Cooperativa non sono due netturbini qualunque (anzi mi si dice che non hanno mai preso in mano una scopa e tantomeno l’abbiano mai usata), ma due figure apicali (addirittura Capo del Personale e Responsabile dei Cantieri esterni) molto vicine al Direttore Luca Pesce.

Sul terzo socio meglio stendere un velo pietoso, se è vero - come raccontano cronache e tribunali locali – che si tratterebbe di Leonardo Paradiso, detto “Provolino”, con una Fedina Penale pulitissima e bianca come la droga; insomma, un terzo socio dedito alle buone opere e ai Ragazzi in difficoltà, con una vita spesa a dare lavoro ai Giovani! Mamma mia! Ma torniamo al dunque!

La realtà strategica, produttiva, occupazionale dell’ATA, è sotto gli occhi di Tutti e traccia una “impresa a rischio”, con gravissime problematiche di equilibrio di gestione, nonostante un ottimo portafoglio clienti, un indebitamento da “libri” in Tribunale e un futuro assai in bilico! Eppure è una delle ultime Aziende Pubbliche che possono e meritano di essere salvate, risanate e rilanciate; è una sfida complicata, ma che sarebbe bene tentare di sperimentare e vincere per il bene della Città e dei suoi lavoratori.

Ciò che non è più ammissibile è la continuazione suicida di una gestione dirigistica e accentratrice di quasi tutti i poteri nelle mani di un solo Dirigente con la connaturata apatia del lavoro in Team e il decentramento delle funzioni persino in termini di relazioni industriali, rapporti sindacali e gestione contrattuale delle risorse umane.

Molti lavoratori mi hanno scritto e molti interlocutori mi hanno socializzato fatti e misfatti avvenuti all’interno dell’Azienda negli ultimi anni! A parte le vicende spassose e surreali di Carnevalate in costume in linea con i Poteri Assoluti di Cesare e Cleopatra (ma come si fa? Commedia degli errori o Tragedia degli orrori?), il quadro che emerge è tanto critico da porre più di una domanda per un’Impresa – potenzialmente sana – che sta per essere condotta al Capolinea della disfatta, del fallimento e della liquidazione di business, portafoglio ordini, tecnologie, competenze, know how, risorse umane e occupazionali.

 


A quanto ammonta il debito consolidato dell’Azienda in un’Impresa che ha un giro “certo” di affari di oltre 22 milioni euro? E, com’è possibile si sia arrivati nello stadio quasi comatoso in essere, tanto che i fornitori ormai consegnano con il contagocce, quando non si rifiutano di assicurare ulteriori prestazioni a rischio?

L’impossibilità di procedere al ripristino del Turn Over, di garantire un flusso di nuove assunzioni anche in linea con le moderne competenze di un’Impresa, sta mettendo in grave sofferenza gli organici e sta rendendo quasi impossibile poter svolgere efficacemente le attività di servizio; una forza lavoro di circa 114 unità, di cui ben 33 (quasi il 29%) in attività impiegatizie e di supporto, 20 impegnati in attività esterne e comunque diverse da raccolta e spazzamento, una età media di 56 anni (cosi mi si dice).

Con un siffatto organico e al netto della quota ordinaria e naturale della forza lavoro in ferie o malattia (mediamente sei degenze lunghe annualmente) è quasi un miracolo assicurare il Contratto di Servizio.

In queste condizioni e con siffatti vincoli, un Management che si rispetti degno di questo nome assume il nodo dell’Organizzazione del Lavoro come la Priorità delle Priorità e avvia un negoziato serio con le OO.SS dei lavoratori per trovare le giuste soluzioni di flessibilità e produttività, accompagnate dai necessari riconoscimenti salariali e professionali di cui la cucina negoziale e la contrattualistica è piena per Chi abbia voglia di conoscere e sapere.

E, invece, si è scelta la strada scellerata della divisione, della ricerca ostentata dello scontro, alimentando un pericoloso clima di caccia alle streghe e contribuendo a creare tra i lavoratori una condizione insopportabile di esasperazione mal digerita (3 licenziamenti – 4 pedinamenti – pratica di lettere anonime e persino riconversione di un’Organizzazione Sindacale ad usum Delphini); almeno cosi mi si racconta, socializza e documenta!

Il resto che non va è noto: alto debito con FC Riciclaggi che per la sua posizione di forza “fa e disfa a suo piacimento”, ingombranti ovunque con la stazione ecologica mobile continuamente piena ( per cui molti pezzi restano a terra), difficoltà ad avere un aiuto dai vigili per auto in divieto di sosta previsti sia per i lavaggi il giovedì sera sia qualche volta la mattino per la spazzatrice, etc. etc.

E, qui mi fermo per il momento e per carità di Patria.

Ora non ci sono più alibi né scusanti ed è venuto il momento in cui Ognuno si deve prendere le sue responsabilità: Azienda, Direttore, Consiglio di Amministrazione, Sindaco, Vice Sindaco, Assessori all’Ambiente e alle Partecipate, Giunta e Consiglio Comunale.

Come le nozze non si fanno con i fichi secchi, cosi i Piani Industriali (di cui, peraltro, non si intravede neppure l’ombra) non si fanno senza un euro di risorse disponibili ad un minimo di investimento a meno di non confondere progetti di risanamento/rilancio con ipotesi strategiche di dismissioni e chiusure!

L’ATA non può ancora sopportare altri cinque mesi di paralisi e non scelte (sia che la Commissione d’indagine preventivata sia secreta tata o meno)! Occorre da subito dare qualche segnale di innovazione almeno sul terreno di Relazioni Industriali Avanzate e riposizionare al centro delle scelte strategiche l’organizzazione del lavoro e il giusto rapporto tra prestazione, flessibilità, produttività, efficienza e riconoscimenti salariali e professionali!

Altro non c’è o è tutta fuffa! Se ci siete battete un colpo! Oppure sarete Tutti Responsabili di aver distrutto un’altra Impresa Pubblica in Provincia di Savona!

 

    BRUNO SPAGNOLETTI

 

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