di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 684 del 10 novembre  2019
Tel. 346 8046218
NUOVO AEROPORTO DI ALBENGA Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Berriolo e Guido Luccini   
Uno studio spiega lo stato attuale e le soluzioni capaci di offrire vere garanzie
NUOVO AEROPORTO DI ALBENGA-CERIALE E DUE PORTICCIOLI
SFIDA VINCENTE PER LA MARTORIATA LIGURIA OCCIDENTALE
Mettere finalmente le ali allo sviluppo turistico ed economico non è un sogno
 

Due stimati tecnici savonesi che da anni studiano le maggiori problematiche della provincia di Savona, hanno deciso di riproporre un piano strategico di concreto, sano rilancio della piana albenganese e non solo. Non sono professionisti che devono mettersi in mostra. Al carro di questo o quel gruppo di interessi. La loro esperienza sul campo, la conoscenza del territorio, ha spinto Giorgio Berriolo e Guido Luccini a farsi promotori di uno studio approfondito, rinnovato rispetto a proposte avanzate, senza fortuna, in passato. Non si tratta di teoremi “politici”da funamboli, ma di un modello di sviluppo di un’area che da troppi anni ascolta soprattutto annunci. Con un’agricoltura ed un turismo sempre più in crisi, perdenti. In un crescente clima di sfiducia e rassegnazione, dissoluzione del tessuto socio-economico. Si può essere o non essere d’accordo, importante è il confronto su aspetti concreti, analisi reali. Ovvero dati e conti alla mano. Volare alto. La capacità della politica e del mondo associativo (nessuno escluso) di saper raccogliere la sfida del futuro. Sarà finalmente la volta buona?Non sono maturi i tempi, persistendo una miopia contagiosa che sta provocando disastri a ripetizione? Sicuramente non è un “progetto dei sogni”.

LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DELLO STUDIO

Lo sviluppo turistico ed economico della Liguria Occidentale, ha necessità di incrementare i traffici aerei e di disporre di efficienti strutture per il diporto nautico.

L’attuale Aeroporto Panero di Villanova di Albenga non pare in grado di assicurare un accettabile sviluppo dei collegamenti aerei, specie per quanto riguarda le necessità connesse con il turismo, mentre la zona attende da anni la realizzazione di porti turistici.

La lunghezza ridotta della pista (1300ml) e la pratica impossibilità di prolungarla ( per la aderenza all’alveo dell’ Arroscia) limitano decisamente la sua funzionalità.

A tale handicap si aggiunge il fatto che un possibile aumento dei voli, accentuerebbe enormemente gli inconvenienti di natura ambientale già oggi presenti.

Si consideri infatti che le rotte di decollo attualmente interessano zone intensamente abitate della piana di Albenga, con crescente impatto acustico, ma anche con gravissimi problemi di sicurezza per la popolazione presente.

1) Fattori condizionanti la localizzazione.

La localizzazione di una struttura aeroportuale nella Liguria Occidentale deve tenere conto dei seguenti fattori:

- Rispetto ambientale

- Rispetto Acustico delle zone urbanizzate sulle rotte di decollo e atterraggio

- Prevenzione da danni alle zone urbanizzate.

- Collocazione rispetto agli aeroporti esistenti e grande viabilità, nonché rispetto alla topografia costiera ( rilievi ) ed al regime anemometrico.

- Possibilità di affiancare la costruzione dei porti turistici di Albenga e Ceriale

- Reperimento delle aree e costo di realizzazione.

- Collegamenti viabili con la grande viabilità.

Considerato inoltre che appare impensabile il reperimento di un’area, delle dimensioni necessarie in zona interna, come di un oneroso spianamento di rilievi , con i relativi aspetti ambientali, non rimane che la possibilità del collocamento a mare.

2) Localizzazione.

Tutto ciò premesso, considerate le varie possibilità che attualmente si offrono, siamo giunti alla conclusione che si possa ipotizzare la costruzione di un nuovo aeroporto dinanzi al litorale , compreso tra Ceriale e la foce del fiume Centa, su un fronte di 2.300ml. (sviluppo probabilmente riducibile in sede di progettazione )

Il litorale tra Albenga e Ceriale offre la possibilità dello inserimento di una infrastruttura articolata in un Aeroporto, dotato di pista di 2200ml (contro i 1300 attuali ) e di due porti turistici da circa 800 posti-barca ciascuno, collocato rispettivamente a 93 km dall’aeroporto di Genova, 112 da quello di Nizza e 90 da Cuneo .

E’ del tutto evidente che, in tutta la Liguria occidentale non esistono diverse alternative per la realizzazione di un aeroporto funzionale che consenta atterraggi e decolli sicuri, per la salvaguardia degli abitati e in assenza di inquinamento acustico.

La prevista costruzione di porti turistici per i comuni di Albenga e Ceriale, non inquadrati nella previsione di una tale, ormai indispensabile infrastruttura, ne renderebbe quindi definitivamente priva la Liguria occidentale, con un enorme danno per il suo futuro sviluppo. 

Si consideri al riguardo che la vicina costa Azzurra ha provveduto ad attuare i suoi aeroporti proprio in corrispondenza di una situazione topografica molto simile (foce del fiume Vaar)

3) La proposta.

L’unito schema illustra la possibilità di realizzare un aeroporto dotato di una pista di 2.200ml (contro 1300ml dell’attuale Panero) in grado, anche per il contesto climatico e topografico molto favorevole, di far fronte ad ogni necessità presente e futura, affrontando, nel contesto, anche le aspirazioni portuali di Albenga e Ceriale.

