"Compro oro" Stampa E-mail
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Scritto da L. Cor.   

Spreconi (da ricchi) in campagna elettorale
Fa coppia col ‘boom’ di “compro oro”
Record, nel savonese, di aperture di attività con licenza. Segno di “benessere”?

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a proposito della campagna elettorale delle regionali, ha dichiarato: <Politica lontana dai temi veri>. Sarà cosi anche nel savonese, nell’imperiese?

Ai capifamiglia-elettori (ci limitiamo alla Provincia di Savona, ma Imperia sembra la fotocopia perfetta) le Poste italiane hanno consegnato a getto continuo lettere di candidati e schieramenti. Tutte a “tariffa ridotta”, in base alla legge 515/93. E, per una volta, neppure in preda a disservizi postali di cui moltissimi cittadini hanno già fatto esperienza diretta.

Una campagna elettorale caratterizzata da una capacità di spesa, soprattutto nello schieramento di centro destra (la Lega si è “dissociata”?), che non ha precedenti in questo angolo di Liguria. Un’esibizione persino sfacciata e ostentata di “denaro facile”.  Alla stregua di ricchi imprenditori,  benestanti possidenti, professionisti di grido. Hanno fatto a gara a chi “esibisce” di più.

Temevano di passare inosservati? C’è chi sostiene che abbia fatto scuola il “buon esempio” dell’americano presidente Angelo Vaccarezza, nella sua corsa (“grigia”) al governo della Provincia.  Hanno fiutato che era il momento proprizio per convincere i cittadini e gli elettori savonesi. Spronarli a ricordarsi che senza di loro la Liguria andrà in rovina, non potrà mai risollevarsi. Una Regione che invecchia, troppo rossa e da troppo tempo. Da qui troppi disastri.

Ci hanno spiegato, negli “omaggi elettorali”, che loro unica aspirazione è fare del bene e in modo disinteressato alla comunità. Iniziando, seguendo gli insegnamenti del Vangelo, dal più bisognosi: i “poveri palazzinari” alle prese con piani regolatori e varianti targati maoisti; i “poveri figli di papà” nella vana ricerca di un posto di lavoro e di una casa da affittare o comprare col mutuo o in cooperativa; i “poveri proprietari” di concessioni demaniali ormai quasi sul lastrico, come è accaduto e sta accadendo per decine, centinaia di piccole aziende alberghiere; i “poveri costruttori di porticioli turistici” che vogliono fare beneficenza da Andora a Varazze,  fino a Ventimiglia, ma talebani ambientalisti fanno di tutto per ostacolarli; i “poveri specialisti” in medicina e chirurgia costretti ad aprire studi ed ambulatori privati per far fronte ad una sanità che “promuove”  salute popolare con visite specialistiche a pagamento. Da 105 euro…in avanti. 

Ma questa “Bella Riviera”, questa terra ligure, è da mesi al centro di un’altra “curiosa” esplosione a suon di manifesti. Compaiono sempre con più frequenza sui muri, negli spazi riservati alle affissioni, delle città e dell’immediato entroterra.

Compro oro”. Con messaggi invitanti, tranquillizzanti, incoraggianti. “Compro oro e pago in contanti”.  “Compro oro e fai un vero affare”.

Sarà per caso, colpa della crisi mondiale. O meglio di chi la crisi deve viverla, volente o nolente, sulla propria pelle? Ai nostri “ricchi” aspiranti al governo della Regione Liguria il “compro oro” potrebbe suonare sinonimo di vitalità economica. Denaro fresco messo in circolo. E loro sono i primi a dare il “buon esempio” aprendo il portafogli in un momento di crisi. Ricevono il plauso dei tanti cittadini . Senza dubbi. Ben vengano politici  se hanno le tasche piene di banconote. Con robusti conti in banca. Artefici di una spesa produttiva capace di avvantaggiare  le cosiddette fasce deboli.

Forse è vero. I loro signori, nell’investire fior di quattrini, si sono preoccupati di quei pensionati (il 68 per cento) che vivono con meno di mille euro al mese di pensione. Devono aver pensato che migliaia di famiglie (il 75 per cento dei dipendenti) campano benissimo con 1300-1400 euro al mese. Hanno la certezza che centinaia di cittadini stranieri occupati in edilizia, in lavori umili, “nascosti” agli istituti previdenziali, siano un “dono di Dio”.

Cosa c’entra tutto questo con il “compro oro”? Intanto si potrebbe chiedere alla questura di Savona di far conoscere il numero di queste attività che spuntano come funghi a destra e a manca. Infatti è necessaria la licenza del questore, la fedina penale immacolata.

Magari un controllo per smascherare possibili prestanomi (è accaduto anche per agenzie immobiliari a danno dei veri agenti immobiliari). Ma la guardia di Finanza è a conoscenza del giro d’affari? Come vengono svolti i controlli, meglio se preventivi?

A nessuno viene in mente di criminalizzare un’attività. Ovvero “tutti uguali”. Ma nessuno può vietare di chiedersi cosa ci sia a monte di questa esplosione di “commercianti d’oro”. Non certo vecchie aziende di oreficeria. 

Evitiamo, almeno in questo servizio, di raccontare l’esperienza-provocazione “vissuta” nella veste di chi si ritrova un mezzo chilo d’oro, ricevuto da un parente (preziosi vari) e vuole venderlo. Il giornalista non fa l’investigatore. Si limita a fotografare, a descrivere, raccontare.

Sarebbe utile ascoltare cosa ha da dire la categoria. Il parere dei gioiellieri savonesi (che si sono autoesclusi dal “compro oro”) di fronte al prosperare di aperture, di proseliti nel commercio di “oro usato”. E non solo.

C’è anche chi compra oro puro (titolo da 999). Ovvero lingotti. La legge lo vieta. C’è chi accetta (non è vietato) di “acquistare polizze”, rilasciate quando si da in pegno un bene prezioso al Monte dei Pegni.

Il mercato dell’oro usato si aggira tra 14 e 17 euro al grammo. Sarà cosi? E’ questa la somma versata a chi, in stato di bisogno (?), decide di disfarsi di gioielli di famiglia. Magari ricordi e doni dell’infanzia.  Aggiungiamo pure anche le pietre preziose.

Il prezzo dell’oro si aggira sui 26 euro al grammo. Viene venduto almeno a 40 euro. Tenendo conto dell’Iva.

E’ verosimile che in provincia di Savona i “compra oro” totalizzino, almeno da ciò che appare all’esterno, un numero di 180-190 esercizi? E Loano, conferma un commerciante del settore, si troverebbe ai primi posti.  Figurano anche titolari stranieri.

Aiutano le famiglie in difficoltà, che hanno bisogno di realizzare subito, in contanti. E per quale ragione si sceglie più una località che l’altra?

Viene in mente lo slogan stampato sulla busta di un candito in corsa alle Regionali: <Scegli l’esperienza del fare>. E per comprare oro usato di “esperienza” ce ne vuole tanta. Meglio con il “pelo lungo”, dicevano i nostri antenati. Si fa più strada. E ci vuole stomaco. Senza fare di ogni erba un fascio.

L.Cor.  

 

  

 
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