TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 681 del 20 ottobre  2019
Tel. 346 8046218
Giustizia e giustizialismo, opportunità e opportunismo Stampa E-mail
Scritto da GIULIANO ARNALDI   
 

GIUSTIZIA E GIUSTIZIALISMO,

OPPORTUNITÀ E OPPORTUNISMO 

Fa bene Renzi a difendere gli indagati: e' un principio assoluto di civiltà , sopratutto in un contesto dove uno strumento di tutela della persona può diventare processo/linciaggio mediatico e occasione per far fuori un avversario politico. Altro e' valutare l'opportunità di assegnare incarichi pubblici a persone oggetto di iniziative giudiziarie. Penso che il primo criterio sia non generalizzare, ovvero escludere ogni indagato o al contrario (Craxianamente...) considerare l' avviso di garanzia una specie di titolo di merito...il secondo e' certamente il tipo di reato ipotizzato.


 

Il terzo, non certo meno importante, e' la qualità intrinseca del soggetto interessato. Partendo comunque dalle considerazioni che tutti sono utili e nessuno e' indispensabile e che gestire la cosa pubblica DEVE ESSERE SERVIZIO (giustamente remunerato) E NON PRIVILEGIO restano le singole storie delle singole persone: rinunciare al contributo di persone intelligenti, preparate, rappresentative e con una storia di onestà alle spalle solo per un ipotesi di reato, magari palesemente irrilevante sarebbe un'idiozia.


Ma scegliere di premiare persone mediocri, magari pure indagate, per la loro appartenenza al ceto politico e la conseguente necessità di rispettare equilibri oggettivamente corporativi sarebbe peggio. Può servire a garantirsi il consenso del gruppo di potere che quella persona rappresenta, ma aliena le simpatie delle persone comuni, che sono la grande maggioranza. Certamente si può vincere lo stesso (non è così scontato...come diceva Carlo Marx la storia ha più fantasia dei uomini...): spesso la frustrazione degli elettori, paradossalmente di quelli più motivati, produce astensionismo e non aperta ribellione e ovviamente essere eletti dal 50% degli aventi diritto al voto non incide sullo stipendio degli eletti. Qui sta il vero punto. 
Chi vuole governare deve decidere se vuole solo vincere o anche convincere, se vuole ottenere autorità o essere anche autorevole. Non è semplice, ma è giusto.

 GIULIANO ARNALDI

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