TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 681 del 20 ottobre  2019
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DEMOCRAZIA ATEA GENOVA Stampa E-mail
Scritto da Laura Candelo   

DEMOCRAZIA ATEA GENOVA: NOI CI SIAMO

Resoconto intervista fatta al responsabile regionale di democrazia atea Francesco Zanardi da Francesco Ristori per conosceregenova.it

E’ passata una settimana da quando l’avventura di Democrazia Atea in corsa alle Amministrative di Genova 2012 del 6 e 7 maggio si è conclusa, purtroppo con l’esclusione della nostra lista.

 Ciò è avvenuto perché i vari candidati del partito non sono riusciti a raccogliere le 500 firme necessarie per la presentazione della candidatura in comune, a causa di impedimenti e contrattempi vari, anche se gli stessi candidati hanno dato anima e corpo alla causa, spesso senza mangiare e lavorando fino a sera tardi, macinando km su km a piedi, facendo quasi porta a porta, ripetendo migliaia di volte gli stessi discorsi, ma non perdendosi mai d’entusiasmo e di forza di volontà.

Oltretutto appena le persone sentivano il termine “ateo” restavano riluttanti e purtroppo perplessi nel concedere le loro firme, essendo questo un termine molto forte e non molto ben visto in un paese come il nostro prettamente cattolico, un paese in cui però la politica e le religioni dovrebbero essere due cose ben distinte e separate, anche se in realtà non è così.

Ricordiamo che all’interno del partito di Democrazia Atea sono presenti anche molti cattolici, che non hanno nulla contro le religioni, ma che vorrebbero una stato più laico visto che il Vaticano e Dio son due cose ben distinte e diverse, in quanto Dio è Dio, mentre il Vaticano è un business che agisce in nome di Dio e che riceve dal nostro governo ogni anno 10 miliardi di euro.

Inoltre il nostro governo è una democrazia, mentre il Vaticano è uno stato extracomunitario dittatoriale, che troppo spesso non concede diritti ai propri cittadini perché agisce come una vera e propria dittatura (vedi caso di Emanuela Orlandi e del silenzio che ruota attorno ad esso) e che dovrebbe occuparsi solamente dell’aspetto religioso del Paese e non di quello politico.

Un esempio eclatante per far capire bene come avrebbe agito Democrazia Atea a Genova potrebbe essere quello della costruzione della Moschea, che il partito avrebbe appoggiato senza riserve come una vero stato democratico avrebbe fatto, ma non usando i soldi dei cittadini genovesi.

Francesco Zanardi

 Un altro punto importante del programma di Democrazia Atea a Genova sarebbe stato quello dell’utilizzo dei diritti doganali del porto, che attualmente sono mandati direttamente a Roma, lasciando così morire il porto di Genova, che sta tristemente chiudendo anche per mancanza di collegamenti ed infrastrutture.

 Sicuramente il partito di Democrazia Atea non si fermerà qui, poiché a Genova in soli sei giorni sono state raccolte più di 500 firme, anche se molte sono state invalidate, ed ha avuto un ottimo riscontro tra i cittadini, nonostante la mancanza di manifesti e volantini e nonostante gli altri partiti abbiano avuto a disposizione più di un mese per la raccolta delle firme.

Tutto ciò dimostra che il popolo italiano, in questo caso i cittadini genovesi, sentono il bisogno di un cambiamento radicale, in un periodo di crisi così forte e profondo.

Ci teniamo anche a ricordare che Democrazia Atea non appoggia nessuno, ma avrebbe corso alle Amministrative da sola, né orientata a destra né a sinistra, come invece accadde agli altri partiti che sono troppo spesso inginocchiati davanti al potere del clero.

Ci tengo particolarmente anche a ricordare che per le Amministrative di Genova del 6 e 7 maggio era stato scelto dal Segretario Nazionale di Democrazia Atea Carla Corsetti, Francesco Zanardi come candidato sindaco, un uomo che conosce bene il programma del partito, un uomo definito dalla stessa segretaria fuori dagli schemi e di buon senso.

E’ stato veramente un piacere ed un onore far parte della squadra dei candidati demo-atei genovesi, capire cosa significhi lavorare in una squadra unita contro le varie avversità e difficoltà incontrate nel nostro cammino, essere solidali e sostenerci a vicenda.

Comunque sia andata per noi è stata una vittoria.

Sicuramente la battaglia continuerà e non sarà un addio, ma solamente un arrivederci.

 Laura Candelo

 

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