TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 681 del 20 ottobre  2019
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Arma di Taggia Stampa E-mail
Scritto da Claudio Mazza   

Arma di Taggia: Dopo un anno non si sa quale sorte sarà riservata all’edificio

che ospitava la Scuola Elementare Papa Giovanni

 

Tra due settimane sarà già un anno che la Scuola Elementare Papa Giovanni è stata chiusa per gravi carenze strutturali, riscontrate nel corso delle verifiche finalizzate alla riduzione del rischio sismico, previste dall’ordinanza del Consiglio dei Ministri emessa in data 8 luglio 2004. 

La chiusura della scuola Papa Giovanni, avvenuta il giorno 8 luglio 2009, creò diversi problemi all’amministrazione comunale. La scuola elementare fu trasferita nel plesso scolastico che ospita la Scuola Media Pastonchi, in viale delle Palme. Da questo stesso plesso – per permettere la sistemazione dei bambini delle elementari – furono sfrattati gli allievi della sezione staccata dell’Istituto Professionale Alberghiero e, a loro volta, trasferiti nell’edificio che ospita la Scuola Elementare G. Mazzini in via Levà. Oltre le proteste dei genitori della scolaresca delle elementari, i quali si opponevano che i loro bambini si unissero con gli alunni dell’alberghiero nonché le rimostranze di questi ultimi per dover percorrere un tragitto molto più lungo (un’ora a piedi circa come si legge su L’Eco della Riviera del 17/06/2010), per spostarsi dalle aule in via Levà e raggiungere i laboratori ubicati nella sede dell’Istituto Alberghiero sito sul lungomare; si aggiungevano i pettegolezzi e illazioni che venivano fatte dai cittadini.

 

Martedì 15 c.m. si è svolto in Villa Boselli l’incontro pubblico durante il quale il sindaco, Vincenzo Genduso, ha voluto presentato i risultati della seconda perizia eseguita sull’edificio che ospitava la Scuola Elementare Papa Giovanni. E stato pure proiettato un filmato che mostrava alcune fasi dei prelievi del calcestruzzo e i carotaggi da sottoporre alle prove di resistenza alla compressione.

 

Per quanto riguarda le carenze strutturali, le due perizie concordano ma differiscono sostanzialmente nelle soluzioni da adottare. Nella prima perizia si legge: “Non appare quindi sensato prospettare i soliti interventi di adeguamento e di miglioramento quando il problema principale è da ricercarsi nella scarsa qualità dei materiali confezionati in opera”. La relazione peritale si conclude con la stima dei costi per la demolizione dell’edificio (€ 1.687.244,00) e la costruzione di un nuovo edificio scolastico per un importo di € 3.300.000,00. Nella seconda perizia invece, eseguita da un altro ingegnere, è stata fatta una stima per il consolidamento e l’adeguamento sismico dell’attuale edificio, il cui costo è di € 1.612.500,00 al quale si aggiungono gli oneri per la sicurezza.

 

Molto probabilmente la seconda perizia non sarebbe stata fatta se il capogruppo PDL (dell’opposizione) non l’avesse richiesta con determinazione facendo notare, giustamente, che prima di abbattere un immobile comunale bisogna chiedere come minimo un secondo parere, se non un terzo (Si veda Il Secolo XIX del 17/09/2009).          

      