La lunghezza della pista è essenziale per evitare incidenti in atterraggio e decollo e deve essere adottata in ragione delle condizioni ambientali ( regime anemometrico e climatico nonché condizioni ambientali ed urbanistiche in corrispondenza delle rotte di decollo e atterraggio..

La pista di 2.200 ml,1 nel contesto topografico e climatico, è certamente sufficiente, Genova con una pista di 3.000ml, considerato il contesto di ubicazione e climatico (vento di tramontana) è molto meno sicura e così pure Cuneo con 2400ml (neve e ghiaccio).

E’ previsto l’inserimento di due porti turistici della capacità di circa 800 posti barca ciascuno, ai due lati, a disposizione dei due Comuni.

4) Aspetti ambientali.

Il litorale in questione è attualmente quasi totalmente inutilizzato dal punto di vista balneare e degradato in quanto orlato da scogliere aderenti (a difesa del rilevato ferroviario da dismettere) mentre le aree retrostanti, in gran parte destinate ad uso agricolo, sono caratterizzate da scarsi insediamenti abitativi.

Non pare pertanto che sussistano insormontabili preoccupazioni dal punto di vista dell’impatto ambientale, paesaggistico e urbanistico.

Le rotte di decollo e di atterraggio si sviluppano totalmente sul mare con grande vantaggio per l’inquinamento acustico e la sicurezza delle fasce sorvolate .

Dal punto di vista dell’equilibrio delle spiagge, sussistono, è bene rilevarlo, fondate preoccupazioni per quanto riguarda la spiaggia di Ceriale.

Gli studi compiuti in passato e le constatazioni recenti, dimostrano che la spiaggia di Ceriale sarebbe seriamente danneggiata da qualsiasi opera aggettante costruita a ponente.

Con ciò peraltro non si vuol affermare che questo fattore sia insuperabile ma certamente dovrà essere tenuto nel debito conto prevedendo con l’opera (certo di importo tale da sopportarne l’onere) gli interventi necessari per assicurare la stabilità dell’arenile di Ceriale.

5) Collocazione rispetto alla topografia costiera ed al regime anemometrico.

Sotto tali profili la collocazione appare ottimale, non esistono infatti, a nostro parere, nella Liguria occidentale, alternative migliori.

La collocazione su un promontorio detritico piatto ed aggettante, con una retrostante piana di ragguardevoli dimensioni, è ottimale dal punto di vista topografico.

Per quanto riguarda il regime anemometrico, la piana di Albenga, a differenza di quanto riguarda Genova, è caratterizzata da venti molto moderati.

La nebbia e ancor più la neve ed il ghiaccio, sono sconosciuti e pertanto il nuovo aeroporto potrebbe, sotto l’aspetto climatico, costituire una preziosa struttura complementare rispetto a Genova, Milano e Cuneo.

6) Collegamanti con la grande viabilità.

Le aree immediatamente retrostanti non sono ancora congestionate per cui appare relativamente facile raggiungere il nodo autostradale di Leca da cui si accederà anche alla prevista autostrada Carcare- Predosa.

7) Reperimento aree, costi di realizzazione e recupero aree di Villanova.

Il reperimento delle aree a mare non pone grossi problemi.

Inoltre questa è praticamente l’unica fascia costiera della Liguria, caratterizzata da fondali poco elevati

Il materiale di riempimento potrebbe essere, almeno in parte, fornito dalla risulta di trafori e trincee necessari per lavori di viabilità (ad esempio dalla prevista nuova autostrada Albenga Carcare- Predosa)

Oltre a ciò si deve considerare che le recenti ricerche a mare di sabbie relitte, attualmente in fase di completamento, da parte della Università di Genova, su finanziamento della Regione Liguria, hanno già individuato la possibilità di ottenere per refluimento dai fondali ingenti quantitativi di sabbie.

E’ probabile che non tutte le sabbie che saranno reperite, possano essere usate per il ripascimento delle spiagge e che grandi quantità, inadatte granulometricamente, possano essere usate per i riempimenti necessari per la nuova opera, con forte riduzione dei costi rispetto ai materiali terrestri.

Non è infine da scartare la possibilità di realizzare, almeno parte dei sedimi necessari, specie per la fascia esterna ( piste ), mediante la costruzione di una piattaforma in c.a. sostenuta da palificata, in quanto i carichi da sopportare sono relativamente ridotti.

Le considerazioni di cui sopra rendono evidente che il costo dell’opera risulterebbe decisamente ridotto, rispetto qualunque alternativa, mentre, nel caso che sia possibile utilizzare sabbie relitte, per i riempimenti, si potranno evitare pesanti ripercussioni sulla viabilità nella fase di realizzazione.

Occorre infine tenere conto che l’operazione libererebbe l’area attualmente occupata dall’Aeroporto esistente e relative pertinenze (con una superficie complessiva di oltre 100 ettari.)

E’ evidente come la disponibilità di una tale area, in una zona strategica per lo sviluppo regionale, aprirebbe possibilità di enorme interesse dal punto di vista urbanistico e finanziario.

8) Realizzazione graduale.

Nel caso non fosse possibile la realizzazione contestuale dello intero complesso è possibile prevedere inizialmente la costruzione dei soli due porti turistici, strutturati ed ubicati in guisa da consentire, in un secondo tempo, la realizzazione dell’aeroporto.

E’ evidente che la costruzione di una struttura portuale, non inquadrata in tale previsione, renderebbe impossibile la futura realizzazione.

Ing. Giorgio Berriolo - tel. 019 743262 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per. Ind. Guido Luccini

tel. 019 800788 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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