di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 685 del 17 novembre  2019
Tel. 346 8046218
Il Volto della memoria (ventitreesima parte) Stampa E-mail
Scritto da ALDO PASTORE   
 IL VOLTO DELLA MEMORIA
(VENTITREESIMA PARTE)

- In data 9 marzo 2015, è comparso, sul quotidiano IL SECOLOXIX,  Pagina 16, a firma di SILVIA CAMPESE un pregevole articolo così intitolato:

 . L’UNIONE EUROPEA PREMIA L’UNIVERSITÀ DI LEGINO PER GLI OBIETTIVI RAGGIUNTI

       AL CAMPUS NASCE LA CITTÀ DEL FUTURO

        . ENERGIA PULITA AUTOPRODOTTA, PALAZZI “INTELLIGENTI”, CONSUMI ABBATTUTI

- Per comprendere appieno gli ARGOMENTI, di fondamentale importanza, trattati nell’articolo, ci limitiamo a riprodurre integralmente la sua parte iniziale:

 “ENERGIA AUTOPRODOTTA DA FONTI RINNOVABILI E DA GAS BRUCIATO; PALAZZI “INTELLIGENTI” CHE SI AUTOREGOLANO A LIVELLO ENERGETICO, OLTRE A UN TAGLIO

DELLE BOLLETTE DEL 30 PER CENTO: NON È UN SOGNO FUTURIBILE, MA È LA REALTÀ DEL CAMPUS UNIVERSITARIO DI LEGINO. UN PICCOLO MIRACOLO DELLA RICERCA ITALIANA E SAVONESE CHE, PROPRIO IN QUESTI GIORNI, È STATO INSIGNITO DALLA COMUNITÀ EUROPEA (UNICO IN TUTTA ITALIA SE SI ESCLUDE UN PROGETTO DI ENEL, DELL’EEGI SUPPORT LABEL) DEL RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE CHE ATTESTA IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI EUROPEI, NELL’OTTICA DELLA SMART

CITY.”


- In termini molto sintetici, si tratta di DUE ARGOMENTI, di decisiva importanza per l’Avvenire, non soltanto della nostra Città, ma dell’Intera Umanità, e cioè:

      . LA RICERCA CULTURALE (SCIENTIFICA E TECNOLOGICA) PER GIUNGERE, ATTUALMENTE E NEL PROSSIMO FUTURO, AD UNA DIVERSA CONCEZIONE DEL NOSTRO MODO DI PRODURRE E DI CONSUMARE E, QUINDI, AD UN DIVERSO MODO DI INTENDERE IL RAPPORTO TRA GLI ESSERI UMANI E L' AMBIENTE, CHE CI CIRCONDA E CI OSPITA.

      . UNA POSITIVA VISIONE DEL FUTURO DELLE NOSTRE CITTÀ, SECONDO IL MODELLO DEFINITO “SMART CITY” (CITTÀ INTELLIGENTI).

-  Ben sapendo che, su questi due argomenti, ALDO PASTORE si era lungamente soffermato, avvalendoci del VOLTO DELLA MEMORIA, abbiamo richiesto il suo parere sui temi, trattati dal Quotidiano "IL SECOLOXIX"; nella piena condivisione delle Idee, espresse da  SILVIA CAMPESE nel Suo Articolo, ALDO ci ha  consegnato DUE SUOI SCRITTI:

·      IL PRIMO porta la data del 27 APRILE 1996 ed è così intitolato:

“PROPOSTE PER L’ATENEO SAVONESE”

·      IL SECONDO, datato 14 marzo 2012, ha, come argomento:

“LE CITTÀ INTELLIGENTI”

- Incominciamo dunque da:

PROPOSTE PER L'ATENEO SAVONESE

 

In questo ultimo scorcio di secolo, l'intera nostra società dovrà affrontare sfide estremamente importanti e decisive, che si chiamano: ristrutturazione produttiva, competitività economica, occupazione.

Ma questi problemi non possono e non potranno essere affrontati senza produrre una "nuova ricchezza", che risponde al nome di CULTURA; credo che, in avvenire, avremo sempre più bisogno di conoscenze innovative e di inedite competenze professionali; in altri termini dovremo accumulare un nuovo capitale, in fatto di istruzione e di formazione professionale, e dovremo finalizzarlo alla crescita della società.

Siamo, tuttavia, in una situazione di preoccupante ritardo rispetto ad altri Paesi dell'Europa e del Mondo: basti pensare che in Francia, in Germania e nel Regno Unito la percentuale di prodotto interno lordo, destinata alla ricerca, rappresenta il doppio (ed oltre) di quanto si destina in Italia allo stesso settore; ci vuole, davvero, molto ottimismo per pensare che, in questa situazione, si possa avere un livello di sviluppo e di progresso paragonabile a quello dei Paesi sopracitati.

