di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 689 del 15 dicembre  2019
Tel. 346 8046218
GLI ITALICI OBLII OVVERO LE GALLINE OVAIOLE Stampa E-mail
Scritto da Aldo Pastore   
 RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
 Cinquantacinquesima puntata
GLI ITALICI OBLII OVVERO LE GALLINE OVAIOLE
Aldo Pastore

 La Comunità Economica Europea sta valutando, in questi giorni, la possibilità di indicare, a tutti gli Stati membri, delle innovative norme, rivolte a tutelare, da un lato, la salute dei cittadini e, dall’altro lato, la corretta gestione economica dei prodotti alimentari.

A titolo di esempio, riporto alcune proposte:

 1) L’OBBLIGARIETA’ DELLA TABELLA NUTRIZIONALE PER ALCUNI GENERI ALIMENTARI: questa norma (sancita da apposita Direttiva) prevede che su ogni prodotto in commercio vengano indicati i seguenti dati:

- IL VALORE ENERGETICO (espresso in Calorie)

- IL CONTENUTO IN GRASSI, ACIDI GRASSI SATURI, CARBOIDRATI, PROTEINE E SALI MINERALI.

In virtù di questo provvedimento, il cittadino-consumatore, a seconda delle proprie necessità, potrà limitare il consumo di un determinato alimento (ad esempio: ad alto contenuto di zuccheri o di grassi);

2) L’OBBLIGARIETA’ DELL’INDICAZIONE DI ORIGINE (cioè del luogo di provenienza) DI OGNI PRODOTTO,  con particolare riferimento alle CARNI (bovine, ovine, caprine e suine) ed al POLLAME (ivi compreso le UOVA).

Desidero evidenziare che questo secondo vincolo legislativo non si limita a tutelare la salute dei cittadini, ma è orientato, soprattutto, a SMASCHERARE I COSIDDETTI “PRODOTTI DI IMITAZIONE”, vale a dire quei prodotti che vengono venduti come se fossero Nazionali ed, invece, sono stati confezionati in altri luoghi, addirittura molto lontani dall’habitat dei consumatori;

3) L’OBBLIGARIETA’ DELLA TRASPARENZA (vale a dire: L’INDICAZIONE IN ETICHETTA SE IL PRODOTTO E’ FRESCO O CONGELATO);

4) L’OBBLIGATORIETA’ DELLA PERCENTUALE DI ACQUA NEI SUCCHI DI FRUTTA: in particolare, se la percentuale idrica è superiore al 5 per cento; sarà, quindi, possibile al cittadino-consumatore comprendere se, nella bevanda acquistata, vi sarà più acqua che non succo di frutta;

5) L’OBBLIGATORIETA’ DELLA INDICAZIONE DELLE TECNICHE ADOTTATE PER LE PREPARAZIONI A BASE DI CARNE; in virtù di questa indicazione, il cittadino-consumatore potrà comprendere se le fette o le porzioni sono unitarie o sono, invece, il risultato dell’unione di diversi pezzetti uniti con additivi ed enzimi; in questo secondo caso, sarà necessario specificare che il prodotto è ottenuto dalla combinazione artificiale di più pezzi;

6) Infine, verrà esaminata (forse, in un futuro un poco più lontano) la possibilità  di dare un DRASTICO TAGLIO ALLE FALSE INDICAZIONI TERAPEUTICHE sui cosiddetti CIBI E BEVANDE FUNZIONALI.

 

 

Dovrà essere stabilito che soltanto i BENEFICI COMPROVATI potranno essere effettivamente vantati dai produttori; è chiaro che anche questo innovativo provvedimento rappresenterà un concreto passo in avanti a favore della salute dei cittadini.

 

E’ altrettanto chiaro, però, che giunti a questo punto, dovremo, in tutta tranquillità, dimenticare il “generoso” DULCAMARA che spacciava il suo vino BORDO’ nel modo che sappiamo e cioè sotto forma di un balsamico elisire, dotato di queste straordinarie proprietà:

EI MOVE I PARALITICI,

SPEDISCE GLI APOPLETTICI,

GLI ASMATICI, GLI ASFITTICI,

GLI ISTERICI, I DIABETICI;

GUARISCE TIMPANITIDI,

E SCROFOLE E RACHITIDI,

E FINO IL MAL DI FEGATO

CHE IN MODA DIVENTO’.

COMPRATE IL MIO SPECIFICO,

PER POCO IO VELO DO.

L’HO PORTATO PER LA POSTA

DA LONTANO MILLE MIGLIA.

MI DIRETE: QUANTO COSTA?

QUANTO VALE LA BOTTIGLIA?

CENTO SCUDI?...TRENTA?... VENTI?...

NO…NESSUNO SI SGOMENTI.

PER PROVARVI IL MIO CONTENTO

DI SI’ AMICO ACCOGLIMENTO,

IO VI VOGLIO, O BUONA GENTE.

UNO SCUDO REGALAR.

Ma…cerchiamo di essere seri, carissimi Amici e torniamo a noi, al nostro presente e domandiamoci: “come agirà la nostra amata Italia di fronte a questa sconvolgente innovazione legislativa? Saprà accogliere tempestivamente queste direttive comunitarie?

Io non voglio essere pessimista e, meno che mai, disfattista; ma posso assicurarvi che esiste un lungo elenco di Direttive Europee non correttamente applicate (ed attuate) dai vari Governi Italiani succedutisi nel tempo ed, addirittura, esiste un altro elenco di Norme Comunitarie ignorate o assolutamente dimenticate.

