Settimanale Anno XVI
Numero 716 del 5 LUGLIO 2020
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SE VUOI AFFOSSARE UN PROBLEMA... Stampa E-mail
Scritto da Hiselo   

 

 SE VUOI AFFOSSARE UN PROBLEMA...

 

Nel mio precedente ...intervento ...“pontificavo” sul difficile momento che incombeva sul nostro bel paese senza le principali guide spirituali e secolari, problemi risolti solo in parte: per la prima lo Spirito Santo pare abbia scelto quanto di meglio potesse offrire questo decadente pianeta, quanto al resto pare che se ne sia proprio disinteressato, sicuramente aveva cose più serie di cui occuparsi.

 

E’ pur vero che un governo va giudicato più dai fatti e meno dagli antefatti, concediamogli quindi il beneficio del dubbio, tuttavia per come è salito al potere e per il modo con il quale intorno a lui si sia consolidata la solita strana maggioranza qualche perplessità è lecito nutrirla.

 

In realtà il nuovo premier sembra aver cominciato bene ma già rischia di arenarsi su due secche: la prima è rappresentata dalle gabbie, lacci e laccioli, dai quali è costretta la nostra sovranità nazionale, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso verrebbe da dire; ma il secondo scoglio, quello delle riforme elettorali e costituzionali, se lo stanno cercando come un famoso navigatore dei mari del giglio e rischiano di sbatterci dentro per motivi che ai più, se non del tutto incomprensibili, appaiono molto meno urgenti.

 

Ma per fortuna Il Presidente prima, e il nuovo Governo poco dopo, sembrano riscoprire la risorsa delle commissioni di saggi ed esperti capaci di risolvere ogni cosa, prendiamo il tema un poco alla lontana per capire meglio, e lo tradisce il titolo,  dove voglio andare a parare.

 

Di ormai lontane esperienze ricordo gli insegnamenti di alcuni perversi maestri i quali mi ripetevano che se vuoi tirare alla lunga un problema devi anzitutto chiedere un parere all’ufficio legale  per i casi più semplici e per i quali già conosci la risposta, solo dopo chiedere un parere pro veritate all’esterno ad uno studio legale di grido per i casi più complessi, oppure in alternativa ai ministeri competenti, ma spesso le cose rimanevano egualmente al punto di partenza specie nel secondo caso.

 

Questi sistemi erano però utili ad addormentarlo, il problema, ma se veramente volevi seppellirlo in una nuvola di fumo non ti restava che la commissione: Cyril Northcote Parkinson, una indiscussa autorità mondiale in materia di disorganizzazione dei massimi sistemi, scrisse un memorabile saggio che disquisiva anche sulle intrinseche incapacità di decidere alcunché da parte di siffatte istituzioni demoniache, se volete un consiglio leggete il suo libro!

 

 

Copio dalla prefazione del suo lavoro una affermazione che condivido da sempre: “Che Dio ci scampi dal pericolo che gli studenti smettano di leggere libri sulla scienza dell’amministrazione pubblica o della gestione d’impresa.

L’importante è che questi libri siano classificati come opere di fantasia e collocati negli scaffali insieme ai volumi che trattano di uomini scimmia e di navi spaziali, solo così non potranno nuocere ad alcuno.

Viceversa se questi libri fossero esposti in altre sezioni delle biblioteche potrebbero fare più danno di quanto sembrerebbe possibile a prima vista.”

 

Scritte nel 1958 queste parole si sarebbero rivelate profetiche visto dove ci hanno portato gli statisti, gli economisti, i saggi, i professori di ieri e di oggi, e gli altri saccenti che lessero in gioventù quei libri maledetti evidentemente messi per volontà del maligno nello scaffale delle cose serie.

 

Torniamo alle commissioni ricordando che tutte, o quasi, sono consultive il che significa perdere un sacco di tempo a discutere ma alla fine ciò che decidono non ha alcun valore sostanziale, tradotto in volgare aria fritta; vi sfido a trovare un esempio del lavoro di una commissione non deliberante che, oltre a montagne himalaiane di carta, abbia mai prodotto qualcosa di veramente utile specie per noi miseri villani alle prese con la dura realtà quotidiana.

 

Il Presidente, riconfermato per mancanza di degni successori, ha avuto la regale idea di chiedere ai 10 saggi, quasi tutti vegliardi e nessuna donna, di capire quali fossero i principali problemi del paese da affrontare subito e, tra queste priorità assolute, in testa sembravano collocarsi la riforma della legge elettorale e le modifiche costituzionali.

 

Forse sarebbe arrivato ad una conclusione più realistica se avesse scelto a caso dieci sudditi comuni, magari privi di blasone nobiliare od accademico e con dentro qualche massaia, i quali sicuramente più dei saggi lo avrebbero illuminato sui reali problemi, molto più terreni, delle plebi del reame.

 

Detto fatto e poco dopo ecco pronta la proposta governativa di istituire la commissione dei 35 che dovrebbe aiutare il parlamento, dove già ci sono più commissioni che parlamentari che lo frequentino, a studiare una proposta di legge di riforma costituzionale che dovrebbe a sua volta interagire con una commissione bicamerale ristretta, come il dado da brodo, che a sua volta dovrebbe proporre un testo di riforma che dovrebbe però, prima di passare in discussione separatamente nelle due aule, sottoporsi all’esame di altre commissioni parlamentari, e così di commissione in commissione i problemi irrisolti tali rimarranno probabilmente anche alla fine dei tempi, anche se sembra che questi siano strettamente contingentati, spero di sbagliarmi.

 

Una cosa certa è che il parlamento, che dovrebbe essere la massima espressione della sovranità popolare, non viene considerato del tutto affidabile dalle due massime autorità dello stato se entrambe si affannano a commissariarlo, chiedo scusa ad affiancarlo, nelle scelte strategiche quali sono le riforme costituzionali.

Sono sicuramente un ignorante in tema di diritto costituzionale ma nello statuto di commissioni del genere non mi sembra che se accenni; delle due l’una o quella dei 35, come quella reale dei 10, è una commissione parlamentare a tutti gli effetti, ed allora viene da domandarsi di che cosa si occupino le commissioni affari costituzionali delle due camere, oppure questi “saggi“ sono nominati dall’esecutivo, e/o dal trono, ed allora mi domando come cittadino elettore, costituzione alla mano, quale ruolo sia ancora chiamato a ricoprire nel momento del voto, e non si stupiscano poi del crescente astensionismo.

 

A questa ultima domanda mi sono già risposto e quindi mi fermo per non sconfinare nella scurrilità, potrete trovare il mio pensiero riassunto in una famosa massima del Marchese del Grillo, osservo solo che in nome dell’emergenza, sempre quella e da troppo tempo, si vedono fare cose che, almeno sotto il profilo costituzionale, mi limiterei a definire quantomeno bizzarre.

 

Sicuramente una costituzione non è come le Tavole della Legge e quindi può essere cambiata per adeguarla alla realtà dei tempi, si spera in meglio ma non è detto, ed infatti il famoso articolo 138 ne parla ma quello che non capisco è perché non si segua il percorso che vi viene disegnato: su temi del genere le scorciatoie sarebbe meglio lasciarle perdere come in montagna dove puoi ficcarti in grossi guai se non le conosci bene.

 

Se non mi sbagliassi, come temo, verrebbe però il sospetto che la celeberrima massima sulla reale finalità delle commissioni ancora una volta si sarebbe rivelata veritiera.

 

Nel concludere questo ventata di ottimismo vi do appuntamento alla prossima.

 

Hiselo

 

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