Settimanale Anno XVII
Numero 730 del 22 novembre 2020
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Il genere umano Stampa E-mail
Scritto da Marco Giacinto Pellifroni   

UN PARASSITA MONDIALE: IL GENERE UMANO
Ogni decisione presa da qualsiasi governo, nazionale, regionale o spirituale, converge verso un unico obiettivo: il saccheggio delle risorse naturali e quindi l’auto-annientamento dell’umanità

Dunque, ecco qualche esempio dei piani di prossima attuazione:

-   Il Presidente americano Obama, contrariamente alle promesse in base alle quali è salito alla Casa Bianca, ha deciso di allentare i vincoli sulle perforazioni in aree sino ad oggi protette: bacino Artico, Alaska, coste atlantiche (offshore);

-     lo stesso Presidente ha altresì abrogata la trentennale moratoria sulla costruzione di centrali nucleari, assimilandole alle fonti energetiche “innovative” (biomasse, solare, eolico, geotermico). Scopo di entrambi i provvedimenti, diminuire la dipendenza USA dal petrolio estero, in particolare mediorientale, anche in vista di un preventivato ridimensionamento del dollaro come valuta di riferimento per gli scambi internazionali (i grandi creditori in dollari stanno sempre più sostituendoli nelle loro riserve con l’oro; ciò mentre le banche centrali si sono tramutate da venditrici in acquirenti del metallo giallo);

-     Il Vaticano continua imperterrito nella sua campagna di aggressione contro ogni forma di anticoncezionale (curiosamente, l’unica misura a garanzia di una minor produzione di esseri umani è il celibato dei preti, sul quale insiste con pari rigore). Anche la Lega in Piemonte e Veneto, appena conquistati, si aggrega al Vaticano in questa anti-storica battaglia;

-     Il governo italiano, in uno strano connubio con il “sinistrorso” Obama, tuona per l’installazione di quattro o più centrali atomiche in un territorio sovrappopolato quale il nostro. Inoltre, decide di destinare i sudati soldi dei cittadini del Nord, scippati con le tasse, non per il riassesto idrogeologico di un Paese in progressiva frana, in quanto di scarsa “visibilità”, bensì verso opere faraoniche, specie al Sud, col fiore all’occhiello del ponte sullo Stretto. Migliaia di tonnellate di cemento e acciaio per collegare due Regioni improduttive e in mano alle mafie;

Forse qualcuno non vedrà il nesso tra questi programmi all’apparenza così eterogenei. Ebbene, il nesso è che ogni decisione presa da qualsiasi governo, nazionale, regionale o spirituale, converge verso un unico obiettivo: il saccheggio delle risorse naturali e quindi l’auto-annientamento dell’umanità.


Nave-trivella di grandi profondità

Non si tratta certo di un orientamento nuovo, ma fa parte dell’avidità connaturata a chi governa il genere umano, che usa per il saccheggio le armi che ha a disposizione. Armi la cui potenzialità distruttiva ha oggi raggiunto livelli inimmaginabili. Tanto per fare un esempio, negli USA si usa l’energia elettrica per il riscaldamento degli edifici. Anche per soddisfare questa domanda incongrua, non si esita ad optare per la perforazione di zone sinora protette e per la costruzione di nuove centrali nucleari, che, se sono una bestemmia termodinamica per usi appropriati dell’energia elettrica, lo sono doppiamente per usi vili come il riscaldamento.

Preso atto, e non da oggi, della tragica destinazione verso cui punta l’umanità, membri influenti di think tanks anglo-americani sono da tempo addivenuti alla conclusione che il numero di esseri umani sul pianeta va ridotto drasticamente:

a)  a monte, limitando il numero delle nascite, con politiche “alla cinese” di non concedere a una donna più di uno o, al massimo, due figli;

b)  a valle, sfoltendo “in qualche modo” la popolazione esistente. Non è un mistero che giacciono in vari archivi piani segreti per realizzare al momento opportuno una decimazione con armi più “intelligenti” e selettive di quelle nucleari.

Stranamente, le “teste da tagliare” non sono –per ora- tanto quelle dei poveracci di Asia, Africa e America Latina, quanto quelle dei Paesi più avanzati, dove l’impatto ambientale pro-capite è molto maggiore.* Il recente avanzamento tecnologico delle nazioni emergenti, tuttavia, porterà ad includere anche queste nel novero delle teste indesiderate, trasformando definitivamente l’homo sapiens in virus planetario.

L’accoppiata di demografia e tecnologia dura ha un effetto sinergico devastante; e far conto di niente, per accarezzare principii validi in economie prevalentemente agrarie e “biologiche”, oggi ridotte al lumicino, è di fatto criminale, e porta a piani come quelli più sopra riportati.

Piani che prevedono, per la salvezza del pianeta, di far piazza pulita delle conquiste sociali ottenute attraverso secoli di lotte contro il parassitismo delle classi dominanti, a cominciare dalla libertà e dalla democrazia (per quanto di facciata). Si tratta infatti di fare apertamente e selvaggiamente, “per legge”, quanto a parole si è sinora combattuto.** Il “test” è già in fase di avanzato collaudo dall’11 settembre 2001, quando in nome della sicurezza ci hanno tolto giorno per giorno gran parte delle libertà civili. Ora si tratta addirittura di sostituire ad una pur pallida democrazia una tirannide “salvatrice”, mettendo tutto il potere nelle mani di alcuni illuminati auto-referenti. Non a caso, i think tanks sono finanziati dalle maggiori banche mondiali.

La morale che se ne trae è che, pur di privilegiare la crescita di tecnologie e di consumi devastanti oggi, secondo la logica del governare in base ai consensi e quindi alla soddisfazione di una domanda squilibrata rispetto alle risorse naturali, si porta ad invocare l’avvento domani di un regime mondiale centralizzato, penalizzante per ogni forma di partecipazione popolare e mirante all’abbattimento del numero degli abitanti del pianeta attraverso politiche decise e accettate in nome della sopravvivenza.

Per evitare questo esito infausto, non sarebbe più saggio evitare il ricorso a tecnologie sempre più devastanti, frenare i consumi, tesi solo a far crescere il Pil, e affidare la limitazione delle nascite alla volontà degli individui, grazie ai vari metodi contraccettivi, anziché assecondare con ogni mezzo la domanda “per rilanciare l’economia” e predicare la libera proliferazione umana oggi per doverla limitare con metodi disumani in un futuro sempre più prossimo?

 * www.timesonline.co.uk/tol/news/politics/article5950442.ece?Submitted=true

** http://blogs.telegraph.co.uk/news/jamesdelingpole/100032069/only-global-fascist-tyranny-can-save-us-now-says-nice-old-man/

 Marco Giacinto Pellifroni                                                   4 aprile 2010 

 

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