Ma, non voglio andare “fuori tema” (come si diceva a scuola, nei miei anni giovanili) ed, allora, per essere coerenti con l’argomento oggi trattato, mi limito, in questa Puntata, a ricordare soltanto il caso della DIRETTIVA CEE 74 DELL’ANNO 1999

E’, questa, una norma che mette al bando le vecchie Gabbie dove continuano a vivere ed a proliferare LE GALLINE OVAIOLE.
La Normativa Comunitaria prescrive che queste preziose gallinelle debbono essere tenute in uno spazio di almeno 750 centimetri quadrati, di cui 600 di superficie utilizzabile, con nido, lettiera, posatoio per deporre le uova, mangiatoia, abbeveratoi e speciali dispositivi per le unghie.
 

Si tratta evidentemente di gabbie costose, che, però, consentono ai volatili di vivere in spazi più confortevoli (rispetto alla maggioranza delle gabbie convenzionali, che ospitano su una  superficie inferiore al metro quadro da sei a sette gallinelle).

Come ha fatto correttamente rilevare Alessandro Masi, in un suo pregevole Servizio Giornalistico, “solo rispettando queste misure, gli allevatori europei possono allevare le galline ovaiole. In caso contrario, le uova prodotte negli attuali abitacoli, vanno considerate, a tutti gli effetti, “fuori legge”, e, quindi, non commerciabili”.

 La Commissione Europea ha chiesto ai Ministeri dell’Agricoltura dei vari Stati di verificare l’adeguamento degli allevamenti alla Direttiva sopra citata.

I numeri sono preoccupanti: su circa 47 milioni di galline ancora detenute nelle  gabbie convenzionali (e, quindi, irregolari) in Europa, poco meno della metà (circa 18 milioni) si trova in Italia.

Dei circa 600 allevamenti, censiti un anno fa, risultati fuori legge, ben pochi si sono adeguati.

Le conseguenze del mancato rispetto della Norma Comunitaria sono, oggi, sotto gli occhi di tutti:

L’UNIONE EUROPEA HA APERTO UNA PROCEDURA D’INFRAZIONE  NEI CONFRONTI DELL’ITALIA, PER NON ESSERSI ADEGUATA ALLA DIRETTIVA 74 DELL’ANNO 1999.

Mi pare già di sentire i commenti di molti Amici a questa notizia: il fatto assume una certa importanza, ma non è certamente decisivo per le sorti della nostra Italia; ben altri sono i problemi che ci angustiano e che dobbiamo risolvere.

Debbo dire che concordo con questa significativa osservazione, ma mi permetto di aggiungere, in merito all’argomento trattato, ancora qualche piccola considerazione:

. LA DIRETTIVA COMUNITARIA VA ASSOLUTAMENTE RECEPITA IN TEMPI RAPIDI, perché, per una nostra precisa scelta politica facciamo parte della CEE e, quindi, dobbiamo essere coerenti con quella scelta e rispettosi nei confronti degli altri Stati, che, al pari di noi, hanno aderito a questa Istituzione Sovra-Nazionale;

. NELLO SPECIFICO DEL TEMA TRATTATO, la Direttiva va recepita non soltanto per il rispetto dovuto alle Galline ed gli Animali in genere, ma perchè l’UOVO E’ UN ALIMENTO DI NOTEVOLE IMPORTANZA, non solo per il suo utilizzo quotidiano allo stato fresco o conservato, ma anche perché il suo impiego è fondamentale in diverse Industrie Alimentari (Biscottifici, Pastifici, Pasticcerie, etc).

Ed occorre, soprattutto, AVERE BEN PRESENTE CHE LA PRODUZINE QUANTITATIVA DELLE UOVA ed in particolare, IL LORO VALORE QUALITATIVO E’ STRETTAMENTE COLLEGATO ALLE MODALITA’ DI ALLEVAMENTO DELLE GALLINE.

Ai nostri Amici, magari scettici su questo argomento, consiglio di consultare la pubblicazione di B. Castagnoli e L. Bellani, datata 1966, ed edita dall’Istituto Superiore di sanità, avente per Titolo:  

“L’IGIENE DELLE UOVA E DEI LORO DERIVATI”

Di conseguenza, l’argomento va affrontato con la dovuta razionalità, perché il tema degli allevamenti aviari e della produzione di uova viene ad incidere non solo sull’alimentazione umana, ma anche sull’intera Economia Nazionale; il cedimento o, addirittura, il crollo di questa produzione può  avere negative conseguenze in altri settori dell’’Industria Alimentare.

. Mi sarei atteso, quindi, una reazione in positivo dell’attuale Governo Monti per la soluzione di questo problema; è invece successo il contrario, carissimi Amici!

Invece di impegnarsi per adempiere ai propri doveri verso la Comunità Internazionale e per il sostegno all’Economia del Settore (e relativo indotto), ci siamo trovati di fronte ad un INCREMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE SULL’INTERO SETTORE  AGRO-ALIMENTARE.

Leggiamo, in proposito, il Titolo ed il Sottotitolo del Servizio Giornalistico del “LA STAMPA”, pagina 17, del 1° marzo 2012 :

“MAXI-TASSE SUI TERRENI

CONDANNA A MORTE PER LE AZIENDE LIGURI”

“L’EX ICI COLPISCE ANCHE I POLLAI”

Non a caso, il Presidente di Confagricoltura Liguria, Andrea Mansuino, ha così dichiarato:

“Con l’IMU sui fabbricati rurali, su quelli strumentali all’attività agricola e sui terreni, l’equità, prevista dalla manovra “salva Italia”, si traduce in un’eccezionale sperequazione per il mondo agricolo”

Non resta altro da fare che chiudere, in chiave tragico-umoristica, questa puntata:

“LA SCURE DEL GOVERNO NON SI ABBATTE SUGLI EVASORI FISCALI.

PREFERISCE GHIGLIOTTINARE LE GALLINE OVAIOLE”

 

7 Marzo 2012         Aldo Pastore 

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