di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 685 del 17 novembre  2019
Tel. 346 8046218
Riparliamo del programma Stampa E-mail
Scritto da MILENA DEBENEDETTI   
Riparliamo del programma

 Premettiamo una considerazione doverosa: non vorremmo mai che il concetto da sempre espresso dal MoVimento, che i cittadini devono partecipare e non votare e delegare, devono collaborare alla definizione del programma, e che gli eventuali eletti sono solo portavoce in qualche modo intercambiabili, eccetera, venisse interpretato per confusione, pressapochismo, alibi per nascondere un vuoto di idee e un agire da dilettanti.


Perché noi siamo protesta e non proposta, perché tutti sono capaci di criticare… le conosciamo bene queste cantilene.

In realtà, le idee di base le abbiamo chiare eccome.  E basterebbero quelle per imbastire fior di programmi, declinandole su scala locale.  Nostro punto di riferimento è partire dalle cinque stelle, i cardini: Ambiente, Acqua, Sviluppo, Connettività, Trasporti.  

Non abbiamo la pretesa di essere tuttologi,  o di promettere mari e monti, sappiamo solo che partendo da questi punti di riferimento, e improntando ad essi  le politiche e le decisioni su ogni argomento importante, si potrebbe ottenere una società migliore, una qualità della vita migliore.  Rilanciare il benessere in tutte le sue forme, compreso il lavoro e la dignità. Non è questo, non dovrebbe essere questo il fondamento di ogni buona amministrazione? Accompagnato e condito dalla trasparenza, dalla lotta agli sprechi, dall’efficienza, dall’abolizione di privilegi, prebende, poltrone inutili, rendite di posizione,  regalie e clientele, dalla valorizzazione delle persone, dalla riduzione dei costi e delle partecipazioni, senza guardare in faccia né temere alcuno.

Per dimostrare che siamo coerenti, ecco cosa scrivevo su Trucioli quasi cinque anni fa, poco prima delle precedenti elezioni...LEGGI

 Lo potrei ripetere pari pari adesso.  Questo dimostra che, contrariamente a molti altri, non abbiamo cambiato idea, non stavamo intortando nessuno, abbiamo chiaro in mente cosa vorremmo realizzare, ci crediamo fermamente e lo crediamo tutt’altro che utopico, tutt’altro che difficile da declinare in azioni concrete.

 

Con una differenza mica da poco, rispetto a cinque anni fa: lo abbiamo già dimostrato nei fatti, su scala nazionale e locale. Non solo siamo cresciuti molto da allora, ma stiamo anche amministrando delle città, con risultati apprezzabili, con azioni magari diversificate (i Sindaci non sono fatti con lo stampino e non obbediscono ad alcun Grande Fratello occulto, né tanto meno a interessi di coalizione e partito), ma comunque improntate al buon senso e al concreto, per far risparmiare e vivere meglio i cittadini.

Quanti politici di varia estrazione potrebbero dire lo stesso, sui programmi? Quanti potrebbero rispolverare quelli di qualche anno fa,  e dimostrare cosa hanno realizzato, dimostrare la coerenza e la linearità d’intenti?

Qualcuno sì, certo. Non pensiamo di essere i possessori assoluti del verbo.  Ma pochini pochini, specie fra chi ha incarichi amministrativi e non di opposizione perenne.

 

Ricordiamo anche, a chi insiste su grandi nomi, alleanze, supertecnici o altro, che i Sindaci di cui sopra sono ed erano persone normali, perfetti sconosciuti, solo dotati di onesta buona volontà.

Non crediamo sia necessario dettagliare più di tanto  o proporre idee grandiose.  Poche azioni semplici già permetterebbero di realizzare molto.  Un passo alla volta, si arriva anche al grandioso. Spesso prima del previsto. Anzi, vi dirò di più: come spesso ci accade, ad annunciarle troppo,  le buone idee ci verrebbero immediatamente copiate da altri. Il che non vuol dire che non esistano programmi simili al nostro, o gruppi e persone che si ripromettano obiettivi simili, in buona fede. Ripeto, non pretendiamo l’esclusiva del buon senso.

Solo che esistono parecchi altri in cerca di spunti per intortare, più che altro, gli elettori. Per infiocchettare, per fingersi diversi e alternativi, per riverginarsi un’ennesima volta, pronti ad allearsi subito dopo coi vincenti, e lasciarli realizzare tutt’altri programmi, in cambio di poltroncine.  Lo abbiamo già visto accadere, risuccederà di nuovo.  Purtroppo elettori ideologici ci cascano sempre, e anche gruppi e liste civiche in buona fede credono davvero sia questa la scorciatoia, allearsi con gli alleati di chi ci amministra, male, da decenni, o coi loro presunti oppositori.

 I programmi son quasi tutti belli, quasi tutti prospettano mirabilie, attenzione al sociale, progresso e grandi opere nel rispetto di persone e ambiente.  (A parte la copertura del Letimbro sponsorizzata da Marson o i peana cementizi, pro piattaforma e Margonara, di Bagozzi, per rimanere alle precedenti elezioni. Del resto, desaparecidi entrambi dal Consiglio, desaparecida con ignominia l’IDV, frantumata subito la presunta coalizione di centro destra. Qualcosa vorrà pur dire. )

Nessuno vi dirà mai: voglio lasciare l’Autorità Portuale libera di agire a suo piacimento, senza vincoli e senza richieste nel bene dei cittadini. Voglio lasciare che gli speculatori, i grandi cementificatori abbiano vita facile a realizzare i loro profitti, in cambio di oneri di urbanizzazione discutibili. Voglio o lascerò fare il deposito di bitume, il Crescent 2, il tombamento cementizio del lungomare.