Il quadro assume dimensioni vieppiù sconfortanti se si pensa al fatto che il vecchio modo di produrre di consumare è in crisi (addirittura a livello mondiale) e che le attuali tecnologie, in tema di politica energetica, di produzione industriale e agricola ed in tema di trasporti, appaiono, per certi versi, superate e, come tali, prive della necessaria competitività per il futuro

L'idea di un nuovo progetto culturale ci porta, peraltro, a ragionare di scuola e, soprattutto, di Università ed allora tutti ci rendiamo conto che, in questo specifico settore, si sta sfiorando il dramma; il nuovo Governo dell'Italia avrà da lavorare (e molto) non solo per offrire un minimo di dignità funzionale all'intero comparto, ma, soprattutto, per creare quella ricchezza culturale che, come detto poc'anzi, è fattore assolutamente indispensabile per far progredire l'intera economia del Paese.

La fotografia dell'attuale situazione ci viene dalla condizione delle nostre Università; in tal senso, il problema non è certamente quello di un loro eccessivo affollamento (come si riteneva fino a poco tempo fa), quanto, piuttosto, quello che, con termine vagamente iettatorio e' francamente orrendo, si chiama "mortalità scolastica": crescono, in modo vertiginoso, gli abbandoni (soprattutto nel secondo anno), che vanno a sommarsi ad un calo veramente pesante delle iscrizioni.

Il dato nazionale è confermato dalle cifre riferentisi all'Università di Genova: il totale degli iscritti all' Ateneo Genovese è passato dai 43.490 dell'anno accademico 1994-1995 ai 37.774 dell'anno in corso; le matricole nell'anno 1994-1995 rappresentavano il 19% degli interi iscritti, oggi siamo scesi al 16%; l'abbandono degli studi è altissimo ed è quantificabile con il 24% del totale; non a caso, già lo scorso anno, il CENSIS, nel suo rapporto nazionale, parlava di "fuga dalle Università".

Questi dati, dunque, nella loro crudezza, dicono a tutti noi che la situazione attuale, almeno a livello Universitario, è in preoccupante contro-tendenza rispetto all'esigenza di un nuovo arricchimento culturale e professionale, largamente auspicato.

La condizione or ora evidenziata trova, come ovvio, un evidente corrispettivo a livello della nostra realtà locale e provinciale.

Savona ed il suo hinterland non hanno ancora scelto il loro futuro; continuo ad essere convinto che la nostra Città abbia una vocazione poli-funzionale (industriale, commerciale, portuale, turistica), ritenendo puramente fantasiosa ogni ipotesi rivolta a considerare il destino della Città e della Provincia in chiave meramente turistica.


E, tuttavia, v'è da chiedersi verso quale tipo di industria, verso quale scalo portuale, verso quale settore terziario, la nostra società si dovrà muovere; per fornire una soluzione a questi problemi, rimane e rimarrà determinante e decisivo l'apporto del "sapere" e delle istituzioni che debbono elaborare e produrre cultura

Si pone, quindi, anche nella nostra Città, il tema del ruolo dell'Università e dei suoi collegamenti con i settori produttivi, partendo dalla constatazione che la nostra Università ( e non certo per colpa dei docenti e degli studenti) continua ad essere un "corpo estraneo" nei confronti del tessuto cittadino e che la sua incidenza rimane insufficiente rispetto alle sue potenzialità e, soprattutto, rispetto alle esigenze del futuro.

Desidero semplicemente ricordare, in rapida sintesi, che l'Università potrebbe offrire un fondamentale contributo, secondo le seguenti linee operative:

- Integrazione del complesso accademico con le strutture industriali ed artigianali insediate nel PAIP di Legino e, più in generale, con i settori produttivi della Città; una tale prospettiva programmatica potrebbe aiutare, da un lato, la realizzazione di dinamiche di specializzazione funzionale a livello universitario e, dall'altro lato, potrebbe concorrere alla creazione di presenze produttive, avanzate sul piano dell'innovazione tecnologica e scientifica;

- Concorso alla ricerca, alla realizzazione ed alla gestione di fonti energetiche alternative (eolica e fotovoltaica), utilizzando, a tal fine, le grandi competenze esistenti, in questo settore, in ambito accademico;

- Incentivazione di ricerche interessanti la storia e l'economia del Savonese (ad esempio: Funzione del Porto, Assetto urbanistico della Città, Problema della mobilità comprensoriale, Trattamento dei rifiuti Solidi Urbani, Sviluppo dell' Acquacoltura, recupero di complessi monumentali, etc.);

- Istituzione di corsi di specializzazione post-Iaurea (ad esempio: Architettura del Paesaggio, Restauro, Archeologia Medioevale, geriatria, ect.).

E' realizzabile tutto questo? Penso sinceramente di si; ma probabilmente, ancora una volta, sto sognando.

Savona, 27 aprile 1996

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