Commentando il filmato, il sindaco Genduso e il consigliere delegato alla Pubblica Istruzione, Roberto Orengo, hanno criticato con amarezza le illazioni che si sono sparse in città alludendo a chissà quali fini e speculazioni si celano dietro la chiusura della scuola Papa Giovanni. Se ciò si è verificato non è solo colpa delle “voci tendenziose e scriteriate” come definite dal sindaco (rapportate da La Stampa del 17/06/2010), ma anche dell’amministrazione comunale che, a mio avviso, dopo aver chiuso la scuola facendo un atto dovuto si è mossa in modo sbagliato e alquanto precipitoso. Ad esempio: Già dall’annuncio della notizia della chiusura della scuola Papa Giovanni, sulla prima pagina del Secolo XIX (edizione del 09/07/2009), sotto la fotografia che mostrava Obama e Burlusconi fra le macerie del terremoto dell’Aquila c’era un altro articolo su Arma di Taggia nel quale si leggeva: “Questa scuola sta crollando. La scuola elementare di via Papa Giovanni di Arma di Taggia, che risale agli anni 1960 e fino a ieri accoglieva 90 bimbi dei corsi estivi, è stata sgomberata dopo i controlli antisismici. Il sindaco: va demolita”. Sul giornale si leggeva la dichiarazione del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Arma: “Sono rimasta sorpresa – affermava Daniela Siffredi –, non mi sarei mai aspettata che si arrivasse a una soluzione di questo genere, alla chiusura definitiva della scuola”. All’indomani sullo stesso quotidiano si leggeva: “Il Comune ha ritenuto opportuno, ed economicamente conveniente, procedere alla demolizione dell’edificio per costruirne uno ex novo, piuttosto che rimediare alle carenze strutturali. Costruire una nuova scuola costerà tra i 5 e 6 milioni di euro, somma che il Comune non possiede”. Nell’articolo si leggeva che il Comune valutava tre soluzioni: “La prima è di vendere l’area in cui sorge la scuola a privati, attraverso un bando che abbia come base d’asta la stessa somma necessaria a realizzare il nuovo plesso. In quel caso le elementari verrebbero realizzate altrove. Il secondo, è di permutare la stessa area con un’altra dove vi sia una struttura già pronta, destinandola all’uso scolastico (non esiste un’altra area già pronta da destinare ad uso scolastico ndr). La terza, trovare i fondi senza dover procedere a vendite o permute, abbattendo l’immobile e costruendo nello stesso punto la nuova scuola”. Prima di dichiarare di voler abbattere la scuola, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto di sua propria iniziativa fare eseguire una seconda perizia senza che nessuno glielo chiedesse. Anche l’incarico per i carotaggi da eseguire sull’edificio scolastico per verificare la qualità del calcestruzzo, affidato alla ditta di un assessore alimentò i pettegolezzi e sollevò vive proteste da parte dei gruppi di opposizione. L’amministrazione comunale si giustificò dicendo che in Liguria ci sono solo quattro laboratori qualificati per i suddetti interventi, che erano impegnati, e vista l’urgenza l’incarico fu affidato al laboratorio dell’assessore. Al direttore del laboratorio (dell’assessore) fu assegnato il compito di fare la perizia. Anche quest’ulteriore incarico fece discutere. Chi amministra il Comune di Taggia forse ignora che gli enti pubblici (e i privati) possono rivolgersi al laboratorio dell’Università di Genova - Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni - in viale Cambiaso 6 (tel. laboratorio 010-35 32 526), per fare eseguire carotaggi e le analisi sui materiali di costruzioni e affidare ai suoi docenti l’incarico per eseguire le perizie. Molti Comuni in Italia al fine di conferire la massima trasparenza e ottenere diagnosi di alto livello si sono rivolti alle università. Ad esempio, i Comuni di Orvieto e di Perugia.      

 

Dopo un anno, sarebbe più giusto dire dopo la seconda perizia, l’amministrazione comunale ha optato diversamente. Il quotidiano La Stampa, edizione del 17 giugno scorso, diffondendo la notizia sull’incontro pubblico avvenuto martedì 15 c.m. in Villa Boselli rapportava (tra virgolette) le soluzioni prospettate dal sindaco Genduso che trascrivo di seguito: “Demolire l’edificio e ricostruirlo. Procedere a una demolizione che conservi, comunque, parti compatibili. Costruire altrove un complesso che ospiti materne, elementari e medie”.

 

Durante l’incontro col pubblico il sindaco Genduso ha detto che l’amministrazione comunale sta cercando, con la collaborazione dei professionisti incaricati di elaborare il P.U.C., un’area dove potrebbe essere realizzato il nuovo plesso scolastico. Il sindaco però non ha precisato con quali fondi sarà realizzato e quale sarà la sorte del terreno dove sorge l’edificio scolastico in via Papa Giovanni, nel centro di Arma.

 

Claudio Mazza

 

25 giugno 2010

 

http://www.leonardo666.splinder.com

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