SETTIMANALE anno XVII
n° 741 del 28 febbraio 2021
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CINEMA: Passione e desideri (360) Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   

RUBRICA SETTIMANALE DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO

In sala in provincia di Savona
Passione e desideri (360)

 Regia: Fernando Meirelles

Uscita Cinema: 20/06/2013
Genere: Drammatico, Romantico
Sceneggiatura: Peter Morgan
Attori: Anthony Hopkins, Rachel Weisz, Jude Law, Ben Foster, Moritz Bleibtreu, Jamel Debbouze, Mark Ivanir, Peter Morgan, Tereza Srbova, David Frost
Fotografia: Adriano Goldman
Montaggio: Daniel Rezende
Produzione: Revolution Films, Bbc Films, Dor Film Produktionsgesellschaft
Distribuzione: Bim
Paese: Australia, Brasile, Francia, Gran Bretagna 2011
Formato: Colore
Recensione Biagio Giordano
In sala nella provincia di Savona
 Austria, Vienna. Dalla confinante Slovacchia, precisamente dalla città di  Bratislava, arrivano in autobus due giovani e belle sorelle, Mirkha ( Lucia Siposova) e Anna (Gabriela Marcinkova). Hanno un appuntamento, una persona dai tratti spagnoleggianti li aspetta in uno studio fotografico un po’ particolare, sui generis, non proprio artistico. Mirkha, che si considera senza cuore, deve sostenere un provino porno nella speranza di poter iniziare un’attività  di escort negli alberghi di lusso  di Vienna, con l’ausilio di  internet. Anna, più sensibile e col cuore gentile, assiste la sorella durante la prova, forse per  farle vincere ogni eventuale  forma di imbarazzo.
Mirkha, molto determinata, supera brillantemente la prova e sceglie di darsi  il sopranome di Blanka.  Il nome  da lei scelto è un auspicio di buona fortuna per la sua nuova attività,  con lo stesso nome si faceva infatti chiamare la escort  che l’ha preceduta, divenuta molto ricca in poco tempo grazie ai desideri erotici di una sceicco imprudente,  venuto in stanza con lei con una valigetta piena di dollari  prontamente sottratta, grazie alla segnalazione di Blanka, dal protettore allo sceicco dopo averlo ucciso con un colpo di pistola.

Questo fatto storico tragico sarà una delle chiavi dello svolgimento spettacolare del film, perché una scena simile si ripeterà nel film stesso verso la fine quasi a soddisfare il sogno di Blanka, che diventerà si ricca ma con un peso nella coscienza non da poco.

Il primo cliente prenotato per  Blanka  dal protettore è  il giovane uomo d’affari inglese Michael Daly (Jude Law), un top manager di Londra dedito al mercato delle automobili, arrivato a Vienna per la fiera dell’auto, il quale però  rinuncia alla notte di sesso con Blanka per un imprevisto: nell’atrio dell’Albergo dove la donna era seduta, erano entrati al momento dell’approccio del top manager  con la escort, un gruppo di persone solitamente in affari con Michael,  i quali praticamente lo avevano costretto a sostenere un dialogo impegnativo su dei nuovi contratti, prima di terminare  la conversazione gli fanno notare tra le altre cose, riferendosi a Blanka, come in quell’albergo fossero tornate a girare le escort.

Michael, sposato con Rose (Rachel Weisz), rimasta a Londra per il lavoro su una rivista, a quel punto non gli sembra più molto opportuno avvicinarsi a Blanka, perché  correrebbe  il rischio che sua moglie Rose venisse in qualche modo a sapere delle sue esigenze sessuali messe in pratica fuori di casa. Michael esce quindi di fretta dall’albergo.

 

 

A letto con Blanka ci andrà uno degli affaristi inopportuni incontrati da Michael nell’atrio, il quale il giorno dopo venuto a conoscenza, tramite la escort, dell’appuntamento che Michael aveva con Blanka lo ricatterà, allo scopo di portare a termine con lui un contratto per auto in una forma più vantaggiosa.

Michael non sa però che sua moglie Rose ha una relazione con un giovane fotografo brasiliano di nome Rui (Giuliano Cazarre), al quale la donna ha promesso un servizio fotografico sulla  rivista in cui lavora da dirigente amministrativo. La donna  ha deciso di troncare il rapporto pur essendone ancora molto coinvolta, non le sembra infatti giusto trascurare tutte le pesanti responsabilità in cui è presa per una storia che non può proprio avere un futuro.  Tornando a casa, Rui trova un video messaggio della sua fidanzata Laura,  la quale, scoperta la relazione con Rose e non sapendo che quel rapporto stava volgendo a termine, decide di fare ritorno a Rio De Janeiro rimproverando Rui di non aver mantenuto la promessa di renderla per sempre felice a Londra. Rui rimarrà di un colpo solo senza due donne a cui in modi diversi teneva molto.