Non vi hanno detto che il no a Margonara era soprattutto per prendere tempo, perché le sinistre si facessero belle col loro elettorato, ma nessuno forse ha mai pensato veramente di rinunciare, troppi impegni presi, troppi legami.  Al massimo iter processuali e risarcimenti li pagano solo i cittadini, e poi si riparte, come ora stanno facendo.

 

Non vi hanno detto che l’Aurelia bis sarebbe stata lasciata andare per la sua inutile, devastante strada,  subita e pasticciata, senza il coraggio di fermarla opponendosi al partitone degli appalti e delle coop cementizie, a costo di pagare una penale accettabile, finché si era in tempo. (Ma non è detto: gli estremi per opporsi, almeno dopo la prima variante, probabilmente ci sarebbero stati. Ciò che sta venendo fuori ora, su scala nazionale, a proposito di opere come questa, qualche sospetto lo lascia.)

Nessuno vi dirà: vogliamo continuare a privatizzare beni e servizi, per darli in gestione a società e coop amiche, che ci lucreranno sfruttando i lavoratori. Vogliamo distribuire e creare poltrone per politici trombati di competenza discutibile, mantenere partecipate anche ad hoc, lautamente foraggiate. 

Vogliamo continuare negli appalti al massimo ribasso, con ditte che poi falliscono e ci lasciano nei guai. Vogliamo reiterare la politica delle varianti in corso d’opera.  Vogliamo chiedere e incassare fondi europei senza un chiaro ed efficiente piano di sviluppo,  per poi spenderli in progetti frettolosi, inutili o dannosi, per rimodularli, o addirittura doverli restituire.

Non ve lo dicono, non ve lo diranno. Ma è ciò che fanno.

Si venderanno come no al cemento e baluardo delle sinistre  il “fermo” stop  a Binario Blu, vero o presunto che sia, magari concordato con un costruttore che non ha interesse a edificare ora, ma attende  tempi migliori.


Mentre edificheranno orride torri sul bagnasciuga, e una passeggiata a mare che, dalle prime immagini dei progetti, creerà altri problemi in una estetica pure discutibile. D’altra parte, lo slalom fra i palazzi sarebbe arduo pure per Bode Miller.

Non ve lo dicono, non ve lo diranno. Ma è ciò che fanno.  Il Sindaco Berruti aveva meravigliosi progetti per S. Chiara, come cardine del programma.

Ciò che abbiamo ora è la spianata bitumata e strisciata, costata 55000 euro, fra tutto. 

Noi non possiamo né vogliamo promettervi grandi opere, grandi progetti, rivoluzioni urbane. Non in cinque anni.  Abbiamo il peso di scelte vincolanti già prese, di un debito pubblico importante,  di derivati che inizieranno ora a manifestare il loro peso negativo. Siamo realisti: vogliamo ripartire dalla trasparenza, da una buona amministrazione spicciola, libera da vincoli esterni, per realizzare (e anche qui,  non ci vorrà un giorno, non possiamo darvelo come immediato) un bilancio  e una democrazia partecipati, una gestione interattiva e aperta dei fondi pubblici e delle tasse dei cittadini.

Da qui, può discendere tutto il resto. Da qui si può ripartire su basi migliori. Nel frattempo, qualcosa di buono si può già imbastire o mettere in atto, basta volerlo, basta cambiare le priorità. Non tutto ciò che è buono e positivo, è elaborato e costoso e impattante. Anzi, spesso accade l’opposto. Per esempio nel trascurato campo dell’informatica. (La stella connettività.)

 Una scommessa, con noi e con i cittadini, da vincere piano piano.

Certo, avremo molte ostilità, molte forze contro, compresi i famosi “poteri forti”.

Con i quali, però, non ci mettiamo necessariamente in conflitto o in antagonismo in nome del presunto “no a tutto” (altra comoda leggenda metropolitana, come fosse colpa nostra se si propongono solo scempi): vogliamo semplicemente dimostrare che si possono ottenere guadagni non disprezzabili e imbastire progetti remunerativi,  riuscendo al contempo a migliorare la qualità della vita e il benessere anche economico dei cittadini.  Vogliamo superare diffidenze preconcette e proporci come interlocutori credibili, per chiunque, anche fra imprenditori e manager pubblici e privati, abbia a cuore anche il bene e il futuro del proprio territorio, oltre al tornaconto economico.

Eccoci qui, dunque.  Non promettiamo, non lanciamo iperboli, ma ci impegniamo a mantenere sempre collegati e coerenti parole, intenzioni e fatti.

Vi pare poco? Rileggetevi i programmi di partiti, coalizioni, candidati di quasi cinque anni fa.  Se li trovate, perché chissà come mai sono archiviati molto rapidamente… E poi chiedetevi quante delle mirabilie promesse corrispondano alla realtà.

Confrontateli con quelli che hanno realmente fatto, con quello che proporranno ora e chiedetevi quanto saranno credibili, alla luce del pregresso.

Poi decidete liberamente a chi affidarvi.

 

Milena Debenedetti Consigliera del Movimento 5 stelle

 

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