Settimanale Anno XVI
Numero 725 del 18 ottobre 2020
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PD = Poltronificio Ditullio Stampa E-mail
Scritto da Manuel Meles   
PD = Poltronificio Ditullio
Per Savona è in arrivo un grigio futuro, in tutti i sensi.

In un agosto spento, il sindaco Berruti ha deciso di riaccendere gli umori dei cittadini e delle forze politiche comunali, nominando, al posto del dimissionario Gaggero, l'ormai ex-segretario provinciale del PD Livio "Piastrello" Ditullio. Una nomina perfettamente consentita dalle leggi vigenti, che in realtà pone problemi, non solo etici o morali, ma anche di opportunità e interessi economici.

La disamina non è così immediata: ricordiamo che già nella scorsa tornata elettorale, ci fu l'avvicendamento tra i due personaggi. Ditullio lasciò, per prendere posto alla segreteria provinciale, e Gaggero subentrò al suo posto, anzi alla sua poltrona. Quando a maggio 2011 siamo stati chiamati a rinnovare il consiglio comunale, con la vittoria nuovamente di Berruti, il sindaco decise di non dare tutti gli assessorati, ma di mantenerne uno vuoto (precisamente quello alla cultura, che nello scorso mandato era di Molteni, oggi irrintracciabile membro strapagato dello staff del sindaco), tenendosi per sé la delega. Le voci si rincorrevano e tutti pensavano che prima o poi sarebbe finito a Ditullio, piuttosto che al PSI o alla lista unica UdC-API, le uniche due forze di maggioranza senza un'espressione in giunta. Ma poteva il Ditullio accontentarsi di una delega, la cultura, che non è al centro delle decisioni di questa amministrazione? Serviva un assessorato più vitale e centrale, ma tenendo conto che Martino (bilancio e partecipate) e Lirosi (lavori pubblici) non si potevano toccare così facilmente, senza creare problemi interni al PD, i geniacci che amministrano Savona avrebbero pensato ad un giochetto molto contorto: candidare Gaggero all'Autorità Portuale, per levarselo di mezzo con facilità, senza problemi, e poi far subentrare il capo-partito provinciale al suo posto. Un modo meno invasivo, insomma. Ma la nomina di Gaggero non è andata a buon fine e quindi si è creato un piccolo problema: come entra Ditullio in giunta? Ci pensa lo stesso Gaggero a togliere le castagne dal fuoco al PD, dimettendosi lui, dichiarando il suo disallineamento dalle scelte politiche dell'ultimo periodo. Si potrebbe pensare che le dimissioni siano state "ordinate" dal Sindaco per non farlo sembrare un suo atto. 

Oppure si potrebbe pensare che Gaggero, essendo avvocato, abbia capito che aria tira, che con gli atti che stanno partorendo in Giunta qualcuno rischi grosso, soprattutto dopo la batosta della Corte dei Conti, quindi meglio battere in ritirata e pensare alla propria attività professionale e alla famiglia.

Non sia mai che qualche amministratore venga indagato per chissà quale reato. E allora ecco il rientro di "Piastrello", che io preferisco ricordare come Livio "Betoniera" Ditullio, visto che oltre a rotonde su rotonde e a piastrelle sugli alberi, ci ha lasciato in eredità un PUC, steso da lui, ma approvato solo l'anno scorso, che prevede una colata di cemento su tutta la città.

E adesso che ritorna lui, il sindaco parla già di varianti al PUC, forse perché i palazzinari non se la sentono di costruire cose esagerate, molto meglio villette, come quelle di zona Riborgo o piccoli palazzotti vista mare, come via Saredo. Insomma, una garanzia per gli speculatori edili.

Quello che mi chiedo è quali competenze abbia Ditullio per guidare un assessorato così delicato. A me risulterebbe che il lavoro più faticoso fatto dal neo-vicesindaco, sia stato quello di spostarsi da una poltrona all'altra, dal PCI, alla CGIL, al PD, passando per la carica di assessore al traffico e all'urbanistica. Competenze professionali o ampie conoscenze in materia, tramite esperienze lavorative? Direi zero.

Invece quello che chiedo io all'assessore all'urbanistica è quale sia la sua visione del futuro urbanistico di Savona e quale sia il suo progetto.

Intende adottare un piano urbanistico a crescita zero? Intende avviare un progetto di recupero del patrimonio esistente, con conseguente riqualificazione energetica volta alla riduzione dei consumi e all'autosufficienza energetica degli edifici, partendo da subito sui plessi comunali?

Sarebbe interessante sapere cosa risponde, visto che si scontra molto con la strada perseguita negli anni dal PD savonese e con quello tutt'ora in atto. La cosa curiosa è che la Legge Stadi è in via di approvazione in Parlamento, contestualmente il duo Barbano-Dellepiane ha preso la gestione del Savona Calcio, Berruti parla da tempo di "Cittadella dell'Innovazione" a Legino (giravano voci che si punta alla chiusura del campus universitario, d'altronde meglio un palazzo che un laureato) e Ditullio rientra in Giunta con delega all'urbanistica, l'unico che ha la forza (o meglio: la sfacciataggine e la noncuranza) di attuare determinate modifiche al Piano Urbanistico Comunale. Possibile che il futuro di questa città sia nei palazzi e nel cemento? De André diceva che "dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior", ma se sui fiori ci mettiamo il cemento, da questa città non nascerà più nulla. Per Savona è in arrivo un grigio futuro, in tutti i sensi.

Manuel Meles 

Il cittadino  frustrato

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