TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 680 del 13 ottobre  2019
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PIAZZA DEL POPOLO: CANI E ACCATTONI Stampa E-mail
Scritto da Andrea Guido   

PIAZZA DEL POPOLO: CANI E ACCATTONI

È partita credo due settimane fa una campagna del Comune per abbattere l’insicurezza nella nostra ridente cittadina, i Savonesi ora potranno contare su un nuovo tutore dell’ordine e della legalità che batterà le strade del centro in compagnia del suo inseparabile e mordace amico a quattro zampe; stiamo parlando del vigilante, dotato di cane, che dovrebbe garantire un risolutivo coadiuvo alle forze dell’ordine nella gestione delle aree di Piazza del Popolo e della Darsena.

Di cosa si tratta: al fine di risolvere la situazione di degrado in cui versa la centralissima Piazza del Popolo il Comune ha pensato di attivare, in collaborazione con ATA e una società privata di sicurezza\vigilanza, un servizio di ronda effettuato da una guardia giurata accompagnata da un cane; tale servizio di ronda avrebbe la funzione di intercettare, e far spostare in altro luogo, gli eventuali consessi di cittadini “senza fissa dimora”, magari briachi (come diceva Gogol), che potrebbero dar fastidio a coloro che si trovano a passare la sera per la piazza.

Questo tipo di operazioni sollevano, a nostro parere, non pochi interrogativi

riguarda la loro effettiva efficacia.

Un primo punto: sulla base di quali valutazioni la guardia giurata potrà entrare in azione? Ovvero di fronte a un capannello di persone che staziona in Piazza del Popolo in virtù di quali criteri il vigilantes sceglierà di intervenire per sciogliere l’assemblea e intimare ai suddetti cittadini di tornare a casa (se la hanno) o di andare in altro luogo?

Probabilmente si baserà su come tali persone di presentano, quindi tanto più saranno trasandate, brutte, sporche e puzzeranno d’alcol, tanto più aumenterà la probabilità che il suddetto vigilantes intervenga.

Se però andiamo a esaminare le statistiche relative ai reati commessi, possiamo constatare come i brutti\sporchi\cattivi non siano poi quelli che delinquono con maggiore frequenza; consideriamo ad esempio un reato come lo stupro, uno dei reati che maggiormente preoccupa l’opinione pubblica, raramente si registrano stupri consumati da senza tetto, nella maggior parte dei casi coloro che stuprano sono persone all’apparenza rispettabili (estremamente pericolose in quanto non allarmano la vittima) che probabilmente non attirerebbero neanche l’attenzione del nostro vigilantes.

Ricordiamoci che in Italia il 60% dei senza tetto sono cittadini normali che in virtù della situazione di crisi si sono trovati costretti a vivere per strada, pertanto nella maggior parte dei casi sono persone che condividono il nostro medesimo codice etico\comportamentale, quindi non sono maggiormente portati a delinquere di qualsiasi altro cittadino.

Altra questione aperta, sempre relativa all’efficacia di interventi di questo tipo, riguarda le loro ricadute per il territorio: nel caso in cui il nostro tutore dell’ordine incontri una situazione di potenziale pericolo, ad esempio un capannello di clochard particolarmente agitato o bevuto, cosa potrà effettivamente fare per ripristinare la sicurezza?

Di certo il fatto di essere ubriachi, chiassosi o senza fissa dimora non rappresenta un reato passibile di arresto, il vigilantes potrà al più intimare loro di andare via, magari usando il cane a deterrente.

Questo risolverà il problema sicurezza in città?

Non credo, più probabilmente contribuirà a diffondere il fenomeno negl’altri quartieri, così tra qualche mese ci troveremo con la medesima situazione non più in centro ma a Villapiana o al Prolungamento.

In altre parole, non solo con interventi di questo tipo non si incide rispetto al problema, ma potenzialmente lo si espande parcellizzandolo sull’intera città, creando così un contesto più diffuso e difficile da trattare.

Troviamo molto discutibile, inoltre, la scelta di usare una ronda dotata di cani; in quanto ricorda molto la scena finale de “La vita è bella”, dove nella marasma che precedette l’arrivo degli alleati le SS cercavano gli ultimi prigionieri ancora vivi facendoli fiutare dai loro cani.

Offrire un immagine di questo tipo per le strade di una città che ha vocazioni turistiche crediamo sia degradante, oltre che masochistico.

Non ce ne vogliano le guardie giurate, non vogliamo in alcun modo insultare con queste parole la loro categoria; ci teniamo a dirlo chiaramente: le guardie giurate sono professionisti che svolgono un lavoro difficile, spesso mal retribuito e che nella maggior parte dei casi vengono catapultate in situazioni di pericolo senza rete o protezioni di sorta.

L’aspetto che si vuole sottolineare riguarda la scarsa preparazione di coloro che pensano di gestire il territorio con espedienti di questo tipo; cercando di realizzare alla lettera, con studiato populismo, i desideri dei cittadini evitando di valutare le effettive esigenze della comunità, che ricordiamolo comprende anche i clochard, al fine di mettere in campo un progetto serio che possa gestire efficacemente la situazione di degrado in cui versa Piazza del Popolo e la città tutta.

La domanda a questo punto credo nasca spontanea, ma come si fa a gestire situazioni di questo tipo?

Come risposta ci permettiamo di segnalare il link a un progetto che sta realizzando la Provincia di Padova nei suoi comuni di pertinenza...LEGGI

ANDREA GUIDO

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