TRUCIOLI SAVONESI Settimanale
Anno IX - Numero  393 -  16 giugno 2013
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‘U Papè de Mendaiga’ Stampa E-mail
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Scritto da L. Cor   
‘U Papè de Mendaiga’ compie 5 anni, ma Rai Liguria…
Originale iniziativa di Pro Loco e Comune
E Trucioli scopre la pastorella scrittore di 84 anni
MENDATICA – “U Papé de Mendaiga”. Compie 5 anni l’iniziativa editoriale-informativa in collaborazione tra Comune e Pro Loco. Non ospita beghe e diatribe da pollaio, non raccoglie “passerelle” della ‘politica spettacolo’. Da spazio, prima di tutto, a testimonianze vissute, ai giovani, alla cronaca vera.

 Ciò che succede in una piccola comunità dove la forza morale, l’impegno civile di un gruppo di volenterosi è soprattutto esempio e sinonimo di coesione sociale. La dimostrazione del fare, pur con umani limiti, pregi, difetti che ogni realtà  incontra nel cammino quotidiano.

Così “U Papè de Mendaiga” (vedi) sulle onde del volontariato e della passione, continua ad arricchirsi; esemplare messa in pratica di giornalismo che nasce dal basso e alimenta, nei suoi contenuti, valori, racconti, storie di vita, attività, eventi.

Un modo efficace per informare chi abita in paese (come in una piccola famiglia non sfugge quasi nulla), ma anche chi è rimasto legato alle origini, alla terra degli avi, oppure dove ha trascorso l’infanzia, tra ricordi di una “civiltà” (quella delle malghe e della cucina bianca) che ha caratterizzato almeno un paio di secoli.

L’ultimo numero di gennaio ospita una testimonianza che arriva da lontano. Trucioli Savonesi, in passato, per lasciare una documentazione destinata ai posteri attraverso l’immensa tecnologia di internet, ha raccontato il successo, la carriera, grazie agli studi, di giovani laureati mendaighini o loro figli/e che si fanno onore in Italia e all’estero. Con punte di eccellenza.

Questa volta c’è l’esperienza, da semplice compaesana, descritta da Valeria Ferrari attraverso una lettera dal titolo “Cartolina da Monaco”. La città della Baviera e della Germania, non solo affascinante, esempio di architettura moderna e valorizzazione dell’antico, al centro di uno sviluppo urbano, sociale, culturale, tra i primi in Europa. Meta di centinaia di giovani italiani, sia per motivi di studio (Università), in misura minore alla ricerca di un lavoro. Altri ancora per farsi un’esperienza lontano da casa.

Valeria parla dei suoi giorni di “ragazza alla pari”, accenna alla malinconia per il suo paese lontano, le soddisfazioni per il nuovo lavoro, le amicizie.

Confida ciò che a tanti altri connazionali è accaduto nella loro emigrazione all’estero: “I primi giorni sono stati duri, infatti non volevo rimanere e avrei voluto tornare subito a casa, ma poi ho tenuto duro e sono andata avanti. Ho fatto proprio bene, adesso sono contenta di essere qui…”.

A fine ottocento e nei primi decenni del novecento sono state alcune decine le emigrazioni, in particolare nel sud della Francia, di mendaighini. I loro parenti, a volte, ritornano per far visita al paese d’origine.

Certamente Valeria non ha conosciuto (o forse avrà avuto modo di leggere) i tempi della  “migrazione in massa” di Italiani, dal Sud Italia, ma anche dal Nord Est, alla ricerca di lavoro e fortuna, in Germania. Quando poteva accadere di trovarsi di fronte a cartelli “Non si affitta a stranieri”. O in un bar appariva la scritta “Non si servono gli stranieri” (Gastarbeiter-lavoratori stranieri).

In migliaia sono poi tornati nelle terre di origine, altre migliaia sono rimasti, parecchi hanno fatto fortuna, come un italiano nato a Massimino (il più piccolo comune della Provincia di Savona) che fu scoperto da Luciano Corrado  in una cittadina della Vestfalia (opulenta regione del Nord Ovest) e raccontò sul Secolo XIX e sulla Gazzetta del Lunedì di Genova, la sua avventura-successo in terra germanica. Quasi ragazzino, prima lavapiatti, con poche lire in tasca, poi diventato tra i maggiori esercenti-gelatai della zona, con una decina di locali aperti e tanto con onore.

LA RAI-REGIONE A MENDATICA

Nei giorni scorsi la struttura regionale di Rai-Liguria, da Mendatica, ha realizzato un servizio tra storia (civiltà delle malghe) passata e presente. E’ stato intervistato il bravo e popolare Paolo Ramella, insegnante in aspettativa, presidente del Parco Alpi Liguri.

Non è la prima volta che Rai-Regione si ricorda di Mendatica, ma emerge in tutta evidenza una grave lacuna giornalistica. Si parla di tradizioni, pastorizia,  transumanza, malghe e dei pastori, dimenticando, evitando di raccogliere le preziose testimonianze di chi ha vissuto quel periodo storico. Sono ormai poche persone, anziani ed anziane. Si perde un’occasione non solo per il servizio pubblico, ma per tramandare ai posteri l’eccezionale “archivio storico della Rai”. Una pecca che purtroppo chi ha ruoli di responsabilità, in Rai, non dovrebbe ignorare. Non conosciamo neppure le cause. Ne a chi attribuire la mancanza.

Concludiamo con un paio di altre notizie per la serie i precursori antisprechi. Quanto spendono Pro Loco (soci privati e tesserati) e Comune per il “notiziario” periodico di Mendatica? 690 euro a numero, più Iva, per 150 copie e costo suddiviso tra i due enti.

L’altra iniziativa, appuntamento annuale,  è il calendario (vedi la prima pagina in foto) . Contenuto ed impaginazione cambiano ogni anno. 250 copie, stampate dalla Tipografia Bacchetta. Tutte attività coordinate da Daniela Girardengo che con certosina diligenza, passione, collabora e si confronta con i vertici di Pro Loco e  Comune; il sindaco Piero Pelassa, il segretario comunale Antonino La Manna.

Infine riparliamo di Trucioli Savonesi, diffuso soprattutto in Liguria e Basso Piemonte, raggiungibile dall’immenso “pianeta di internet” che in questa occasione mette in rete l’eccezionale testimonianza di Paola Saldo, detta Lina. Ha raggiunto 84 anni primavere. E' nata a San Bartolomeo del Cervo, abita a Pieve di Teco, vedova, aveva sposato un vigile urbano. Prima del matrimonio ha trascorso la gioventù da pastorella. E’ tra le poche persone viventi, testimoni e protagoniste della ‘memoria montanara’. E’ tra le frequentatrici  del Filo d’Argento di Imperia (laboratorio di scrittura creativa) e ha messo insieme una serie di appunti. Da questa sua iniziativa di ricordi, sono scaturite quattro pagine dattiloscritte.

Il titolo non è quello di un film, ma un racconto vissuto e ricco di informazioni autentiche: La transumanza del ‘45.

Lina, ogni anno, raggiunge nella stagione estiva Valcona Sottana (un tempo si chiamavano frazioni, come Monesi, San Bernardo, Cian Prai, Valcona Soprana, Secae, Le Salse) per non dimenticare la dolce e dura gioventù. E la vita, comune a tanti montanari, trascorsa da pastorella.  LEGGI IL SUO STRAORDINARIO RACCONTO…






L.Cor.

 

11 marzo 2012                 

 

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