di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 688 del 8 dicembre  2019
Tel. 346 8046218
A Savona solo spot sui quotidiani Stampa E-mail
Scritto da Antonia Briuglia   

    La “pedina” Boffa, la “pedina” Ruggeri, la Rambaudi, le dichiarazioni di Lunardon.
Altro che equilibri di segreteria, cui il PD è avvezzo, qui siamo di fronte a veri prestigiatori della politica. Dov’è finito il Partito degli operai e della classe lavoratrice?
  
A SAVONA SOLO  “SPOT” SUI QUOTIDIANI

Se, a Savona, si ascoltano i giudizi della gente sui quotidiani locali, non si può fare a meno di costatare che non siano più quello che ci si aspetta di leggere.

La critica sulla scarsa incisività di alcune notizie spesso su tematiche fondamentali per un intero territorio, la scelta di contenuti più o meno graditi all’establishment e la percezione di calcolate omissioni, è ormai diffusa.

Il prevalere di pagine e pagine su una cronaca politica di scarso interesse per la gente, soprattutto perché priva di dibattito, corredate da traboccanti dichiarazioni di quello o di quell’altro uomo politico che può permettersi di prenotare pagine di giornale con enorme foto ritratto allegata, diventa ormai la quotidianità, facendo del quotidiano stesso un essere mutante, più giornale di partito che testata di vera informazione.

Eppure gli argomenti non mancherebbero e i problemi sul tappeto sono ormai troppi, ma proprio il Partito Democratico, dopo la vittoria elettorale, invece di mettersi al lavoro per rispondere in modo produttivo ai liguri e soprattutto i savonesi, continua a giocare con i “bussolotti”, solo intento a occuparsi di cariche e poltrone, ignaro di quello che sta capitando nel Paese, e che potrebbe essere di preludio anche qui in provincia di Savona.

Un Paese, l’Italia, dove la crisi economica e le tensioni sulle problematiche territoriali stanno facendo spostare l’asse elettorale sulla Lega e sulle liste civiche ambientaliste più capaci, su fronti opposti, di tenere stretti legami col territorio. Legami che il PD ha perso già da tempo.

Eppure, a Savona, gli argomenti del giorno sono: la “pedina” Boffa,  che su richiesta del Partito si dimette ma che conquista una munifica e onorevole vicepresidenza, tutto per far spazio alla “pedina” Ruggeri che in barba all’espressione degli elettori ha il diritto di rientrare in Regione dalla finestra, ma per soli due anni. Questo gli consentirebbe di continuare nel suo “ ragguardevole operato”, che tra due anni potrà continuare a perseguire diventando Presidente dell’Autorità Portuale. Sì, perché Canavese impossibilitato per la rielezione del terzo mandato, dovrà abbandonare ( per qualche altra carica che sarà sicuramente pronta per lui).


Lorena Rambaudi

Insomma per Ruggeri una carriera scritta, anni fa, proprio dal Partito che non può e non deve essere sovvertita neanche dagli elettori, che lo stesso Di Tullio in un’intervista ammette di aver manovrato.

Una carriera che sarà la stessa Rambaudi a favorire (parliamo di donne, ora, compagna Lubrano!).

Proprio la Rambaudi, per ordine del Partito resterà in un angolo per quei due anni necessari, in attesa che l’assessore possa finalmente diventare lei.

Altro che equilibri di segreteria, cui il PD è avvezzo, qui siamo di fronte a veri prestigiatori della politica. Dov’è finito il Partito degli operai e della classe lavoratrice?

 Cosa differenzia questo Partito dal PDL, forse ha proprio ragione Grillo: SOLO UNA L!!!!

Così,.. intere pagine del SecoloXIX...ospitano le dichiarazioni di Lunardon, la cui sicurezza e presunzione viene, ogni tanto, offuscata da qualche  scaramuccia ordita da DiTullio o da Berruti.