Sull’aereo che la sta riportando in Brasile via Miami, la delusa Laura è seduta accanto a John (Antony Hopkins), un anziano genitore affetto da un grosso senso di colpa che  confesserà in tutta la sua estesa gravità a Laura durante il lungo tragitto: sua figlia, che viveva felicemente in seno alla famiglia, un giorno ha scoperto, casualmente, tramite una lettera  indirizzata al padre, scambiata per  sua, una relazione d’amore extraconiugale del genitore con una donna sconosciuta, sconvolta la ragazza si è poi allontanata da casa non dando più alcuna notizia.

John gira tra diverse nazioni  sempre a contatto con le rispettive autorità di polizia, nella speranza di identificare prima o poi sua figlia, viva o morta. Ultimamente gli era arrivata una comunicazione urgente da parte  delle autorità di  Phoenix che lo informavano che era stato trovato il corpo di una ragazza corrispondente per certi aspetti ai dati su sua figlia in possesso della polizia. Era necessaria una sua presenza per verificare un possibile  riconoscimento.

L’aereo, a causa del sopraggiungere di una tempesta di neve, è però costretto a fare scalo a Denver per parecchie ore; durante la lunga fermata, Laura conosce al ristorante il giovane nevrotico Tyler McGregor (Foster) che dapprima l’aggredisce verbalmente per una questione di posti a sedere occupati abusivamente dalla donna, e poi grazie alla pacata risposta di Laura,  accetta una normale conversazione.

Il  giovane Tyler è a disagio con tutti, molto nervoso, ha difficoltà a comunicare,  è appena uscito di galera dopo una condanna di sei anni  per stupro. Il ragazzo è anche ossessionato dalla paura di dover cedere alle proprie ben conosciute tentazioni  erotiche, cosa che lo metterebbe di nuovo nei guai: l’uomo in mezzo alla gente può avere degli improvvisi desideri erotici maniacali e tentare degli approcci  fastidiosi tramite volgari contatti fisici, approcci del tutto non ammessi dalla legge perché ledono il normale  decoro del vivere civile.

Ignara del passato di Tyler e desiderosa di iniziare un rapporto con lui, Laura dopo un po’ di conversazione riesce a portare il ragazzo in camera, ma al momento di concludere Tyler si tira indietro e fugge perché sa che non è quello il suo modo soddisfacente di  avere rapporti sessuali con una donna. Successivamente Tyler ritorna in camera e accarezza il braccio di Laura dormente, come a esprimere un gesto di gratitudine per il desiderio che  lei ha avuto verso di lui.

Il giorno dopo ciascuno riparte con aerei diversi per raggiunger  le proprie località. A Phoenix  John si reca nella camera mortuaria per il riconoscimento della donna trovata morta ma si accorge che non è sua figlia, l’uomo rimane perplesso, ritorna di un colpo allo stato di pensiero precedente, cioè combattuto tra il desiderio di giungere al più presto a commemorare ufficialmente sua figlia coltivandone  con cura il ricordo o alimentare, un po’ irrazionalmente  la piccolissima speranza di trovarla un giorno ancora viva.

A questo punto lo spettatore si chiede: si scioglieranno nel film le varie storie messe in tensione da forti desideri erotici o da sfortunate vicende familiari o esse si complicheranno fino alla rottura violenta di ogni aspetto relazionale? Oppure, esiste un lieto fine o la storia è destinata ad  aprirsi a nuovi orizzonti di passioni esistenziali?

Fernando Meirelles è un ottimo  regista, a tutto campo, dotato di una grande inventiva messa ben a frutto soprattutto nel linguaggio fotografico, che anche in questo film appare ricco di innovazioni estetiche di gran pregio come le riprese multiple a piccoli quadri che compaiono all’interno della scena principale in corso sullo schermo  mostrando ciò che accade in simultanea anche in un altro luogo in stretta relazione con gli elementi narrativi in campo in quel momento.

Fernando Meirelles  lo ricordiamo piacevolmente soprattutto per lo stile fotografico in “City of God” e “The Costant Gardner”, con “Passione e desideri” costruisce un film a storie parallele con numerosi personaggi in gioco, storie che finiscono ad un certo punto almeno in alcuni punti per entrare in relazione allargandone il significato e l’emotività, l’effetto immaginario e le componenti drammatiche più vicine al simbolismo noir, cosa che fa venire in mente “America oggi”.

Il titolo originale “360”, fa pensare a “Girotondo”, un testo teatrale di Arthur Schnitzler che rappresenta l’intreccio arguto tra 10 personaggi diversi presi in situazioni di psicologia ed esistenzialità  complesse e coinvolgenti.

BIAGIO GIORDANO

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Recensione di 20 film tra i migliori del 2012 e del 2013 tratti dalla rivista settimanale on-line Trucioli savonesi, film recensiti con una particolare attenzione alla fotografia e agli aspetti letterari e psicanalitici della pellicola.

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