Settimanale Anno XVI
Numero 722 del 27 settembre 2020
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DEBITI? NO PROBLEM! Stampa E-mail
Scritto da Marco Giacinto Pellifroni   

DEBITI? NO PROBLEM!

 Vi piacerebbe che qualcun altro provvedesse a pagare i debiti cui non riuscite più a far fronte; che so, bollette, tasse, mutui, ecc.? Beh, indovinate chi c’è riuscito: i soliti noti. Le banche. Rimando per i dettagli all’articolo dell’avvocato Ellen Brown, della quale ho in passato già tradotto per Trucioli alcuni suoi lungimiranti articoli. In verità, avevo già affrontato il tema del bail-in (confisca legale di conti correnti e fondi pensione per salvare le banche sistemiche insolventi) in miei passati scritti (vedi qui:...) e nel mio video... qui… Oggi l’argomento è trattato dalla Browncon maggior dovizia di particolari; e soprattutto ci informa che questa drastica misura, dopo il test fatto a Cipro nel 2013, è stata ufficialmente sancita –e di questo nessuno ci ha informato- nell’ultimo, frettoloso G20 tenutosi il mese scorso in Australia, con la partecipazione, ovviamente, anche del nostro primo ministro Matteo Renzi.

Ellen Brown stigmatizza che ai 20 leader, in queste riunioni pressoché annuali, vengono presentate misure destinate a modificare sensibilmente le regole finanziarie mondiali; misure che i leader firmano senza ben comprenderne la portata, quasi “a occhi chiusi” (rubberstamp), tornandosene beatamente a casa senza più darsene pena. Solo a mesi ed anni di distanza il bubbone scoppia e solo allora, quando è troppo tardi, i media cominciano ad occuparsene, in una ridda di accese quanto vane discussioni. Così è già stato, ad es., con gli accordi sul Fiscal Compact, il MES, l'ERF, il Pareggio di Bilancio in Costituzione, ecc.,, per tacere dei vari Trattati, da Maastricht a Lisbona, sempre più soffocanti dell’economia reale per far spazio alla finanza “creativa” dei derivati.


Quindi, prepariamoci a sentir parlare sempre più di bail-in, in concreto della possibilità per le megabanche di trasformare al tocco di un computer i nostri conti correnti o fondi pensione in patrimonio delle banche stesse e sanare così i loro bilanci! Lo spiega molto bene il Fondo Monetario Internazionale, in un comunicato che l’articolo della Brown riporta alla lettera.

Concedere al debitore (la banca) il privilegio di risanare le sue giocate al casinò dei derivati coi soldi del creditore (il correntista o il pensionato) è un capovolgimento delle regole dello stesso mondo capitalista, basato –in teoria- sul merito e quindi sulla libera caduta di chi fallisce. A quanto pare, questo principio vale solo per noi comuni mortali, ma non per i massimi esponenti del capitalismo stesso: le banche.

Continuare a votare politici che firmano con leggerezza regole simili è puro masochismo. Ma non basta non votarli, bisognerebbe usare per le elezioni lo stesso metodo dei referendum: no 50% no seggi. 

Marco Giacinto Pellifroni                       14 dicembre 2014

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