di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 687 del 1 dicembre  2019
Tel. 346 8046218
Fannulloni o assentisti Stampa E-mail
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FANNULLONI O ASSENTEISTI

Tutti possono essere ricondotti ad un gruppo più generico: truffatori.

In questo particolare momento economico del nostro Paese avere un lavoro è un'occasione da non sprecare, soprattutto per chi può fare affidamento su un posto fisso, tra i più rari e ricercati ormai. Il tasso di disoccupazione, che fino a qualche mese fa sembrava destinato ad abbassarsi, è nuovamente aumentato, e questo dovrebbe di per sé essere un motivo più che valido per indurre chi il lavoro lo ha a non correre il rischio di perderlo, senza cercare forme alternative di guadagno, come nel caso del trading online (dettagli su http://www.migliorcontocorrente.org/piattaforma-trading-demo.htm).

Eppure così non è e come si dice dalla notte dei tempi, chi ha il pane non ha i denti e viceversa.


 Così c'è chi, sul posto di lavoro, si permette anche il lusso di fare il furbetto. Le cronache sono piene di fatti che riportano questa brutta attitudine che sembrerebbe tipicamente italiana. Si va dai fannulloni agli assenteisti, ma tutti possono essere ricondotti a un unico gruppo più generico: i truffatori. Sì perché chi non fa come dovrebbe il suo lavoro o chi non va nemmeno a lavorare pur percependo uno stipendio, altro non è che un truffatore, ma non solo dello Stato, lo è in primo luogo dei suoi stessi connazionali. Davanti agli stenti di diverse famiglie che non riescono nemmeno ad avere l'indispensabile, dove c'è chi si vede costretto a chiedere prestiti Inps per tirare avanti fino a un momento migliore (dettagli su http://www.zonaprestiti.com/prestiti-inps.htm), ci sono quelli che si permettono di mettere a rischio il proprio posto.

Ora però sono arrivati i licenziamenti e diversi altri provvedimenti finalizzati a riportare la situazione entro dei termini accettabili. Proprio grazie a una serie di controlli più severi e a un bel giro di vite sono arrivati i controlli anche negli uffici di Poste Italiane di Genova. Esistono infatti delle ditte che, con quelle che in gergo vengono chiamate lettere civetta, riescono a verificare le tempistiche delle spedizioni e quindi a calcolare se effettivamente chi lavora sta svolgendo il proprio lavoro come dovrebbe oppure se si sta perdendo tempo.


 Purtroppo però tra gli uffici di Poste Italiane qualcuno è venuto a conoscenza del nome dei mittenti delle lettere civetta mandando all'aria tutti i controlli. Infatti, chi era a conoscenza di tali nomi ha fatto in modo che queste lettere segnalate avessero una corsia preferenziale, rispettando così le tempistiche. Ora però, dopo essere stati scoperti, diversi dirigenti attendono il giudizio della magistratura.

 

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