Settimanale Anno XVI
Numero 697 del 23 febbraio 2020
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RESIDUI ATTIVI: cosa sono? Le scuole di SAVONA li richiederanno? Stampa E-mail
Scritto da MARCO GENTA   
RESIDUI ATTIVI: cosa sono?
Le scuole di SAVONA li richiederanno?

         La gestione finanziaria delle scuole si svolge in base al programma annuale (bilancio), il quale è redatto in termini di competenze ed il cui periodo di riferimento e validità coincide con l’anno solare. Le dotazioni di competenza quantificano l’ammontare previsto di entrata che la scuola acquisirà il diritto di percepire(entrate che si prevede di accertare) e l’entità previste di spesa che la scuola assumerà l’obbligo di effettuare (spese che si prevede di impegnare) nel periodo considerato, indipendentemente dalla circostanza che le entrate siano riscosse e le spese vengano effettivamente erogate, contrariamente a quanto avviene con il bilancio di cassa.


        Questo comporta che il programma annuale si basa su un complesso giuridico di diritti a riscuotere e ad obblighi a pagare, a prescindere dall’effettivo momento della riscossione e del pagamento.

         A fronte dei tanti pregi di tale tipo di bilancio di competenza, la debolezza principale è costituta dalla questione dei residui, cioè entrate o spese iscritte in bilancio, ma non effettivamente riscosse (residui attivi, che rappresentano crediti) o pagate (residui passivi, che costituiscono debiti). Ciò ha comportato che a fronte di spese effettivamente sostenute dalle scuole, l’amministrazione non ha erogato i relativi finanziamenti promessi, con la creazione, appunto, di crediti (“Residui Attivi”) nei bilanci delle istituzioni scolastiche  

        Il MIUR (Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca) deve garantire ai vari Istituti scolastici i soldi necessari per il funzionamento ordinario e, pertanto, pagare le supplenze temporanee, il materiale didattico, le utenze, ecc……. Capita, però, che tali fondi non vengano forniti subito dal Ministero e, pertanto, i costi vengono anticipati dai singoli Istituti che poi mettono a bilancio, sotto la voce “Residui Attivi”, il credito da recuperare dal Ministero.


 

         Negli anni il MIUR ha  accumulato rimborsi per somme rilevanti: secondo un calcolo approssimativo i residui attivi che le scuole italiane vantano nei confronti del MIUR superano sicuramente il mezzo miliardo di euro. Si tratta per lo più di fondi relativi agli anni finanziari dal 2006 in avanti che dovevano servire per pagare supplenze e compensi accessori al personale docente e Ata. All’epoca, la stragrande maggioranza delle scuole aveva sopperito utilizzando risorse proprie, ora , però in tempo di gravi ristrettezze economiche, recuperare dette somme sarebbe importante per le iniziative a favore degli alunni che in questi ultimi anni hanno visto sensibilmente ridurre i progetti proprio per carenza di soldi.

         Si sa che è stata istituita la c.d. “autonomia scolastica” con i conseguenti poteri decisionali previsti ai singoli Istituti comprensivi, ma tali Residui Attivi, che non sono altro che crediti, sono esigibili o no? Si ha diritto ad avere tali rimborsi o no?

         Visti i precedenti giurisprudenziali in Liguria la risposta è SI.

          I genitori, gli insegnanti ed il personale ATA degli istituti scolastici della Provincia di Imperia hanno fatto ricorso ai sensi dell’art. 1 del d. lgs 198/2009 al fine di ottenere la condanna delle Amministrazioni ministeriali centrali e periferiche all’adozione dei provvedimenti necessari alla compiuta erogazione delle provvidenze finanziarie previste nei bilanci scolastici. Ed il TAR Liguria si è pronunciato con la sentenza depositata il 07/05/2013 (ricorso N. R.G. 727/2012) ed ha condannato MIUR e MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ad adottare, nel termine fissato ai sensi dell’art. 4 c. 1 del d.lgs. 198/2009, gli atti ed i provvedimenti di rispettiva competenza necessari ad effettuare l’erogazione delle somme stanziate in favore degli Istituti scolastici di Imperia al fine di ripristinare il corretto espletamento del servizio scolastico pubblico. Presentati in giudizio i bilanci dei singoli istituti  scolastici, il TAR ha ordinato agli organi ministeriali preposti di effettuare l’attività di accertamento dei residui attivi ivi inseriti e di procedere alla successiva erogazione entro il 30/12/2013. Nella sentenza, pertanto, non vengono inseriti gli importi che dovevano essere erogati ma la somma che i vari istituti hanno recuperato dovrebbe essere di circa € 4.000.000,00= (quattro milioni!). I Ministeri non hanno impugnato la sentenza e, pertanto, è divenuta esecutiva e definitiva.

           Le scuole della Provincia di Imperia, pertanto, hanno agito con esito favorevole.

            A Genova, su iniziativa dell’Associazione Scolastica Daneo Onlus, si stanno muovendo e raccogliendo adesioni tra i genitori (leggere l’articolo su www.genova.repubblica.it scritto da V. Evelli) per promuovere anche loro una “class action” contro il MIUR per recuperare i crediti che le scuole di Genova attendono dal 2004 (vengono stimati in circa 9 milioni di euro)...LEGGI IL VOLANTINO


 

            E a Savona

         Nell’Istituto Comprensivo di Spotorno, Noli e Vezzi si è incominciato a discutere del problema. Faccio parte del Consiglio di Istituto di questo Istituto Comprensivo e, vedendo il bilancio, la voce “Residui Attivi” è presente ed anche in modo che si potrebbe definire “importante” (oltre € 87.000,00=). Il problema, però, riguarda tutti gli Istituti Comprensivi della Provincia di Savona e bisognerebbe incominciare a capire quali siano le intenzioni delle altre scuole in modo da agire insieme. Io proporrei una riunione tra tutti i Presidenti dei Consigli di Istituto e dei Dirigenti in modo da valutare come procedere.

             La situazione del Ministero dell’Istruzione, sicuramente, non è delle più rosee anche a seguito della pronuncia della Corte Europea che impone l’assunzione dei tanti, troppi, insegnanti precari, ma perché rinunciare a tali importi? La Pubblica Amministrazione ha serie difficoltà e non ha fondi per pagare i debiti nei confronti dei privati, figuriamoci quando si tratta di debiti all’interno della stessa Pubblica Amministrazione! Non sto a ricordare tutte le problematiche e le critiche di questo periodo sul fatto che tante imprese falliscono perché non riescono a recuperare i loro crediti nei confronti della P.A. o le discussioni sul provvedimento preso dall’attuale Governo sulle modalità di pagamento di questi debiti (in pratica non li paga la P.A. ma le banche, così il debito lo Stato non lo ha più con il privato ma con le banche!!!!)

             Ma ritornando al nostro argomento, per cancellare un credito così rilevante prima bisogna cercare di escuterlo, almeno provarci prima che il MIUR cerchi, con provvedimenti specifici e mirati (come ha provato a fare  il MEF con la circolare n. 17 del 18/02/2013) , di far “radiare” tali importi d’imperio! E non penso che possa rappresentare un “freno” il fatto che si tratta di posizioni di debito/credito all’interno della stessa Pubblica Amministrazione: i criteri per redigere un bilancio e per gestire una scuola sono di trasparenza ed efficienza.

              Noli, 12 dicembre 2014

          Marco Genta

P.S. Un caro augurio di Buone Feste a tutti i lettori di Trucioli Savonesi

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