Così i giornalisti non si sforzano neanche di trovare il titolo al pezzo e lo fanno con le sue parole  “Il pd riconquisterà il ponente” e le domande diventano:”Il congresso si farà?”, “Sarà Vazio il nuovo segretario?”, “Ma è vero che vi votano solo i lavoratori dipendenti? E perché il PD soffre in riviera?”.

In un’intera pagina di quotidiano, solo l’ultimo piccolo angolo in basso a destra dedicato ai grandi progetti ma soprattutto alle emergenze del territorio.

Il porticciolo Margonara si farà e non alle funivie perché il punto è non sacrificare la cantieristica”.

Ma non era proprio l’amministrazione Berruti, ai tempi in cui sosteneva il porticciolo e la torre FuKsas ( ossia prima della conversione)  ad esaltare il suo legame con le attività produttive della cantieristica e quindi non sarebbe più logico vederlo realizzato proprio dove la cantieristica è già attiva?

Memoria corta o scarsa conoscenza sulla tematica in oggetto?


Giovanni Lunardon

Sulla piattaforma Maerks, molta soddisfazione da parte del segretario del PD mentre si augura che, quelle che chiama semplicemente “polemiche”, siano superate perché si realizzi l’accordo di programma.

 Dimentica, anche qui, di aver perso prima un referendum popolare e poi le elezioni in una roccaforte “rossa” come Vado, proprio su questo progetto.

Il giornalista che se ne guarda bene a ricordarglielo, non è neanche al corrente che la piattaforma non è vincolata all’Accordo di Programma del 28/07/2008  firmato dalla precedente Amministrazione guidata proprio dal Sindaco PD Giacobbe. Nessuna domanda sulle concrete forme di finanziamento deliberate dalle banche, nessuna domanda sull’ipotetica ma mai quantificata capacità occupazionale della piattaforma, soprattutto una volta costruita.  

Nessuna domanda soprattutto sulla posizione contraria dell’attuale amministrazione vadese eletta dai cittadini con un preciso mandato elettorale.

Infine Lunardon fa un geroglifico mentale sulla centrale a carbone.

Restiamo contrari all’ampliamento, ma crediamo nell’ambientalizzazione dei gruppi a carbone che potrebbe consentire un potenziamento abbattendo le emissioni” .

Potrebbero essere interpretate come difficoltà espressive se fossero scritte su un tema di uno studente liceale, ma sono invece contraddizioni chiare che aprono non porte ma portoni alla Tirreno Power e dimostrano come il PD persegua la miope politica che da sempre ha seguito a Vado , a Quiliano e in tutto il territorio circostante che ci fanno chiedere dove siano finite le firme raccolte in tempi di primarie, proprio dal PD, quando si faceva evidentemente beffa dei suoi elettori?

Anche qui nessuna domanda del giornalista sui mancati controlli delle attuali emissioni, sulle centraline richieste e mai collocate sul territorio, sull’atteggiamento connivente nei confronti di un’azienda che si controlla da sé.

Che significato assume, con questi presupposti, il termine “ambientalizzazione”, peraltro sconosciuto al Dizionario italiano?

C’è da chiedersi dove siano finiti i giornalisti reporter, dove siano le inchieste che in altri paesi del mondo fanno cadere governi, fanno dimettere politici o disonesti amministatori?

Gli organi di stampa, soprattutto nella cronaca locale, fanno solo “spot”, non articoli veri e propri, non indagano, non analizzano la contraddittorietà delle affermazioni di chi intervistano e ignorano, fortunatamente per chi governa, tutta la realtà territoriale che invece si muove sulle questioni più importanti, lasciando inevitabilmente il posto ai new media, quel giornalismo on line , no profit che negli Stati Uniti è salito alla ribalta e per la prima volta premiato con un Pulizer proprio per la trasparente capacità di informare.

 

                                                       ANTONIA BRIUGLIA    

 

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